RASSEGNA STAMPA

12 GENNAIO 2001
MICAELA BONGI
Il dottor Storace
Il consiglio regionale del Lazio, con l'apporto di centristi dell'Ulivo, vota una mozione contro la pillola del giorno dopo. Sostenendo che il Norlevo è abortivo, il documento chiede il diritto all'obiezione di coscienza per i farmacisti
Una promessa è una promessa. Uomo di parola, Francesco Storace ha mantenuto la sua. E così, dopo la mozione per una commissione di censura sui libri di testo, ecco l'ordine del giorno della regione Lazio contro la pillola del giorno dopo. E' stata la diligente consigliera del ciccidì, Olimpia Tarzia, sempre sulle barricate per queste questioni, a firmare per prima il documento votato mercoledì sera dal consiglio regionale. Seguono, va da sé, le firme di molti nazional-alleati, di forzisti e buttiglioniani, ma anche di popolari (Maurizio Gasbarra e Enzo Di Stefano), udeurrini (Clemente Ruggiero) e dell'asinista Giacomo Troja.
Cosa dice l'ordine del giorno? Come - sostituendosi agli scienziati - già sostenne il presidente del Lazio Storace (avallato dalle valutazioni delle solerti autorità vaticane), la cosiddetta pillola del giorno dopo, il Norlevo, non è contraccettiva, bensì abortiva. Quindi, in base alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza, i farmacisti, obbligati a fornire il farmaco dietro presentazione di ricetta medica, potrebbero - come chiede la chiesa - fare obiezione di coscienza, rifiutandosi di vendere la pillola. L'odg, votato a larga maggioranza (35 i sì, 3 i no), ma da un consiglio al limite del numero legale, impegna la giunta a chiedere al ministero della sanità di garantire ai farmacisti il diritto all'obiezione. Il documento impegna inoltre a chiedere un'informazione chiara e corretta - da riportare sulla confezionere del farmaco - sulle modalità di azione della pillola, "nell'ottica di un doveroso consenso informato delle donne". Visto l'assunto della regione, si pretende cioè di disinformare. Infine, si chiede "una vera politica di tutela sociale della maternità", riqualificando i consultori.
Nell'aula della Pisana, la replica del dibattito: il Norlevo è abortivo o contraccettivo? Sconfitti i sostenitori della seconda tesi, la maggioranza ha contestato il ministero della sanità per aver autorizzato il Levonorgestrel come contraccettivo. Vista l'aria che tira anche a livello nazionale (dalla fecondazione assistita alla clonazione terapeutica), il centrosinistra ha dunque trovato un modo bizzarro per non dire imbarazzante di difendere il suo andare in ordine sparso: attacco frontale più che giustificato a Storace, attacco ai laici del Polo che, a differenza dei centristi dell'Ulivo, non hanno avuto il "coraggio" di votare in dissenso dal proprio schieramento. "Siamo di fronte a un nuovo tentativo di Storace di danneggiare e rendere difficile la vita delle donne", protesta la diessina vicepresidente della commissione sanità, Giulia Rodano. Che cerca poi di mettere un cuneo nella maggioranza della regione, sostenendo che il voto di mercoledì sera "mette in imbarazzo" polisti socialisti e forzisti liberal, "mentre nel centrosinistra le posizioni diverse su temi delicati si esprimono liberamente". Liberi di cercare di danneggiare la vita delle donne, "per dare soddisfazione all'elettorato sanfedista", come nell'accusa che Rodano muove a Storace? Anche il consigliere verde Giovanni Hermanin contesta decisamente la "mozione integrista" e giudica "penoso" che nessuno nel Polo abbia votato in dissenso, come i valenti cattolici dell'Ulivo. Ma è agli assessori che Hermanin grida: "Vergogna, avete venduto le vostre coscienze!". Macché, ribatte Storace in persona: "La mozione è un esempio di moderatismo laico. Si sollecita semplicemente un'iniziativa verso il governo". Perché tanta "cagnara"? E, intervistato dal Nuovo.it, nel nome delle "regioni motore della democrazia", il governatore annuncia anche una prossima iniziativa sulla droga.
Nell'Ulivo nazionale il caso non sembra far breccia. Ma appoggia entusiasticamente la mozione del Lazio la vandeana Irene Pivetti, così come il solito Riccardo Pedrizzi, An. E il Forum delle famiglie conta sul voto "pesante" della regione e spera che qualche altro ente locale prenda esempio. La Lombardia di Formigoni? Il responsabile sanità di Forza Italia, Tomassini, va per conto suo: non riconosce a nessuno l'autorità di stabilire se il Norlevo è anticoncezionale o meno. Ma poiché riconosce ai farmacisti il diritto all'obiezione di coscienza, ne consegue che "il Lazio è più moderno e liberale dello stato". Quanto al potere delle regioni su queste materie, il forzista non ha dubbi: lo hanno. Pensa invece "tutto il male possibile" della mozione Franco Giordano, del Prc. E Emma Bonino è certa che le elettrici faranno pagare al Polo questa crociata.
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