RASSEGNA STAMPA

30 OTTOBRE 2000
LUCIO VILLARI
Lla sinistra altruista e le teorie di Darwin
Se Darwin e il darwinismo furono per decenni al centro del dibattito culturale, scientifico e politico del secondo Ottocento (quando nel 1859 apparve nelle librerie di Londra L'origine della specie si esaurì in un solo giorno); se socialisti e antisocialisti, democratici e reazionari si contesero la teoria evoluzionistica e quella della selezione naturale; se Marx inviò allo scienziato una copia del Capitale (chiedendogli poi l'autorizzazione a dedicargli il secondo libro di quest'opera); se il darwinismo sociale fu considerato un dato teorico importante del pensiero socialista; se tutto questo è vero, è anche vero che a Darwin del socialismo e del marxismo non importò nulla e che la copia del Capitale fu trovata intonsa nella sua biblioteca.
Tuttavia il principio darwiniano della lotta selettiva per l'esistenza nel mondo animale servì molto alla sinistra per giustificare le proprie lotte e ai capitalisti per legittimare invece la liceità della spietata concorrenza del mercato. Insomma, una grande confusione. Ma oggi è un professore di bioetica a riaprire la questione indicando una via d'uscita alla crisi anche teorica della sinistra nella rimeditazione dei principi del darwinismo. Legando cioè il riformismo alla prospettiva evoluzionistica intesa non in termini di lotta ma di cooperazione. "Il pensiero darwiniano scrive infatti Singer contempla la coesistenza della competizione con l'altruismo reciproco, che in realtà è solo un termine più tecnico per indicare la cooperazione".
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vedi anche
Filosofia (e) politica