RASSEGNA STAMPA

5 FEBBRAIO 2001
DARIO ANTISERI
NOVAK La nuova frontiera del capitalismo
Lo studioso statunitense, partito da posizioni socialiste, è divenuto il teologo cattolico dell'economia di mercato
"Un sistema collettivistico che non rispetta gli individui non è un esempio di caritas, come non lo sono un alveare o una mandria di buoi
"Michael Novak ha dedicato una parte notevole della propria vita a spiegare con entusiasmo il fondamentale ruolo dell'iniziativa privata nella vita pubblica, il suo servizio a difesa della libertà viene ora doverosamente riconosciuto. Novak, infatti, ha raggiunto il pantheon dei vincitori del Templeton Prize for Progress in Religion, una lista che include Madre Teresa di Calcutta, Alexander Solgenitzin, Billy Graham e Charles Colson. Nel 1991, allorché apparve l'enciclica pontificia Centesimus annus, fu chiaro che l'opera di Novak aveva catturato l'attenzione di papa Giovanni Paolo II. Nel 1984 Lo Spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo venne tradotto e pubblicato illegalmente in Polonia, allora ancora comunista. Quando l'editore chiese a Novak come egli volesse essere remunerato, la sua risposta fu molto semplice: "Desidero una copia del libro per la mia biblioteca, e vorrei che una seconda copia venisse messa nelle mani del Papa polacco". Questo scrive di Novak - in occasione del conferimento, nel 1994, del PremioTempleton - padre Robert Sirico, direttore dell'Action Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, Michigan).
Michael Novak è nato nel 1933 in Pennsylvania. Ha studiato presso l'università Gregoriana di Roma e alla Catholic University of America di Washington. "Per molti anni -scrive - ho studiato con l'intenzione di diventare sacerdote cattolico. Quando, abbandonato quel proposito, continuai da laico i miei studi di storia e filosofia della religione, la specializzazione che amai di più e alla quale mi dedicai maggiormente fu quella della "dottrina sociale delle chiese". Socialista democratico in gioventù, Novak ha rotto già da molti anni con questa tradizione ed è diventato il teologo cattolico del capitalismo democratico degli Stati Uniti.
Autore di pregevoli volumi - tra cui Questo emisfero di libertà e Verso una teologia dell'impresa, apparsi in italiano presso Liberilibri di Macerata, e L'impresa come vocazione pubblicato da Rubbettino - Novak precisa così lo scopo dell'altra sua opera Lo spinto del capitalismo democratico e il cristianesimo: "Vorrei persuadere molte persone religiose, della mia stessa fede e di altre fedi, che un esame serio del sistema americano di economia politica mette a disposizione, per il futuro del popolo giudaico, del popolo cristiano e forse anche di altri popoli religiosi, una saggezza di grande valore". Quando nel 1982 pubblicò questo suo libro, The Wall Street Journal ne scrisse come dello studio più importante e più originale sulle radici del capitalismo moderno che sia comparso da parecchi anni". Da parte sua, il curatore dell'edizione italiana, il compianto Angelo Tosato, ha affermato che "un libro come questo sembra di particolare interesse per l'Italia. Se è vero che da noi il clima sta cambiando, e da contrario si fa favorevole al capitalismo, è pur vero che il cammino verso una sua più solidale condivisione e una sua più piena diffusione sembra ancora lungo e arduo; non percorribile con una semplice spinta emotiva".
"Tra tutti i sistemi di economia politica che si sono susseguiti nel corso della storia, nessuno ha tanto rivoluzionato la prospettiva della vita umana - prolungandone la durata, rendendo possibile l'eliminazione della povertà e della carestia,. ampliando in ogni campo le possibilità di scegliere e di affermarsi - quanto il capitalismo democratico". Così Novak inizia Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo. E per "capitalismo democratico" intende tre sistemi in uno: "Un'economia prevalentemente di mercato; una forma di governo rispettosa dei diritti della persona alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità, e un sistema di istituzioni animate da ideali di libertà e giustizia per tutti". Si tratta, dunque, di tre sistemi che funzionano come un tutt'uno; e questo tutt'uno è il capitalismo democratico.
