Un agnello clonato, speranza contro la Bse| Creato a Edimburgo, è inattaccabile alla "scrapie" |
| John Clark, il padre della pecora Dolly, ha annunciato ieri una nuova conquista ottenuta dai ricercatori dell'Istituto Roslin di Edimburgo: la creazione, attraverso clonazione, di un agnello geneticamente modificato in modo da essere inattaccabile dalla Scrapie, che è la forma ovina della Bse, altrimenti nota come "mucca pazza". Si tratta di una conquista importante sotto parecchi profili. Il più ovvio è quello di poter debellare una volta per tutte la Scrapie sottoponendo gli ovini a modificazioni genetiche. L'agnellino transgenico creato dall'équipe del professor Clark è stato clonato partendo da un fibroplasta (cioè una cellula fetale) di tessuto connettivo. "La cellula - ha spiegato Clarke - è stata manipolata in modo da eliminare il gene della PrP, la proteina prionica presente in tutti i mammiferi che, degenerando, può originare la Scarpie". "Il nucleo di fibroplasta così modificato - ha continuato Clark, presentando ieri i risultati della ricerca a un convegno sugli Ogm (organismi geneticamente modificati) in corso ad Asti - è stato utilizzato per la clonazione. Dopo due anni di tentativi, il processo ha prodotto il primo "agnello knock-out", cioè con il gene portatore della malattia messo ko da un procedimento di ingegneria genetica".
A differenza della Bse, non risulta che la Scrapie si sia mai trasmessa all'uomo. Si tratta di una malattia individuata circa due secoli fa, ma si ritiene che abbastanza recentemente, cioè una trentina di anni fa, trasformandosi, dalle pecore possa essere passata ai bovini. L'altro aspetto interessante della ricerca presentata ieri da Clarke è quindi che di lì potrebbero venire lumi sulla Bse, i cui processi di trasmissione sono ancora piuttosto misteriosi. L'obiettivo finale sarebbe proprio quello di arrivare, attraverso un processo di manipolazione genetica, a immunizzare i bovini dalla Bse. Ma c'è anche un'altra parte della storia. L'agnellino knock-out, nato a Edimburgo lo scorso gennaio, nel frattempo non c'è più. "Aveva dei problemi di cuore e abbiamo dovuto farlo sopprimere", ha raccontato Clark, aggiungendo, però, che "la ricerca va avanti e presto nasceranno altri agnellini geneticamente modificati". Clark ha spiegato che i problemi di cuore dell'agnellino non erano casuali: "Il motivo per cui l'animale non è sopravvissuto a lungo è che la clonazione è un risultato difficile e ancora dai risultati incerti".
E' la conferma di un dato noto: la clonazione è realizzabile dall'uomo ma ancora non controllabile in tutti i suoi effetti. Tuttavia la morte dell'agnellino a causa di malformazioni cardiache determinate dal processo di clonazione non mette in discussione i risultati della ricerca effettuata all'Istituto di Roslin. Infatti, se il processo di clonazione non ha funzionato, la tecnica di modificazione genetica elaborata per eliminare la proteina prionica all'origine della Scrapie ha invece avuto successo. Infatti l'agnellino era nato senza il gene della PrP. I risultati della ricerca saranno pubblicati sulla rivista "Nature Biotechnology", che esce oggi negli Stati Uniti con un articolo del professor Clark. Il dibattito sugli Ogm continuerà certamente a crescere, assieme alla ricerca di nuove tecniche di modificazione genetica. E sembra non esserci alcun dubbio che, in un prossimo futuro, tecniche di modificazione genetica, applicate già oggi in massa ai vegetali, modificheranno mandrie e greggi di tutto il mondo. |