Il dottor Storace| Il consiglio regionale del Lazio, con l'apporto di centristi dell'Ulivo, vota una mozione contro la pillola del
giorno dopo. Sostenendo che il Norlevo è abortivo, il documento chiede il diritto all'obiezione di
coscienza per i farmacisti |
| Una promessa è una promessa. Uomo di parola, Francesco Storace ha mantenuto la sua. E così, dopo la
mozione per una commissione di censura sui libri di testo, ecco l'ordine del giorno della regione Lazio
contro la pillola del giorno dopo. E' stata la diligente consigliera del ciccidì, Olimpia Tarzia, sempre sulle
barricate per queste questioni, a firmare per prima il documento votato mercoledì sera dal consiglio
regionale. Seguono, va da sé, le firme di molti nazional-alleati, di forzisti e buttiglioniani, ma anche di
popolari (Maurizio Gasbarra e Enzo Di Stefano), udeurrini (Clemente Ruggiero) e dell'asinista Giacomo
Troja.
Cosa dice l'ordine del giorno? Come - sostituendosi agli scienziati - già sostenne il presidente del Lazio
Storace (avallato dalle valutazioni delle solerti autorità vaticane), la cosiddetta pillola del giorno dopo, il
Norlevo, non è contraccettiva, bensì abortiva. Quindi, in base alla legge 194 sull'interruzione di
gravidanza, i farmacisti, obbligati a fornire il farmaco dietro presentazione di ricetta medica, potrebbero -
come chiede la chiesa - fare obiezione di coscienza, rifiutandosi di vendere la pillola. L'odg, votato a larga
maggioranza (35 i sì, 3 i no), ma da un consiglio al limite del numero legale, impegna la giunta a chiedere
al ministero della sanità di garantire ai farmacisti il diritto all'obiezione. Il documento impegna inoltre a
chiedere un'informazione chiara e corretta - da riportare sulla confezionere del farmaco - sulle modalità di
azione della pillola, "nell'ottica di un doveroso consenso informato delle donne". Visto l'assunto della
regione, si pretende cioè di disinformare. Infine, si chiede "una vera politica di tutela sociale della
maternità", riqualificando i consultori.
Nell'aula della Pisana, la replica del dibattito: il Norlevo è abortivo o contraccettivo? Sconfitti i
sostenitori della seconda tesi, la maggioranza ha contestato il ministero della sanità per aver autorizzato
il Levonorgestrel come contraccettivo. Vista l'aria che tira anche a livello nazionale (dalla fecondazione
assistita alla clonazione terapeutica), il centrosinistra ha dunque trovato un modo bizzarro per non dire
imbarazzante di difendere il suo andare in ordine sparso: attacco frontale più che giustificato a Storace,
attacco ai laici del Polo che, a differenza dei centristi dell'Ulivo, non hanno avuto il "coraggio" di votare
in dissenso dal proprio schieramento. "Siamo di fronte a un nuovo tentativo di Storace di danneggiare e
rendere difficile la vita delle donne", protesta la diessina vicepresidente della commissione sanità, Giulia
Rodano. Che cerca poi di mettere un cuneo nella maggioranza della regione, sostenendo che il voto di
mercoledì sera "mette in imbarazzo" polisti socialisti e forzisti liberal, "mentre nel centrosinistra le
posizioni diverse su temi delicati si esprimono liberamente". Liberi di cercare di danneggiare la vita delle
donne, "per dare soddisfazione all'elettorato sanfedista", come nell'accusa che Rodano muove a
Storace? Anche il consigliere verde Giovanni Hermanin contesta decisamente la "mozione integrista" e
giudica "penoso" che nessuno nel Polo abbia votato in dissenso, come i valenti cattolici dell'Ulivo. Ma è
agli assessori che Hermanin grida: "Vergogna, avete venduto le vostre coscienze!". Macché, ribatte
Storace in persona: "La mozione è un esempio di moderatismo laico. Si sollecita semplicemente
un'iniziativa verso il governo". Perché tanta "cagnara"? E, intervistato dal Nuovo.it, nel nome delle
"regioni motore della democrazia", il governatore annuncia anche una prossima iniziativa sulla droga.
Nell'Ulivo nazionale il caso non sembra far breccia. Ma appoggia entusiasticamente la mozione del Lazio
la vandeana Irene Pivetti, così come il solito Riccardo Pedrizzi, An. E il Forum delle famiglie conta sul
voto "pesante" della regione e spera che qualche altro ente locale prenda esempio. La Lombardia di
Formigoni? Il responsabile sanità di Forza Italia, Tomassini, va per conto suo: non riconosce a nessuno
l'autorità di stabilire se il Norlevo è anticoncezionale o meno. Ma poiché riconosce ai farmacisti il diritto
all'obiezione di coscienza, ne consegue che "il Lazio è più moderno e liberale dello stato". Quanto al
potere delle regioni su queste materie, il forzista non ha dubbi: lo hanno. Pensa invece "tutto il male
possibile" della mozione Franco Giordano, del Prc. E Emma Bonino è certa che le elettrici faranno pagare
al Polo questa crociata. |