RASSEGNA STAMPA

2 GIUGNO 2001
EDOARDO BONCINELLI
Progetto genoma, storia segreta di una scoperta

"Il codice della vita" di Kevin Davies: una cronaca degli studi (durati quindici anni) con una domanda sul futuro dell'uomo

Dietro l'impresa scientifica del secolo: polemiche, ripicche, dispetti di piccoli e grandi protagonisti

"Il codice della vita" di Kevin Davies, è edito da Mondadori, pagine 381, lire

34.000

L'essere umano è capace di adescare e ricattare fanciulli innocenti, sfruttare i deboli e perseguitare i suoi simili indifesi e allo stesso tempo utilizzare brandelli ritorti di intestino di un animale per produrre le corde sonore da cui estrarre le musiche più sublimi. È sempre lo stesso uomo, attraverso i tempi e i luoghi. È sempre lo stesso uomo che si affida a maghi e guaritori delle più diverse tendenze e che allo stesso tempo si avventura, unico fra tutte le specie, ad esplorare la base biologica della propria identità. Chi non coglie l'inseparabilità di queste sue due facce, non capisce niente del fenomeno Uomo, anche se si presenta in tv o si arrampica sulle prime pagine dei quotidiani per "spiegarci", ahinoi, il perché e il per come di mille eventi - ordinari, inquietanti o sconvolgenti - della vita di tutti i giorni. Sullo sfondo delle peggiori efferatezze c'è sempre un angelo che piange e dietro le più esaltanti imprese c'è sempre il grugnito di qualche animale selvatico o rinselvatichito. Ambizioni inconfessate, gelosie, incapacità di accettare un ridimensionamento del proprio Io, il desiderio di umiliare, sopraffare e prevaricare e anche la pura e semplice malvagità, accompagnano da sempre, insieme all'entusiasmo, l'onestà, la generosità, la creatività e un pizzico di fortuna, gli eventi umani, anche quando si ha a che fare con imprese esaltanti. Nel suo famoso libro La doppia elica , James Watson mostrò parecchi anni fa il lato umano della ricerca e della scoperta scientifica del nostro tempo, raccontando e commentando le vicende piccole e grandi, meschine e nobilissime, umane e sovrumane che avevano accompagnato la scoperta della struttura a doppia elica del Dna, la molecola della vita, all'inizio degli anni '50. Cinquant'anni dopo Kevin Davies ci racconta ( Il codice della vita , Mondadori)) le vicende umane, individuali e collettive, che hanno caratterizzato i quindici anni che intercorrono fra l'avvio e il completamento del Progetto Genoma, la decifrazione del complesso dei tre miliardi di nucleotidi che codificano il patrimonio genetico della nostra specie.

L'autore non è uno scienziato che lavora in laboratorio, ma è stato fino a poco tempo fa il direttore di una prestigiosa rivista di biologia molecolare e al momento ne dirige un'altra altrettanto prestigiosa. Ha seguito insomma le vicende scientifiche da una posizione privilegiata e si è trovato "professionalmente esposto" all'infuriare delle più aspre polemiche e a quel complesso di piccineria, ripicche e ritorsioni che accompagnano le dispute più brucianti. Polemiche e dispute che hanno coinvolto scienziati di genio, scienziati di media caratura, grandi clinici, operatori finanziari, politici e giornalisti. È il più adatto quindi a cogliere la miseria e la nobiltà dell'impresa scientifica in questione, il quotidiano e l'imperituro, il grugnito e il sospiro. In questa vicenda un pugno di protagonisti geniali, un manipolo di comprimari, una folla di comparse e qualche pupo si muovono nella luce accecante di un'epopea senza pari che ha portato all'esplorazione molecolare del Continente Uomo, dove convivono naturaliter il Bene e il lato oscuro della Forza. Il libro può essere letto infatti in entrambe le chiavi. Coloro ai quali interessa il lato umano della vicenda, dal puro e semplice pettegolezzo all'illustrazione delle grandi capacità manageriali di alcuni protagonisti, dallo scontro fra la scaltrezza e l'intelligenza alla pura dabbenaggine,

dal colpo di genio all'abilità comunicativa, dalla mortificazione al trionfo, dal calcolo politico a quello finanziario, troveranno di che compiacersi. Ma anche coloro ai quali interessano gli sviluppi di un'esaltante impresa scientifica collettiva, potranno trarre dalla lettura di questo libro un gran numero di informazioni di prima mano, libere dalle imprecisioni e dagli errori che accompagnano quasi inevitabilmente ogni resoconto di carattere per così dire giornalistico.

In questa ottica va letto e in questa ottica l'ho letto, incuriosito e affascinato dalla molteplicità degli aspetti di questa vicenda, nella quale, si direbbe, l'Uomo si rispecchia due volte: come mente collettiva e come insieme di individui, o se si preferisce, come razionalità, inevitabilmente collettiva, e come insopprimibile passionalità, altrettanto inevitabilmente individuale. In fondo, non si tratta che della lunghezza focale dello strumento con il quale si

osservano queste vicende, come del resto molte altre. Se ci si tiene accosto alla scena, si osserva una ridda di individualità che attraversano, per un attimo o per un po' di più, il campo visivo, interagendo forsennatamente fra di loro mentre vivono le loro vite, intessute come ogni altra, di gioie e di affanni. Se ci si tiene in un campo lungo, a rispettosa distanza dalla scena, si osserva invece una gigantesca opera collettiva che ha prodotto risultati che resteranno per sempre. L'Uomo ha un solo genoma e non verrà decifrato un'altra volta.

Il fatto che dietro questa impresa ci siano, come in tutte le altre, schiere di primattori, comparse e marionette che vivono la loro vita di ogni giorno non deve però farci perdere di vista la sua eccezionalità.

Tutti credono di saper rispondere alla biblica domanda Quid est homo ?, Che cosa è l'Uomo, ma pochi si danno da fare per procurarsi una base conoscitiva concreta per affrontare seriamente il quesito e si avanzano per lo più proposte che hanno alle loro spalle secoli di onorata carriera. Al momento la sequenza del genoma umano è solo un campo incolto, ma nasconde una miniera da sfruttare. Non sarà domani, né probabilmente dopodomani, ma giorno dopo giorno ne ricaveremo risposte su risposte, a quesiti che ci siamo posti e soprattutto a quesiti che non ci siamo mai posti. Certo, se uno guarda con un'ottica ancora più distaccata, con una sorta di teleobiettivo che appiattisce ogni dettaglio, anche questa impresa appare come uno dei tanti minuscoli eventi che hanno costellato la nostra storia. Chi sa già tutto non imparerà nulla, esattamente come chi non sa nulla. Chi è curioso e non disdegna il nuovo solo perché nuovo imparerà qualcosa.

L'Uomo si è piegato a guardarsi in uno specchio, dove ciascuno vedrà ciò che vuole vedere. Però si è piegato, creatura mortale, nuda e fragilissima che abita da qualche migliaio di anni un pianeta sperduto alla periferia della Galassia. E ha guardato, con gli stessi occhi del gufo e del babbuino, oggetti che sono un miliardo di volte più piccoli di lui. Mihi quaestio factus sum , si diceva un tempo Sant'Agostino, interrogandosi appassionatamente sulla propria natura, individuale e allo stesso tempo collettiva
inizio pagina
vedi anche
Cultura-Impresa scientifica