RASSEGNA STAMPA

9 LUGLIO 2001
FRANCO VOLPI
Herbert Marcuse al servizio degli americani

Herbert Marcuse, "Davanti al nazismo. Scritti di teoria critica 1940-1948", Laterza, pagg. XXI+183, 30.000 lire

Un buon consiglio per chi passa da Francoforte è visitare il Literaturhaus in cui hanno sede l'Archivio Schopenhauer e quello della Scuola di Francoforte. Vi è conservato tra l'altro il lascito di Marcuse, visitato da studiosi di tutto il mondo per i testi e i documenti inediti di grande interesse che comprende. Douglas Kellner, con il sostegno di Peter Marcuse, figlio del filosofo, lavora da anni a una edizione di queste carte. In attesa che essa susciti attenzione anche in Italia, Carlo Galli e Raffaele Laudani hanno raccolto gli scritti di teoria critica finora inediti redatti da Marcuse negli anni Quaranta. Sono testi "intriganti" anzitutto per la finalità a cui erano destinati. Emigrato negli Stati Uniti, Marcuse collaborava con i servizi di intelligence americani, interessati a "conoscere il nemico per combatterlo". Per loro scrisse queste brevi ma efficaci analisi del nazionalsocialismo, descrivendone il sistema politico totalitario, ma fornendo anche, più in generale, un aperçu della cultura e del pensiero tedesco, nonché una spiegazione del suo collasso.

In questa crisi risulta centrale Heidegger, per l'aspra frattura che introduce tra filosofia e politica. Il guaio è che, come gran parte della sua generazione, il giovane Marcuse aveva riposto proprio in lui le speranze per un rinnovamento della filosofia. L'illusione durò poco: gli eventi del 1933 la spazzarono via, aprendo una ferita, filosofica e personale, mai più rimarginata. Il breve ma intenso scambio di lettere intercorso fra i due nel 194748, opportunamente incluso nel volume, ne è la drammatica testimonianza. Marcuse rinfaccia a Heidegger, più ancora che l'errore di valutazione del 1933, l'impenitente e colpevole reticenza dopo il 1945. Al memorabile scontro seguì, anni dopo, un epilogo meno noto. In uno dei suoi ultimi viaggi in Germania, il 12 agosto 1976, di passaggio dalla rinomata libreria di Fritz Werner, di cui anche Heidegger era cliente, Marcuse vergava nel quaderno degli ospiti le seguenti parole: "In ricordo dell'ammirevole dignità con cui Heidegger ha terminato i suoi giorni. Che anche a noi possa essere accordata la grazia di invecchiare con dignità, lucidità e serenità".
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