RASSEGNA STAMPA

25 APRILE 2001
editoriale
Domani al S. Tommaso lezione magistrale di mons. Sgreccia

Mons. Elio Sgreccia, noto esperto di bioetica, sarà a Messina il 26 aprile alle ore 15,30, per una solenne Lezione Magistrale presso la Scuola Superiore di Bioetica dell'Istituto Teologico
«S. Tommaso». Sgreccia è giustamente riconosciuto nel panorama nazionale e internazionale come il pioniere per eccellenza della bioetica italiana, avendo introdotto il primo manuale di bioetica in Italia e ottenendo la prima cattedra presso la facoltà di Medicina del «Gemelli» di Roma. Il primo Centro di Bioetica e la prima Scuola di Bioetica con l'idoneità a rilasciare titoli superiori di specializzazione in questo campo è stata creata sempre da lui. È sicuramente all'origine dell'intervento istitutivo da parte di Giovanni Paolo II della Pontificia Accademia per la Vita. Indubbiamente Sgreccia è il maggiore esponente della bioetica cattolica italiana e il modello di bioetica personalista cattolico trova in lui la figura più rappresentativa. Il tema del Solenne Atto Accademico è il seguente: «Quali percorsi per un incontro tra ricerca scientifica ed etica in bioetica?». Un tema particolarmente scottante e sempre aperto, perché l'incontro tra elementi scientifici ed etici risulta particolarmente difficile nelle nostre società, sia per ricchezza delle diverse impostazioni culturali e quindi del pluralismo, sia per la complessità della ricerca scientifica che porta in sé dimensioni industriali ed economiche. I campi su cui si soffermerà la relazione di mons. Sgreccia sono di particolare attualità. Anzitutto la ricerca scientifica nel campo della genetica e del Progetto Genoma umano, dove le conoscenze scientifiche possono assumere valenza etica in relazione al contesto e alle motivazioni del loro utilizzo, nell'ambito cioè di un'azione umana o sociale finalizzata al perseguimento, al rispetto – o all'eventuale violazione – di importanti valori morali, quali ad esempio la salute, il benessere, la sicurezza delle persone e dell'ambiente, il rispetto dei diritti umani fondamentali e, in senso più generale, il bene della società (bene comune) o dell'umanità (bene universale). Per una corretta valutazione etica del Progetto Genoma, pertanto, bisogna tenere conto di tutti gli elementi moralmente rilevanti implicati e coinvolti nella sua attuazione: la finalità perseguita, la liceità dei mezzi, la natura e l'entità dei possibili rischi e pericoli di alcuni protocolli sperimentali o settori di indagine, la prevedibilità, o meno, di eventuali conseguenze dannose... Il valore scientifico, culturale e sociale dell'obiettivo perseguito, infatti, non ne giustifica l'immediata attuazione. L'altro campo importante della Lezione Magistrale di mons. Sgreccia è quello della procreazione assistita e della clonazione delle cellule staminali, il cui dibattito parlamentare è ormai prossimo. La ricerca sulle cellule staminali può condurre verso itinerari significativi nella cura di patologie neurologiche e di altre gravi patologie. Gli uomini di scienza e l'industria sanitaria vi intravedono ottimi percorsi economici. Perché invece non investire sulle cellule staminali di un adulto, visto che già la sperimentazione è avviata e i primi risultati sono significativi? Gli studi di molti studiosi sono concordi e confermano che le cellule staminali nei differenti tessuti adulti possono esser molto più simili di quanto finora pensato alle cellule embrionali umane.

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