RASSEGNA STAMPA

7 GENNAIO 2001
LUIGI CAMPIGLI
Nei segreti dell'arte economica
Pubblicate le "lezioni" tenute alla Lse in cui il rigore si coniuga con il vissuto
Lionel Robbins, "La misura del mondo. Breve storia del pensiero economico", a cura di Steven G. Mederna e Warren J. Samuels, Ponte Alle Grazie, Milano 2001, pagg. 544, L. 45.000.
Il volume di Lionel Robbins è, come indica il titolo, una breve storia del pensiero economico, ma è anche una rara combinazione dì circostanze: infatti il protagonista è anche parte della sua storia, che tuttavia non può raccontarla con sufficiente distanza e obiettività, anche se lo volesse, perché la sua tarda età lo rende anche un contemporaneo ad alcuni dei soggetti della sua storia. Ciò tuttavia rappresenta un merito e non un limite: vediamo perché. Il libro - che sarà in libreria da venerdì 12 gennaio - ci restituisce, nella sua immediatezza, il testo registrato e trascritto delle 33 lezioni di storia del pensiero economico, su 35 programmate, che Robbins tenne a 80 anni superati, alla London School of Economics fra il 1979 e il 1981: nello sviluppo del corso egli intreccia, in modo unico, la sua vasta conoscenza della teoria economica con la storia del pensiero e la storia personale.
Dalle sue lezioni emerge l'immagine di un uomo carismatico capace di suscitare ammirazione e rispetto nei suoi studenti, fra quali vi era, tra il 1946 e il 1949, William Baumol, che testimonia la sua stima con un'affettuosa introduzione al libro. Nel dipanarsi delle lezioni è possibile riconoscere un docente scrupoloso, che prepara le sue lezioni con cura e passa molti week-end rileggendo i testi degli autori su cui farà lezione, e durante le quali ripropone il testo integrale dei passaggi più rilevanti. Il motivo è che, egli sostiene, per sapere la verità è sempre necessario risalire ai testi originali: questa regola ammette qualche eccezione, come per il "Corso" di Pareto, che dichiara di non aver nemmeno aperto, date le critiche negative. Ma ciò non è in contraddizione con la sua figura, - Robbins é uomo di forti convinzioni ma è anche un intellettuale onesto -, egli sostiene infatti l'importanza di rendere espliciti ì giudizi dì valore dei quali si è consapevoli. E ciò in effetti è quanto egli rende esplicito nel corso delle sue lezioni, dichiarando, ad esempio, i suoi pregiudizi n, cioè una politica per la piena occupazione. Un terna centrale su cui Robbins ritorna più volte è quello della moneta, del saggio d'interesse e della natura dei prezzi: in particolare egli riprende in più punti il dibattito sulla natura dell'usura, sia fra i filosofi dell'antichità che nel dibattito storico più recente sul saggio di interesse e la teoria del capitale. Su questi temi le sue riflessioni sono altrettanto interessanti di quelle degli autori studiati. Ma il contributo più celebrato dì Robbins è di natura metodologica e riguarda il concetto stesso di scienza economica: è sua la celebre definizione dell'economia come scienza del comportamento umano quale relazione fra fini e mezzi scarsi, utilizzabili in modi alternativi.
Il testo delle lezioni ci restituisce altresì la figura di un intellettuale con ampi interessi, appassionato di arte e letteratura: amava i libri, meglio ancora se rari o in edizioni ben curate, e quando ricorda come la biblioteca di Menger fosse una delle più belle d'Europa aveva forse in mente la propria come pietra di paragone. Per fortuna la sua ricca biblioteca personale non è andata dispersa alla sua morte ed è stata acquisita dalla Banca d'Italia. Nel corso delle sue lezioni Robbins fornisce sempre un inquadramento del tempo storico in cui un autore vive e di regola tratteggia gli aspetti centrali, anche intimi, della sua personalità e vita: ad esempio per quanto riguarda J.S. Mill egli attribuisce la sua guarigione da una grave malattia al potere terapeutico della poesia e dell'amore per la giovane che sarebbe divenuta sua moglie. Oppure si sofferma su particolari quali la ricchezza accumulata da Keynes rispetto a Ricardo per comprendere in che misura ciò potesse aver influenzato le sue riflessioni sulla rendita e il profitto. Dalle lezioni emerge altre all'intenditore raffinato, che apprezza le virtù dell'eleganza, della bellezza, della creatività, dell'eloquenza.
Robbins è anche coinvolto in alcuni momenti cruciali della vita politica britannica: dal 1941 al 1945 fu capo della sezione economica del Consiglio di guerra e in quel periodo riannodò un importante rapporto con Keynes, che li portò a essere artefici dell'accordo di Bretton Woods. Nel dopoguerra Robbins fu anche presidente di una commissione sui problemi dell'istruzione superiore, la quale da lui prese il suo nome, e che si concluse con una serie di raccomandazioni che aprirono la strada a un sostanziale ampliamento delle reali opportunità di accesso all'Università per i giovani più meritevoli. Di questa esperienza, e della visione di Robbins sull'istruzione superiore, si trovano passaggi in molte lezioni. Egli ricorda, in almeno un paio di passaggi, il giudizio severo di Smith sui professori di Oxford che facevano solo finta d'insegnare, cosi come ricorda una prassi inglese, ma anche tedesca, secondo cui i professori venivano pagati direttamente dagli studenti per le loro lezioni. Ciò era fonte di prestigio, oltre di ricchezza. Robbins ricorda come negli anni della sua gioventù il prestigio sociale del professore universitario era di gran lungo elevato rispetto agli anni '70: solo il firmarsi con il proprio titolo nel registro di un albergo portava a una enorme considerazione, quasi pari a quella riservata a un componente della famiglia reale. La commissione Robbins intendeva ristabilire almeno parte di quel prestigio, ma al tempo stesso democratizzando il merito.
La carriera accademica di Robbins, nato nel 1898, contribuiva anch'essa al suo grande prestigio: giovane professore di economia all'età di soli 31 anni, alla London School of Economics, chiamò subito a fame parte von Hayek, favorendo la crescita di una nuova generazione di economisti del calibro di Hicks e Kaldor. Egli rimase il capo del dipartimento di economia fino al 1960, quando dovette dimettersi essendo divenuto presidente del Financial Times. Nel 1961 Robbins fu nominato Lord e Baron Robbins of Clare Market nel 1961: scompare nel 1984. La signora Robbins, alla cui memoria il libro è dedicato, aveva partecipato con entusiasmo alla elaborazione del libro, prima di scomparire anch'ella dopo una lunga vita, all'età di cent'anni. La prima edizione inglese di questo affascinante libro è del 1998: l'edizione italiana è stata ben curata inserendo, dove disponibili, i riferimenti bibliografici dei testi.
inizio pagina
vedi anche
Economia