Fecondazione, l'uovo di Veronesi| L'embrione è sacro? Si conservino solo gli ovociti |
| Aggirare l'ostacolo, cioè il sacro embrione. Il ministro della sanità, Umberto Veronesi, al termine della
riunione del consiglio dei ministri, spiega si aver discusso a lungo nel corso della riunione, e che la via
italiana alla clonazione terapeutica ha avuto l'assenso, anche se non formalizzato, dei colleghi
dell'esecutivo. Certo, all'indomani della presentazione del documento prodotto dalla commissione
Dulbecco, i cattolici avevano sentito puzza di trucco: chi garantirà che la tecnica della Tnsa - cioè la
sostituzione del nucleo dell'ovocita non fecondato con quello di una cellula adulta dello stesso paziente
per ottenere cellule staminali - possa evitare la formazione di embrioni? "I dubbi della chiesa non sono di
principio, ma di fattibilità - spiega Veronesi - questa soluzione necessita di una fase di sperimentazione,
abbiamo creato un gruppo di lavoro per metterla a punto. La Tnsa va validata, abbiamo qualche mese".
Eventuali decisioni del consiglio dei ministri sulle conclusioni della commissione Dulbecco sono
rimandate alla prossima riunione. E resta aperta anche un'altra questione: cosa fare degli embrioni
sovrannumerari, quelli che riempiono i frigoriferi dei centri di fecondazione assistita, ma che per i cattolici
- che lo ripetono a chiare lettere - sono intoccabili ai fini della ricerca? Secondo il ministro, meglio usarli
per la ricerca che buttarli. Ma alla sola idea, cattolici d'ogni dove e nazional-alleati di rinforzo alzano le
barricate. Di questo, spiega il responsabile della sanità, il consiglio dei ministri ieri non ha parlato. E
Veronesi prende tempo: "Non sappiamo neanche quanti sono gli embrioni attualmente crioconservati:
molti sono stati buttati via, altri possono essere stati utilizzati per la ricerca, visto che in assenza di una
legge non è proibito. Il primo passo da fare è dunque un inventario preciso".
Intanto è l'ovocita a venire in soccorso di Veronesi che, intervistato dal Corriere, ieri aveva lanciato
segnali di fumo ai cattolici. Il ministro propone una soluzione che "tagli alla radice il problema etico".
Cioè che, appunto, aggiri l'embrione. Come evitare "per il futuro la sgradevole situazione di avere
frigoriferi pieni di embrioni orfani"? Nella fecondazione assistita, invece che congelare l'embrione, si
congelino solo gli ovociti non fecondati. "L'uovo non fecondato non incontra obiezioni da nessun
fronte ideologico - spiega Veronesi, che anche in questo caso aggiunge - C'è bisogno però di una fase di
verifica, vediamo in quanto tempo riusciamo a diffondere nel paese questa nuova tecnica, perché
conservare l'ovocita è più complesso che conservare l'embrione". E' lo stesso Carlo Flamigni, incaricato
dal ministro di studiare il progetto (il professore ne parla nell'articolo qui sotto), a sottolineare le maggiori
difficoltà che una soluzione di questo tipo comporta. E Flamigni mette anche in guardia su un altro
aspetto: sottoporre la donna a bombordamento ormonale per ottenere, vista la loro scarsità, ovociti da
dedicare alla ricerca sulle cellule staminali, è escluso. Insomma, il compromesso non si può pagare con il
prezzo della sofferenze per la donna.
In ogni caso, l'orientamento è quello di evitare la creazione di embrioni sovrannumerari. Come procedere,
è ancora da discutere. "Un eventuale provvedimento proibitivo dovrà passare dal parlamento. Se si
tratterà di incentivi, cioè fondi di ricerca, allora potrà bastare un'azione di tipo ministeriale".
Per il momento, tra le forze politiche si discute anche di un eventuale regolamento ministeriale sulla
fecondazione assistita, quello che Veronesi dice di avere nel cassetto e che contiene solo requisiti minimi
tecnici di cui devono disporre i centri per avere le autorizzazioni. "In attesa di una legge - sostiene la
verde Anna Maria Procacci - ben venga". Per Riccardo Pedrizzi, An, non se ne parla: servono divieti. |