RASSEGNA STAMPA

29 MARZO 2001
MARIA A. ZEGARELLI
Cellule staminali, la battaglia di Luca Cascioni
Il dottor Luca Coscioni era pronto: tuta indosso e una giornata di allenamenti, come ogni anno, per prepararsi alla maratona di New York. Sentiva soltanto un leggero fastidio alla gamba destra, un irrigidimento che all'inizio sembrava normale. Una contrattura di quelle che arrivano di solito durante un'intensa attività fisica. Un po' di riposo, applicazioni mediche locali e tutto sarebbe tornato a posto, si diceva.
Invece, no. Si trattava di sclerosi laterale amiotrofica: tre parole a risposta di quel fastidio che non l'avrebbe lasciato più, terremotando la sua vita. Una malattia neuromuscolare, progressiva e incurabile. Che priva dell'uso del proprio corpo, delle proprie mani, della propria voce.
"L'unica cosa che ti resta - dice Luca Coscioni - sono la tua mente, il tuo pensiero, la voglia di combattere".
Laureato in Economia e commercio, dottore di ricerca in economia ambientale, in passato docente di politica economica all'Università di Viterbo, oggi ha 33 anni e un obiettivo da raggiungere: la legalizzazione, in Italia, della ricerca scientifica sulle cellule staminali e la clonazione terapeutica. Perché solo grazie all'utilizzo delle cellule staminali la sclerosi laterale amiotrofica, forse, come molte altre malattie, può essere curata. Luca Coscioni comunica con il mondo grazie al computer, attraverso un programma di autoclick, che ogni mezzo secondo aziona automaticamente il pulsante sinistro del mouse, risparmiando, in questo modo,l'utilizzo del pollice della mano destra, che non ce la farebbe a sostenere lo sforzo. Sullo schermo, allora, compare una tastiera virtuale e la finestra del programma di previsione di parola. È in questo modo che può scrivere e far leggere ad un'interfaccia vocale i suoi messaggi. "Certo, niente a che vedere con la voce suadente del famoso elaboratore Hal di 2001 Odissea nello spazio, ma rende pur sempre libero il mio pensiero ", ironizza. Poi, spiega: " lo stesso sistema che usa il professor Steven Hawking, il celebre fisico inglese, autore del noto "Dal big bang ai buchi neri".
Anche il professor Haking è stato colpito dalla stessa malattia nel 1963: secondo i medici dovrebbe essere morto da almeno 30 anni, invece, occupa la cattedra di matematica lucasiana a Cambridge, la stessa che occupò Newton. Forza di volontà, sostiene Luca Coscioni che ha deciso di combattere la sua battaglia anche in Parlamento. Si è candidato alle prossime elezioni politiche, con Emma Bonino, quale capolista in Emilia Romagna e nel Lazio, con Marco Pannella secondo.
"Un segnale politico forte - racconta - per sottolineare che c'è una battaglia radicale da portare avanti e che riguarda 10 milioni di italiani colpiti da patologie che potrebbero, e sottolineo potrebbero, essere curate con le nuove terapie che si basano sulle cellule staminali". E ricorda che è stata proprio la Commissione dei 25 saggi, presieduta dal professor Renato Dulbecco, chiamata a fare chiarezza sull'argomento,a dirlo a chiare lettere. Morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, lesioni traumatiche del midollo spinale, distrofia muscolare, tumori e leucemie. Un lungo elenco di patologie che la clonazione terapeutica potrebbe curare, tanto che sei mesi fa Stati Uniti e Gran Bretagna hanno dato il via alla ricerca e alla sperimentazione. "In Italia - dice - l'ostacolo più grande è il Vaticano, che si oppone all'utilizzo per fini scientifici degli embrioni soprannumerati, quelli cioè che non verrano impiantati negli uteri delle donne che ne hanno chiesto la creazione e che sono conservati sotto zero in attesa della distruzione". Dunque, se la legge non dovesse cambiare, se le regole dovessero restare quelle attuali, l'unica speranza resterebbe " il solito viaggio all'estero, dove le frontiere della medicina non sono ancorate a lunghe discussioni etiche che non tengono in alcun conto le atroci sofferenze di chi è affetto da malattie oggi incurabili ".
La sua candidatura alle elezioni del 13 maggio è supportata dall'appoggio di numerosi scienziati e premi nobel che hanno risposto al suo appello ad un impegno nella lotta per la legalizzazione dell'uso delle cellule staminali. Venti premi nobel hanno aderito all'iniziativa, da Kenneth J. Arrow a Pierre Gilles De Gennes, da Herbert A. Hauptam a James J. Heckman, oltre a decine e decine di scienziati e ricercatori di tutto il mondo." Ora - conclude - inizia la vera battaglia, quella che deve smuovere le coscienze e far trovare il coraggio di assumere posizioni chiare, non mosse da valutazioni puramente elettorali. Non si può far finta, come fanno i due poli, di litigare su una questione come questa, ma non decidersi per paura di perdere l'elettorato cattolico ".
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