RASSEGNA STAMPA

4 MARZO 2001
FRANCESCA RIGOTTI
I classici dell'eguaglianza
«L'idea di eguaglianza», introduzione e cura di Ian Carter, testi di Richard J. Arneson, Ronald Dworkin, Thomas Nagel, Amartya Sen, Bernard Williams, Feltrinelli, Milano 2001, pagg. 214, L. 35.000.
Vale la pena di leggere la ricca e interessante raccolta di testi presentata in questo volume se non altro per imbattersi in un'affermazione del seguente tenore: «Nel nostro mondo, questi atteggiamenti (quelli di cercare di accumulare denaro e di ammirare chi ci riesce) sono nutriti e incoraggiati dalla convinzione che una vita dedicata all'accumulazione di ricchezze o al consumo di generi di lusso... sia una vita di valore per persone che vivranno una volta sola. E' difficile che una teoria della vita buona si avvicini così tanto all'assurdità pura e semplice». Queste parole sono di Ronald Dworkin e suonano come balsamo per i fautori, per nascita, scelta o vocazione, dell'egualitarismo e per coloro che pensano che una vita dedicata all'accumulo e al consumo di beni sia da compatire piuttosto che da invidiare e imitare. E' ovvio comunque che la citazione di Dworkin non esaurisce né rende conto della complessità di questi studi sull'eguaglianza che Ian Carter ha voluto raccogliere con un'operazione analoga a quella da lui condotta qualche anno fa, presso il medesimo editore, per "libertà" («L'idea di libertà», a cura di Ian Carter e Mario Ricciardi, Feltrinelli, Milano 1996). Nella eccellente panoramica finale, che porta il modesto titolo di Letture ulteriori ma rivela un alto grado di conoscenze e preparazione, il curatore fa capire in quali complessi meandri si sia dovuto insinuare per ripescare i concetti e le concezioni di eguaglianza tra i quali si muove la filosofia politica normativa odierna e disporli secondo un itinerario plausibile e percorribile.
Prediligendo la selezione di testi quasi classici a scapito dei novissimi, Carter propone scritti non recentissimi, tutti di autori di formazione anglo-americana, tutti aderenti a uno stesso dibattito e tutti parlanti la stessa lingua e lo stesso linguaggio. In questo senso la scelta rende poco conto - trovo - delle tendenze della letteratura egualitaria degli ultimi anni, comprese la sua tendenza a spostarsi dal momento dell'arrivo al momento della partenza della storia - ovvero dall'eguaglianza dei risultati all'eguaglianza di opportunità - e compreso l'approccio delle capacità - nelle due versioni di A. Sen e di M. Nussbaum, con le forti critiche che entrambi rivolgono al welfarismo -, e nessun conto dei risultati prodotti in altre lingue e in altri linguaggi.
Considerazioni che nulla tolgono tuttavia al pregio di questa antologia delle analisi e delle proposte di alcuni grandi egualitari contemporanei impegnati nell'esaminare l'eguaglianza coniugandola con temi e fattori che ne modellano e ne arrichiscono il significato: eguaglianza di beni primari, risorse e benessere, ma anche eguaglianza di opportunità e responsabilità, e soprattutto eguaglianza di libertà (al singolare), il binomio probabilmente più interessante oggi per un'etica politica normativa: penso solo, per esempio, al contributo offerto su questo punto dalla dottrina del neo-repubblicanesimo, per la quale libertà e eguaglianza, o assenza di libertà e assenza di eguaglianza non sono che due facce della stessa medaglia.
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vedi anche
Filosofia (e) politica