| Si può ancora amare la Patria | Nel suo messaggio di fine anno il presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi è andato oltre l’analisi dei temi politici e sociali per
interpretare il bisogno degli italiani di riscoprire il sentimento dell’amor
di Patria. Con parole nelle quali si può notare l’eco delle idee di
Mazzini e di Cattaneo, Ciampi ha ribadito che il vero patriottismo è
una forza che spinge alla solidarietà, impone il rispetto dei diritti degli
altri popoli e ci fa sentire vicini agli uomini e alle donne che soffrono
l’ingiustizia e l’oppressione oltre i confini della nostra nazione. E’ un
sentimento che rafforza la consapevolezza di «appartenere alla
comune Patria europea» e la coscienza «dell’identità regionale e
comunale».
Per questa ragione chi rifiuta la Patria in nome dell’Europa, o del
cosmopolitismo, come chi la rifiuta in nome dell’attaccamento al
campanile, o alla regione, non comprende il significato più genuino
dell’amor di Patria. Dopo aver pronunciato il messaggio di fine anno,
il Presidente della Repubblica, in compagnia della signora Franca, più
tardi è sceso in strada ed ha poi raggiunto piazza del Quirinale per
ascoltare l’inno di Mameli. Un gesto semplice ed eloquente che ha
dato ulteriore forza alle parole del messaggio. Chiunque ricorda
l’ironia o il disprezzo con cui veniva pronunciata fino a pochi anni fa la
parola «Patria», può cogliere la dimensione della riforma culturale e
politica che Ciampi sta perseguendo.
L’ideale di Patria che ci propone può essere una risposta alle esigenze
d’identità collettiva che emergono, anche in modo confuso e
pericoloso, nella società italiana. E potrebbe aiutare la destra ad
uscire dal liberismo meschino e dal nazionalismo truculento, e la
sinistra ad arricchire la sua tradizione di un movimento rivendicativo
dotato del senso dello Stato. C’è da augurarsi che quest’opera trovi il
sostegno delle forze migliori della politica e della cultura. |