RASSEGNA STAMPA

2 GENNAIO 2001
MAURIZIO VIROLI
Si può ancora amare la Patria
Nel suo messaggio di fine anno il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è andato oltre l’analisi dei temi politici e sociali per interpretare il bisogno degli italiani di riscoprire il sentimento dell’amor di Patria. Con parole nelle quali si può notare l’eco delle idee di Mazzini e di Cattaneo, Ciampi ha ribadito che il vero patriottismo è una forza che spinge alla solidarietà, impone il rispetto dei diritti degli altri popoli e ci fa sentire vicini agli uomini e alle donne che soffrono l’ingiustizia e l’oppressione oltre i confini della nostra nazione. E’ un sentimento che rafforza la consapevolezza di «appartenere alla comune Patria europea» e la coscienza «dell’identità regionale e comunale». Per questa ragione chi rifiuta la Patria in nome dell’Europa, o del cosmopolitismo, come chi la rifiuta in nome dell’attaccamento al campanile, o alla regione, non comprende il significato più genuino dell’amor di Patria. Dopo aver pronunciato il messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica, in compagnia della signora Franca, più tardi è sceso in strada ed ha poi raggiunto piazza del Quirinale per ascoltare l’inno di Mameli. Un gesto semplice ed eloquente che ha dato ulteriore forza alle parole del messaggio. Chiunque ricorda l’ironia o il disprezzo con cui veniva pronunciata fino a pochi anni fa la parola «Patria», può cogliere la dimensione della riforma culturale e politica che Ciampi sta perseguendo.
L’ideale di Patria che ci propone può essere una risposta alle esigenze d’identità collettiva che emergono, anche in modo confuso e pericoloso, nella società italiana. E potrebbe aiutare la destra ad uscire dal liberismo meschino e dal nazionalismo truculento, e la sinistra ad arricchire la sua tradizione di un movimento rivendicativo dotato del senso dello Stato. C’è da augurarsi che quest’opera trovi il sostegno delle forze migliori della politica e della cultura.
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