| Ho letto con interesse, su La Stampa di ieri, leditoriale del filosofo
Gianni Vattimo, che definisce le mie posizioni "pragmatiche", a petto
di quelle del ministro dell'Ambiente Willer Bordon, considerate invece
"umanitarie", a proposito di onde elettromagnetiche come presunta
causa di tumore. Vorrei rispondere a Vattimo che anch'io, come
ministro della Sanità e medico che presto tornerà ai pazienti e alle
ricerche, considero "umanitarie" le mie idee.
E cerco un'etica matura, capace di resistere alle emozioni d'accatto e
guardare alla dolorosa malattia che si chiama tumore con gli strumenti
della ragione, della scienza e dell'intelligenza d'amore. Non sono a
caccia di voti, quando sottopongo alla riflessione di Vattimo e dei
lettori quel che è il pane quotidiano di noi ricercatori. L'Agenzia
Internazionale per le Ricerche sul Cancro (Iarc) ha censito - dopo anni
e anni di lavoro - 78 cause a effetto cancerogeno: inclusi il fumo da
tabacco, certa muffa dei vegetali (aflatossine), l'amianto, il benzene, il
radon, le radiazioni solari, gli estrogeni, vari virus, le polveri di legno, il
cloruro di vinile.
Basta una prova - anche minima - perché un agente sia definito
cancerogeno per gli esseri umani. Lo Iarc cataloga anche 63 altri
fattori a probabile, ma non assodata, cancerogenicità. Fra di essi non
sono incluse le onde elettromagnetiche, come prova lo studio di
Richard Doll, per conto dell'Authority britannica sulla protezione
radiologica. Tutto qui. Non sarei dunque "umanitario"? Perché?
Perché ritengo che non sia morale investire 20-30 mila miliardi (tanti
ne occorrerebbero) per prevenire due ipotetici casi di leucemia,
quando con la stessa cifra possiamo combattere i danni causati - con
assoluta certezza - dai fattori prima indicati, salvando la vita a migliaia
di bambini e adulti, che davvero contrarranno tumori e leucemie?
E' "umanitarismo", o non piuttosto paura irrazionale, quella che
spingerebbe ad abbattere una selva di tralicci pressoché innocui,
mentre sui gradini di tante chiese io vedo accovacciati i rappresentanti
di quel mezzo milione di schizofrenici che non abbiamo i soldi per
curare? E le anoressie? Le malattie mentali? Ho mille difetti, ma fin da
ragazzo sono andato ogni giorno in ospedale, come un monaco. A
combattere la malattia. Provando a guarire, quando possibile, senza
dolore. Aver testimoniato della sofferenza di tanti non mi ha assuefatto,
mi ha reso semmai più sensibile. Non cambierò quindi codice etico per
un pugno di popolarità. I miei malati mi hanno insegnato che la verità è
umanitaria. |