Per essere ancora più chiari, questi tre sistemi sono: "Una forma di governo democratica, un'economia basata su mercati e opportunità, e un sistema etico-culturale che è pluralistico e, nel senso più ampio del termine, liberale". Il capitalismo democratico, dice Novak, è il sistema sociale di Stati Uniti, Giappone, Germania Occidentale (Novak scriveva prima della caduta del muro di Berlino dell'unificazione delle due Germanie) e di un'altra ventina di nazioni nel mondo. Questo legame "non è fortuito: la democrazia politica in pratica è compatibile solo con un'economia di mercato". E "questi due sistemi aumentano e sono al meglio alimentati da una cultura liberale pluralistica".
Ora, però, di fronte alla nascita, al consolidarsi e all'azione dell'economia di mercato, le chiese - asserisce Novak - non capirono la novità.
Accusarono l'economia di mercato di materialismo e individualismo. Papa Pio XI aveva detto che la tragedia del XX secolo era rappresentata dal fatto che la Chiesa aveva perduto la classe operaia. Senonché, sottolinea Novak, "una tragedia ancor più grave per essa fu quella di non aver capito le radici etico-culturali della nuova economia". Il sentimento della solidarietà, il soccorso da prestare all'indigente e all'affamato sono ideali cristiani (e umani) fuori discussione. Ma, di fronte ai bisogni del povero, dell'affamato e dell'oppresso qual'è il sistema socio-economico in grado di liberare dalla schiavitù, dalla miseria e dall'oppressione dei potenti? All'interrogativo, afferma Novak, dobbiamo onestamente rispondere che il migliore sistema oggi a disposizione, per quanto ne sappiamo, è il capitalismo democratico. "Il capitalismo democratico - sottolinea - non è il Regno di Dio, nè è senza peccato. E tuttavia tutti gli altri sistemi di economia politica finora conosciuti sembrano peggiori. Una speranza come quella di alleviare la povertà e di rimuovere la tirannide - forse la nostra ultima, migliore speranza - sta in questo disprezzatissimo sistema.
E siamo giunti alla questione forse di maggior rilievo: quella dell'amore cristiano, della caritas. Chi è, dunque, davvero solidale: il socialista o il capitalista? "Un sistema di economia politica imita la caritas, se estende, crea, inventa, produce e distribuisce ricchezza, accrescendo la base materiale del bene comune; se, inoltre, si fonda sul realismo, se rispetta gli individui in quanto persone, se rende la vita comune più attiva, intensa, varia e libera. Un sistema economico che rende gli individui dipendenti non è, invece, un esempio di caritas, come non lo è un amante, il cui amore incoraggia la dipendenza. Un sistema collettivistico, che non rispetta gli individui come sorgenti distinte di comprensioni e di scelte, non è un esempio di caritas, come non lo sono un alveare o una mandria di buoi".
Certo, il capitalismo democratico non è all'altezza della concezione giudaica del Regno di Dio, ma "non ha mai preteso di esserlo". In ogni caso "volentieri accetta di essere giudicato alla chiara luce del Regno". Ed è un sistema congegnato in modo tale da esser continuamente informato e trasformato: esso solo, tra i sistemi conosciuti, possiede le risorse per trasformarsi e correggersi in modo pacifico. Il capitalismo democratico è un sistema che "crea una società non coercitiva, un'arena di libertà, al cui interno individui e popoli sono chiamati a realizzare, attraverso metodi democratici, la vocazione alla quale ciascuno crede di essere chiamato". Il tallone d'Achille del capitalismo democratico sta nell'aver trascurato di richiamarsi allo spirito umano; nel non aver avuto teorici che ne mettessero in luce il bene che esso procura mostrandone la consonanza con le idealità più nobili. Proprio questo ha inteso fare Novak con la sua opera: far capire la superiorità morale di un sistema - quello del capitalismo democratico - che pur avendo mostrato nella pratica di essere migliore, è stato fatto oggetto di ¡insulti e accuse da parte di una schiera di intellettuali di sinistra, destra e centro.
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