RASSEGNA STAMPA

25 GENNAIO 2001
MARGOT WALLSTROM
L'attività umana, associata alla crescita della popolazione, sta portando le risorse naturali del nostro pianeta a un punto di rottura. Non possiamo permettere che il consumo delle risorse (sia rinnovabili che non rinnovabili) superi la capacità di tenuta dei sistemi ambientali. Pertanto è necessaria un'azione di concerto a livello di governo europeo, nazionale e locale. Il nuovo programma presenta una serie di azioni per affrontare i persistenti problemi ambientali in quattro settori definiti prioritari: cambiamento climatico, natura e biodiversità, ambiente e salute, uso sostenibile di risorse e gestione dei rifiuti.
Il consenso scientifico generale è che le attuali emissioni di gas a effetto serra debbano essere ridotte del 70% (e il prima possibile) affinché i recenti ed estremi avvenimenti climatici non diventino una consuetudine. Una priorità chiave, come primo passo, è ratificare e implementare il Protocollo Kyoto, in base al quale l'Ue si è impegnata a ridurre dell'8% le emissioni dì gas a effetto serra tra il 1990 e il 2012. Dobbiamo ripensare e ristrutturare i nostri sistemi energetici e di trasporto al fine di rispettare il nostro impegno. Uno schema commerciale a livello della Comunità per le emissioni di C02 potrà incentivare le imprese a ridurre tali emissioni.
Un sistema naturale equilibrato e sano, ricco di biodiversità, costituisce la fondamentale struttura di supporto per la nostra vita. Tale sistema impone di utilizzare in maniera sostenibile le risorse naturali e di combattere i rischi (reali e possibili) legati all'inquinamento e alle sostanze chimiche. E' chiaro che l'aria e l'acqua inquinate, i prodotti chimici pericolosi, il rumore e le radiazioni creano problemi alla salute. Nonostante i molteplici miglioramenti, bisogna ancora lavorare molto per rendere più pulita l'aria che respiriamo e più sicura l'acqua in cui nuotiamo e che beviamo. E' necessario un approccio completo all'ambiente e alla salute: dobbiamo migliorare gli sforzi nella ricerca e creare sistemi di preallarme.
I bambini sono i primi a presentare segni della presenza di gravi fattori nell'ambiente. Già nel ventre materno, il feto rischia di essere colpito dalle sostanze inquinanti. Pertanto, rivedremo alcuni degli esistenti standard che sono stati definiti prendendo come punto di riferimento l'adulto "medio", senza valutare la necessità di proteggere gruppi particolarmente vulnerabili della società come i bambini e le persone anziane.
Altrettanto importante è attuare un sistema per una valutazioni efficace dei rischi associati ai prodotti chimici e ai meccanismi per incoraggiare l'uso sostenibile dei pesticidi. A breve presenterò alcune proposte per una radicale riforma del nostro sistema di verifica e di immissione sul mercato dei prodotti chimici.
Enormi montagne di rifiuti crescono ogni giorno in tutta Europa. Gli agenti inquinanti correlati ai rifiuti sono rilasciati nell'aria, nell'acqua e nel terreno, Non si può continuare così. Sono fondamentali una prevenzione efficace dei rifiuti e una strategia di riciclaggio. Chiaramente, la chiave è legata al miglioramento del modo in cui la società e le economie utilizzano le preziose risorse naturali (rendendole "eco-efficaci"). Ciò significa creare una soluzione vincente sia per le attività che per l'ambiente, dove i nuovi processi portano a maggiori profitti, minor input e meno rifiuti. Lo sviluppo sostenibile è anche questo: ottenere tanto da poco e, come risultato, produrre meno rifiuti e inquinamento. In tale contesto, le nuove tecnologie possono svolgere un ruolo fondamentale e dovrebbero ricevere una più attenta considerazione.
Per riuscire ad arrestare e perfino a invertire le attuali tendenze negative sul piano della salvaguardia ambientale, è necessario coinvolgere tutti all'interno della società. Occorre usare approcci differenziati per incoraggiare l'impegno dei diversi partecipanti a costruire il nostro futuro comune.
Lavorando a stretto contatto con i rappresentanti dell'industria e del commercio, con i consumatori e le organizzazioni ambientali non governative con un approccio che permetta anche un migliore utilizzo degli strumenti di mercato, possiamo discutere un'ampia serie di punti di vista e identificare insieme l'azione da adottare per promuovere scelte di prodotto consapevoli e incoraggiare lo sviluppo di tecnologie di produzione più pulite. La chiave per coinvolgere e dare più potere ai singoli cittadini nel processo di decisione sono migliori e più accessibili informazioni relative all'ambiente e alle politiche ambientali della Comunità.
Continuiamo, come abbiamo fatto nel precedente programma di azione, a evidenziare l'importanza di porre le preoccupazioni ambientali al centro delle altre aree della politica (quali il trasporto, l'energia e l'agricoltura). E' possibile raggiungere tale obiettivo, garantendo che tutte le iniziative nel settore della politica siano valutate in termini del relativo impatto sull'ambiente e che il progresso sia monitorato attentamente e misurato con l'uso di indicatori e obiettivi.
Un'altra preoccupazione ricorrente è il miglioramento della legislazione della Comunità a livello degli Stati membri. Spesso l'implementazione è lenta e la situazione varia notevolmente da Paese a Paese. Il mio obiettivo è di fare pressione per una più veloce implementazione della legge comunitaria a livello nazionale e regionale. Il pubblico sarà costantemente informato sullo stato di applicazione della legislazione comunitaria da parte degli Stati membri. Sarà così evidenziata la "Performance" di tutti gli Stati membri, nell'ambito di un esercizio denominato "name and shame" in cui i migliori e i peggiori saranno chiaramente indicati all'opinione pubblica. La chiave risiede in una maggiore consapevolezza e responsabilità. Il sesto programma di azione ambientale è un programma completo con una forte concentrazione strategica che guarda al futuro, apprendendo allo stesso tempo dai successi e dai falli menti del passato. Per la prima volta, le già definite priorità ambientali dovranno essere adottate a livello politico sia dal Consiglio che dal Parlamento europeo. Si tratta di un mandato forte per realizzare quelle azioni ritenute così ingenti e necessarie affinché il terzo millennio possa segnare una nuova epoca nella tutela dell'ambiente. Sì tratta del nostro futuro, della nostra scelta. Il fallimento non è un'alternativa.
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