Opere di natura| Olivier Bloch L'ultimo libro di un filosofo francese poco noto in Italia, ma i cui studi sono una tappa importante nello studio del rapporto tra materialismo e
naturalismo |
| Orano, in Algeria: la città bianca in cui Albert Camus ha ambientato La peste. Negli anni
'40 una malattia mortale investe una comunità, e ne rivela i componenti per ciò che sono
(i molti deboli come deboli, i pochi forti come forti), ne mette a nudo profittatori disumani,
e vittime innocenti. Nelle grandi opere letterarie, non ci sono allegorie semplici, ma
metafore creative, che attraverso una formulazione letterale e pur fittizia, ci fanno
comprendere aspetti altrimenti oscuri e inavvertiti dei fenomeni metaforizzati e però reali
su cui si riverberano. La peste del corpo di Orano può spiegarci qualcosa della peste
dell'anima che nei primi anni '40 ha devastato l'Europa.
La famiglia del rabbino capo di Orano, la famiglia Bloch, viene travolta da questa
seconda peste. Il figlio René e la nuora Odette praticano l'avvocatura in Francia.
Socialisti, membri della Lega dei Diritti dell'Uomo, sono catturati dai nazisti e deportati ad
Auschwitz, dove muoiono nel '43. Sopravvive loro il figlio Olivier, nato a Parigi nel 1930,
che continua la ricerca di giustizia e l'opera di vigilanza della sua famiglia, ma in un campo
diverso, in quello filosofico.
Oltre a un discreto ma ininterrotto impegno politico, dagli anni '50 agli anni '80 nel Pcf,
poi da citoyen, Olivier Bloch decide infatti di impegnarsi nel rendere giustizia alle
filosofie materialiste. In effetti, solo dalla convergenza fra ciò che è letterale e fittizio e ciò
che è metaforico e reale si può interrogare proficuamente il materialismo. Mentre cresce il
suo ruolo di studioso e di maestro, dai Licei all'università di Parigi XII, alla Sorbona,
mentre attira e accoglie con inesauribile disponibilità giovani studiosi da tutta la Francia
e da tutta l'Europa, Bloch avvia così e anima un "Gruppo di ricerca sulla storia del
materialismo". Si occupa personalmente del pensiero antico (Epicuro e gli epicurei, ma
anche Aristotele) e di Marx e del marxismo, scrive una monografia fondamentale su
Gassendi, sul filosofo materialista ed epicureo e insieme sacerdote, investiga la letteratura
clandestina del XVIII secolo per il cui inventario fonda un "Comitato internazionale",
cerca in Molière il vero volto della filosofia del suo tempo, e ricostruisce con competenza
e passione i fili molteplici che attraverso le epoche collegano il materialismo antico al
libertinisme del Settecento. L'ultimo volume da lui curato (Philosophies de la nature,
Parigi, Publications de la Sorbonne, 2000), raccoglie gli atti di quattro intense giornate di
studio.
Il filo, teorico e storico insieme, che lega tra loro i saggi che compongono il volume è lo
stesso che percorre molti lavori scientifici di Bloch: il rapporto tra materialismo e
naturalismo. Concetto antico e sfuggente, quello di "naturalismo". Può riferirsi alle
posizioni filosofiche secondo le quali non si dà vera esistenza se non di ciò che
appartiene alla natura e al mondo naturale, pensato secondo le categorie della 'fisicità',
anche se non necessariamente ridotto a esse. Può anche riferirsi alle filosofie che
accettano come unici strumenti per indagare il reale i metodi offertici dalle scienze
naturali.
La diversità di posizioni si ritrova anche nella ricerca filosofica attuale (su cui si può
vedere il volume a cura di E. Agazzi e N. Vassallo, Introduzione al naturalismo filosofico
contemporaneo, Franco Angeli, 1998), e anzi i naturalisti odierni, incerti tra il naturalismo
dell'oggetto e quello del metodo, ostentano minore sicurezza dei grandi filosofi naturalisti
del passato. Proprio per questo, il volume curato da Bloch appare assai utile. Le filosofie
della natura che vi sono trattate vanno dal Rinascimento alla contemporaneità,
provengono da testi filosofici e scientifici, ma anche letterari, non sono tutte ispirate ad
un programma di riduzione naturalistica, anzi, in certi casi si tratta di programmatiche
riduzioni della "Natura" al suo 'altro', all'"Assoluto" (così la Naturphilosophie dei
filosofi romantici e idealisti tedeschi). Proprio da una rassegna di posizioni così diverse,
dalla estrema varietà dei contesti culturali e delle personalità in gioco, emergono meglio i
nodi fondamentali, storici ma soprattutto teorici, di una riflessione sul tema del
naturalismo in tutte le sue forme.
Si possono formulare quattro questioni teoriche, come sommi capi della discussione che
attraversa il volume curato da Bloch: 1) il rapporto tra scienza e filosofia, 2) il rapporto tra
l'aspetto individuale e qualitativo e quello categoriale e quantitativo nella percezione e
nella conoscenza; 3) il rapporto di continuità/discontinuità tra ambiente naturale e ordine
umano; 4) infine il rapporto tra naturale e artificiale in generale.
La questione più ampia del rapporto tra filosofia e scienza della natura oscilla tra la
posizione radicale di Kant, per cui la costituzione della natura è il costituirsi
dell'esperienza e la natura non è altro che la forma di esistenza degli oggetti
dell'esperienza umana, e la divisione tra empiria e ragione scientifica, fino alla
rifondazione dei rapporti tra filosofia e scienza proposta da Bergson, ma anche dai
filosofi scienziati come Peirce.
Al secondo tema si possono ricondurre la contrapposizione tra i singoli oggetti di
esperienza e i soggetti delle proposizioni generali, o la distinzione tra qualità primarie e
secondarie in Galilei, per cui, paradossalmente, ciò che permette la scienza della natura è
proprio ciò che allontana dal monismo naturalistico. E si ripresenta nella considerazione,
da parte di Merleau-Ponty, della percezione come luogo dell'immersione nella natura
prima di ogni conoscenza dell'oggetto.
Il tema continuità/discontinuità tra ordine umano e ambiente naturale era già quello
decisivo per il naturalismo magico, ma diventa progressivamente anche il luogo teorico
in cui la struttura lineare della "grande catena dell'essere" evolve verso la struttura del
reticolo o dell'albero, in cui il problema diventa individuare le caratteristiche specifiche
dell'uomo rispetto agli animali non umani, e che si ritrova nei più recenti tentativi di
naturalizzazione dell'etica e del linguaggio.
Ma oltre alle specie animali esistono altri tipi sistemi fisici in relazione ai quale possiamo
valutare rotture o proporre programmi di naturalizzazione. Esiste una nozione ampia di
"sistema fisico" inteso come sistema in grado di elaborare informazioni attraverso
procedure di calcolo, ed è per questa via che il naturalismo filosofico incrocia oggi il
cammino dell'intelligenza artificiale.
Proprio alla luce della nozione di artificio come seconda natura, e della odierna "filosofia
naturale" considerata come una fisica dello spazio-tempo, dobbiamo, come suggerisce
Olivier Bloch, ridefinire i rapporti tra due continenti la cui separazione è stata troppo a
lungo data per scontata: natura e storia. |