RASSEGNA STAMPA

10 GENNAIO 2001
MICAELA BONGI
Fecondazione, l'uovo di Veronesi
L'embrione è sacro? Si conservino solo gli ovociti
Aggirare l'ostacolo, cioè il sacro embrione. Il ministro della sanità, Umberto Veronesi, al termine della riunione del consiglio dei ministri, spiega si aver discusso a lungo nel corso della riunione, e che la via italiana alla clonazione terapeutica ha avuto l'assenso, anche se non formalizzato, dei colleghi dell'esecutivo. Certo, all'indomani della presentazione del documento prodotto dalla commissione Dulbecco, i cattolici avevano sentito puzza di trucco: chi garantirà che la tecnica della Tnsa - cioè la sostituzione del nucleo dell'ovocita non fecondato con quello di una cellula adulta dello stesso paziente per ottenere cellule staminali - possa evitare la formazione di embrioni? "I dubbi della chiesa non sono di principio, ma di fattibilità - spiega Veronesi - questa soluzione necessita di una fase di sperimentazione, abbiamo creato un gruppo di lavoro per metterla a punto. La Tnsa va validata, abbiamo qualche mese".
Eventuali decisioni del consiglio dei ministri sulle conclusioni della commissione Dulbecco sono rimandate alla prossima riunione. E resta aperta anche un'altra questione: cosa fare degli embrioni sovrannumerari, quelli che riempiono i frigoriferi dei centri di fecondazione assistita, ma che per i cattolici - che lo ripetono a chiare lettere - sono intoccabili ai fini della ricerca? Secondo il ministro, meglio usarli per la ricerca che buttarli. Ma alla sola idea, cattolici d'ogni dove e nazional-alleati di rinforzo alzano le barricate. Di questo, spiega il responsabile della sanità, il consiglio dei ministri ieri non ha parlato. E Veronesi prende tempo: "Non sappiamo neanche quanti sono gli embrioni attualmente crioconservati: molti sono stati buttati via, altri possono essere stati utilizzati per la ricerca, visto che in assenza di una legge non è proibito. Il primo passo da fare è dunque un inventario preciso".
Intanto è l'ovocita a venire in soccorso di Veronesi che, intervistato dal Corriere, ieri aveva lanciato segnali di fumo ai cattolici. Il ministro propone una soluzione che "tagli alla radice il problema etico".
Cioè che, appunto, aggiri l'embrione. Come evitare "per il futuro la sgradevole situazione di avere frigoriferi pieni di embrioni orfani"? Nella fecondazione assistita, invece che congelare l'embrione, si congelino solo gli ovociti non fecondati. "L'uovo non fecondato non incontra obiezioni da nessun fronte ideologico - spiega Veronesi, che anche in questo caso aggiunge - C'è bisogno però di una fase di verifica, vediamo in quanto tempo riusciamo a diffondere nel paese questa nuova tecnica, perché conservare l'ovocita è più complesso che conservare l'embrione". E' lo stesso Carlo Flamigni, incaricato dal ministro di studiare il progetto (il professore ne parla nell'articolo qui sotto), a sottolineare le maggiori difficoltà che una soluzione di questo tipo comporta. E Flamigni mette anche in guardia su un altro aspetto: sottoporre la donna a bombordamento ormonale per ottenere, vista la loro scarsità, ovociti da dedicare alla ricerca sulle cellule staminali, è escluso. Insomma, il compromesso non si può pagare con il prezzo della sofferenze per la donna.
In ogni caso, l'orientamento è quello di evitare la creazione di embrioni sovrannumerari. Come procedere, è ancora da discutere. "Un eventuale provvedimento proibitivo dovrà passare dal parlamento. Se si tratterà di incentivi, cioè fondi di ricerca, allora potrà bastare un'azione di tipo ministeriale".
Per il momento, tra le forze politiche si discute anche di un eventuale regolamento ministeriale sulla fecondazione assistita, quello che Veronesi dice di avere nel cassetto e che contiene solo requisiti minimi tecnici di cui devono disporre i centri per avere le autorizzazioni. "In attesa di una legge - sostiene la verde Anna Maria Procacci - ben venga". Per Riccardo Pedrizzi, An, non se ne parla: servono divieti.
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