"Mettiamo i piedi nel piatto dell'Europa"| A Parma si discute della futura authority sulla sicurezza alimentare, la cui sede sarà decisa a Nizza |
| "Adesso ci troviamo a fare i conti con la grossa gaffe sanitaria dei colleghi inglesi, non
vorrei che tra 5 anni ci dovessimo trovare a parlare della somministrazione di organismi
geneticamente modificati. Per quanto rigurda l'alimentazione animale non c'è infatti una
norma...". Per decodificare: dopo le farine animali, la soia transgenica? E tutti a
misurare i danni dopo che, letteralmente, i buoi sono scappati? La domanda è stata
rilanciata da Marco Miglietti, capo del servizio veterinario di Torino ieri, a Parma,
durante un convegno sull'authority europea sulla sicurezza alimentare, ruolo al quale la
città emiliana si è (senza troppe chance) candidata. E di un ente indipendente che valuti i
rischi e faccia comunicazione trasparente questa Europa sembra avere gran bisogno,
visti gli stermimanti interessi economici accresciuti dall'irrompere delle biotecnologie,
i diversi comportamenti tra i paesi e l'elevata richiesta di tutela che viene dai
consumatori, profondamente insicuri su ciò che portano in tavola.
Non solo di mucca pazza si parla, ma di pesticidi nella frutta e nelle verdura, di
antibiotici negli allevamenti e di altro ancora e c'è chi, come Gianni Cavinato
dell'Associazione consumatori utenti, sostiene che questo ente dovrebbe avere anche un
effettivo potere sanzionatorio. A Nizza si dovrà decidere il nome della sede europea ed
in lizza ci sono anche Barcellona, Helsinki e Lille: le ambizioni di Parma, che
comunque dovrebbe restare sede italiana, poggiano sulle gambe della tradizione, della
tipicità e della sua ricerca scientifica.
Quanto la questione sia resa drammaticamente urgente dall'emergenza Bse è stato
spiegato da Miglietti come da Gianni Tamino (commissione biotecnologie del consiglio
dei ministri) che hanno sottolineato il silenzio e la sottovalutazione dell'epidemia da
parte della Gran Bretagna e dell'Europa. "I nostri servizi veterinari come quelli
portoghesi dipendono dal ministero della sanità, negli altri paesi da quello
dell'agricoltura: noi siamo abituati a gestire come medici le emergenze e non a guardare
gli interessi economici in campo. In 3, 5 anni, mucca pazza avrebbe potuto essere
circoscritta" ha affermato Miglietti. Tamino ha rincarato la dose: "I dati dei ricercatori
inglesi sono stati messi nel cassetto, non a caso il libro bianco sulla sicurezza
alimentare nasce dalla contestazione alla precedente commissione di avere malgestito il
fenomeno mucca pazza".
E allora? Mille incertezze accompagnano il nostro girovagare al supermercato. Le
risposte stanno in concetti complessi. La tracciabilità (come l'etichettatura del processo
di produzione) è uno di questi, ed è la conoscenza di tutto il percorso di vita di un
animale: entrerà in vigore nel 2001, ma non sono pochi quelli che sottolineano le
resistenze che, a livello europeo, hanno impedito per anni questo risultato. Ed ancora: a
Parma si è parlato del principio di precauzione, che - ha spiegato il professor Nelson Marmiroli - dovrebbe guidarci anche sul terreno minato degli organismi geneticamente
modificati. "Gli alimenti convenzionali hanno dietro una lunga storia, gli ogm no e
devono essere trattati come potenzialmente pericolosi, valutandone e comunicandone il
rischio". Nel frattempo la domanda semplice è se bisogna o meno fidarsi e di cosa. Ad
avviso di Miglietti, pur avendo l'Italia un sistema di buoni controlli che è stato però
coartato al ribasso dalle regole europee (pensate, un regio decreto del 1928 era assai
più puntuale) e pur non essendosi verificati casi di Bse in capi italiani "non possiamo
dire né che siamo indenni né il contrario". Non solo: in futuro non si sa bene quali
strutture, esistendo per ora il solo centro di Torino che effettua 40 campioni a
settimana, dovranno effettuare i test sistematici che saranno obbligatori dal 2001. Così
risponde Gianni Cavinato: "Non metto in dubbio la bontà astratta dei controlli, ma quanti
ne sono stati fatti?. Pochi. E poi: se si compra una macchina su ogni singolo pezzo c'è
scritto la marca. Ai consumatori che possono rivolgersi al numero verde 80009955
diciamo questo: comprate da chi vi dà queste garanzie, da chi si assume la responsabilità
di comunicarvele".
Infine: Ivan Verga di Verdi Ambiente e Società ha evocato la necessità di un patto di
convivenza tra mondo agricolo, produzione e consumo: "Il consenso sociale potrebbe
diventare un valore aggiunto dei nostri prodotti. Badate: c'è un ritorno di protagonismo
dei cittadini. Facciamo in fretta questa authority e non immaginiamola come un ente
statico: che uniformi i comportamenti dei vari paesi sarebbe già molto, saranno poi le
istanze sociali a far pesare i rapporti di forza". |