RASSEGNA STAMPA

15 MARZO 2001
CLAUDIA STANCATI
Opere di natura
Olivier Bloch L'ultimo libro di un filosofo francese poco noto in Italia, ma i cui studi sono una tappa importante nello studio del rapporto tra materialismo e naturalismo
Orano, in Algeria: la città bianca in cui Albert Camus ha ambientato La peste. Negli anni '40 una malattia mortale investe una comunità, e ne rivela i componenti per ciò che sono (i molti deboli come deboli, i pochi forti come forti), ne mette a nudo profittatori disumani, e vittime innocenti. Nelle grandi opere letterarie, non ci sono allegorie semplici, ma metafore creative, che attraverso una formulazione letterale e pur fittizia, ci fanno comprendere aspetti altrimenti oscuri e inavvertiti dei fenomeni metaforizzati e però reali su cui si riverberano. La peste del corpo di Orano può spiegarci qualcosa della peste dell'anima che nei primi anni '40 ha devastato l'Europa.
La famiglia del rabbino capo di Orano, la famiglia Bloch, viene travolta da questa seconda peste. Il figlio René e la nuora Odette praticano l'avvocatura in Francia.
Socialisti, membri della Lega dei Diritti dell'Uomo, sono catturati dai nazisti e deportati ad Auschwitz, dove muoiono nel '43. Sopravvive loro il figlio Olivier, nato a Parigi nel 1930, che continua la ricerca di giustizia e l'opera di vigilanza della sua famiglia, ma in un campo diverso, in quello filosofico.
Oltre a un discreto ma ininterrotto impegno politico, dagli anni '50 agli anni '80 nel Pcf, poi da citoyen, Olivier Bloch decide infatti di impegnarsi nel rendere giustizia alle filosofie materialiste. In effetti, solo dalla convergenza fra ciò che è letterale e fittizio e ciò che è metaforico e reale si può interrogare proficuamente il materialismo. Mentre cresce il suo ruolo di studioso e di maestro, dai Licei all'università di Parigi XII, alla Sorbona, mentre attira e accoglie con inesauribile disponibilità giovani studiosi da tutta la Francia e da tutta l'Europa, Bloch avvia così e anima un "Gruppo di ricerca sulla storia del materialismo". Si occupa personalmente del pensiero antico (Epicuro e gli epicurei, ma anche Aristotele) e di Marx e del marxismo, scrive una monografia fondamentale su Gassendi, sul filosofo materialista ed epicureo e insieme sacerdote, investiga la letteratura clandestina del XVIII secolo per il cui inventario fonda un "Comitato internazionale", cerca in Molière il vero volto della filosofia del suo tempo, e ricostruisce con competenza e passione i fili molteplici che attraverso le epoche collegano il materialismo antico al libertinisme del Settecento. L'ultimo volume da lui curato (Philosophies de la nature, Parigi, Publications de la Sorbonne, 2000), raccoglie gli atti di quattro intense giornate di studio.
Il filo, teorico e storico insieme, che lega tra loro i saggi che compongono il volume è lo stesso che percorre molti lavori scientifici di Bloch: il rapporto tra materialismo e naturalismo. Concetto antico e sfuggente, quello di "naturalismo". Può riferirsi alle posizioni filosofiche secondo le quali non si dà vera esistenza se non di ciò che appartiene alla natura e al mondo naturale, pensato secondo le categorie della 'fisicità', anche se non necessariamente ridotto a esse. Può anche riferirsi alle filosofie che accettano come unici strumenti per indagare il reale i metodi offertici dalle scienze naturali.
La diversità di posizioni si ritrova anche nella ricerca filosofica attuale (su cui si può vedere il volume a cura di E. Agazzi e N. Vassallo, Introduzione al naturalismo filosofico contemporaneo, Franco Angeli, 1998), e anzi i naturalisti odierni, incerti tra il naturalismo dell'oggetto e quello del metodo, ostentano minore sicurezza dei grandi filosofi naturalisti del passato. Proprio per questo, il volume curato da Bloch appare assai utile. Le filosofie della natura che vi sono trattate vanno dal Rinascimento alla contemporaneità, provengono da testi filosofici e scientifici, ma anche letterari, non sono tutte ispirate ad un programma di riduzione naturalistica, anzi, in certi casi si tratta di programmatiche riduzioni della "Natura" al suo 'altro', all'"Assoluto" (così la Naturphilosophie dei filosofi romantici e idealisti tedeschi). Proprio da una rassegna di posizioni così diverse, dalla estrema varietà dei contesti culturali e delle personalità in gioco, emergono meglio i nodi fondamentali, storici ma soprattutto teorici, di una riflessione sul tema del naturalismo in tutte le sue forme.
Si possono formulare quattro questioni teoriche, come sommi capi della discussione che attraversa il volume curato da Bloch: 1) il rapporto tra scienza e filosofia, 2) il rapporto tra l'aspetto individuale e qualitativo e quello categoriale e quantitativo nella percezione e nella conoscenza; 3) il rapporto di continuità/discontinuità tra ambiente naturale e ordine umano; 4) infine il rapporto tra naturale e artificiale in generale.
La questione più ampia del rapporto tra filosofia e scienza della natura oscilla tra la posizione radicale di Kant, per cui la costituzione della natura è il costituirsi dell'esperienza e la natura non è altro che la forma di esistenza degli oggetti dell'esperienza umana, e la divisione tra empiria e ragione scientifica, fino alla rifondazione dei rapporti tra filosofia e scienza proposta da Bergson, ma anche dai filosofi scienziati come Peirce.
Al secondo tema si possono ricondurre la contrapposizione tra i singoli oggetti di esperienza e i soggetti delle proposizioni generali, o la distinzione tra qualità primarie e secondarie in Galilei, per cui, paradossalmente, ciò che permette la scienza della natura è proprio ciò che allontana dal monismo naturalistico. E si ripresenta nella considerazione, da parte di Merleau-Ponty, della percezione come luogo dell'immersione nella natura prima di ogni conoscenza dell'oggetto.
Il tema continuità/discontinuità tra ordine umano e ambiente naturale era già quello decisivo per il naturalismo magico, ma diventa progressivamente anche il luogo teorico in cui la struttura lineare della "grande catena dell'essere" evolve verso la struttura del reticolo o dell'albero, in cui il problema diventa individuare le caratteristiche specifiche dell'uomo rispetto agli animali non umani, e che si ritrova nei più recenti tentativi di naturalizzazione dell'etica e del linguaggio.
Ma oltre alle specie animali esistono altri tipi sistemi fisici in relazione ai quale possiamo valutare rotture o proporre programmi di naturalizzazione. Esiste una nozione ampia di "sistema fisico" inteso come sistema in grado di elaborare informazioni attraverso procedure di calcolo, ed è per questa via che il naturalismo filosofico incrocia oggi il cammino dell'intelligenza artificiale.
Proprio alla luce della nozione di artificio come seconda natura, e della odierna "filosofia naturale" considerata come una fisica dello spazio-tempo, dobbiamo, come suggerisce Olivier Bloch, ridefinire i rapporti tra due continenti la cui separazione è stata troppo a lungo data per scontata: natura e storia.
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