RASSEGNA STAMPA

15 GENNAIO 2001
editoriale
La filosofia del "pensiero forte" al Tiziano

Il professor Bonvecchio: "È quello attento a sistemi di valori forti. Quali l'onore, il dovere, il coraggio e il sacrificio"

In una sfida alla modernità, Claudio Bonvecchio, professore ordinario di filosofia politica e direttore del Dipartimento di Scienze politiche all'Università di Trieste ha inaugurato ieri nell'Aula magna del Liceo-ginnasio "Tiziano" il ciclo di conferenze dedicato alla filosofia del Novecento. Francesco Demattè, coordinatore del progetto, ha illustrato l'itinerario filosofico in cinque tappe che ruota intorno al tema del "pensiero forte di cui- afferma Dematté- i relatori chiariranno senso e necessità, in una filosofia del nostro tempo che è di Penelope: disfa incessantemente la sua tela perchè non sa se Ulisse ritornerà".

Il saluto d'avvio a questa prima conferenza è stato dato da Marco Perale, assessore alla Cultura, il quale ha sottolineato come, in una logica mercantile, l'iniziativa culturale di dare voce alla filosofia vada certo sostenuta. Oltre al Comune di Belluno il progetto mostra il patrocinio dell'Associazione ex alunni del Liceo Tiziano, della Società Dante Alighieri e dell'Ufficio scolastico provinciale di Belluno.

Bonvecchio abita a Pavia, ma è di origini trentine. Il viaggio in treno, afferma, non gli è stato faticoso: "Dal finestrino si vedono le montagne. Quelle delle cenge e delle aquile dei racconti di Buzzati. Che ho conosciuto". A Belluno è venuto per parlare soprattutto agli studenti."A chi se non ai giovani servono le parole della filosofia?".

Ci chiarisca, innanzitutto, cosa sia per lei il pensiero forte.

"E' il pensiero della totalità. Viviamo in un mondo segmentato, parziale e attento alle quotidianità più banali: auto, televisione, soldi, cellulare. Ecco, totalità è l'esatto contrario. Il pensiero forte è attento a sistemi di valori forti. Quali l'onore, il dovere, l'amicizia, il coraggio, il sacrificio. Concetti di cui nessuno parla più".

Cosa vuol dire dovere?

"E'un termine che oggi si sovrappone quasi a quello di piacere. Sembra cioè doveroso star bene e vivere bene. Il dovere vero è, invece, essere in sintonia con il cosmo, con la natura, con i propri ideali. Da tutto questo sistema di doveri discendono i diritti. Pare strano, perchè siamo abituati a pensare il contrario".

Altro termine desueto è quello di onore.

"Significa essere fedeli a se stessi, a quello che è il proprio nucleo di fondo. Sul tempio di Delfi sta scritto "conosci te stesso". L'onore è questo, conoscersi e applicare questa conoscenza alla vita".

Pensiero debole: ce lo spieghi con un esempio.

"È quello della decadenza, in cui, come fanno Massimo Cacciari e Gianni Vattimo, si mette al primo posto la politica spicciola, spesso travestita da grande politica".

Anche Cacciari ha parlato, in una intervista rilasciata a Il Giornale nel gennaio 2001, di pensiero forte. Per lei Cacciari è pensatore forte o debole?

"Crede di essere forte, ma ha il pensiero da debole".

Il pensiero forte ha connotazioni politiche?

"Rispondo con una metafora. L'aria è di destra o di sinistra? Così essere una persona d'onore o di fede non è essere di destra né di sinistra".

Cosa pensa della politica e dei politici?

"La politica è l'arte del nichilismo, la costruzione del nulla. I problemi, per la loro soluzione, richiedono una tempesta. Ma nessuno vuole una tempesta".
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