il progresso scientifico
e la morale perduta| le parole del premio nobel |
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| Pubblichiamo parte del discorso tenuto da
Elie Wiesel, in occasione della laurea ad
honorem che gli ha conferito l?Università
di Bologna |
Un'antica tradizione ci dice che, alla venuta
del Messia, tutte le preghiere saranno
abolite, escluse quelle di ringraziamento.
Perciò vi offro la mia. Gratitudine per il
grande onore che avete scelto di
concedermi oggi pomeriggio e per
l'amicizia che ho trovato qui l'ultima volta
che ci siamo incontrati per studiare insieme
gli insegnamenti del Talmud per la nostra
tormentata generazione, che si trova ad
affrontare nuovi ostacoli e vecchie sfide. In
questo momento solenne e così
significativo sento il bisogno di aggiungere
ai ringraziamenti alcune note introspettive.
Guardo al passato e mi vedo a scuola, nella
piccola città dei Carpazi in cui sono nato,
circondato dagli amici d'infanzia intento a
studiare i trattati talmudici e gli eruditi
commenti di anziani studiosi i cui
insegnamenti arrivavano da molto lontano,
alcuni da accademie italiane. Allora
pensavo che l'Italia non fosse un paese ma
una Yeshiva (scuola rabbinica. In Europa
occidentale la prima scuola di questo tipo
sorse in Italia, ndt). "Cerca di servire il
signore diceva un Maestro, Antigonos di
Soho nel nome di Simeone il giusto senza
aspettarti premi o ricompense". Oggi, da
adulto, qui davanti a voi, sto forse
violando questi consigli e precetti?
L'interrogativo si aggiunge a tutti gli altri
che porto dentro di me. Sono molti e
spesso dolorosi, eppure non voglio
liberarmene. So oggi più di quanto sapessi
ieri? Potrei spiegare perché Caino uccise
suo fratello? I nemici, ancestrali o recenti,
si sono resi infine conto che chi uccide,
uccide comunque suo fratello? Da vecchio
insegnante quale sono, resto uno studente.
(?) La passione non era vista con favore
nell'antichità. Era considerata cieca e
accecante. Legata al fato, conduceva
inesorabilmente gli eroi alla tragedia, alla
sventura e alla morte per aver osato
contestare e opporsi agli dei, i quali, per
proprie egoistiche ragioni, non credono
nella tolleranza. Qui non ci sono dei e c'è
rispetto, come è giusto. Se manca il
rispetto la cultura resta un'astrazione e
l'istruzione un effimero esercizio di
sterilità.
Il secolo scorso, definito da Hannah Arendt
il più violento mai riportato dalla storia,
sarà ricordato per il rispetto totalmente
negato a uomini, donne e bambini in molti
luoghi. Non manca di passione, ma
dominata dal fanatismo la sua natura si è
rivelata distruttiva. I fanatici vogliono
insegnare ma non imparano mai. Parlano,
ma non ascoltano. C'è una passione oscura
radicata nella volontà di conquista e di
dominio, ma non contiene alcun barlume di
speranza.
Due guerre mondiali e quante altre ancora?
Due crudeli regimi totalitari. Tortura.
Carcere. Pulizia etnica. Fosse comuni.
Finirà mai? La sofferenza umana avrà mai
fine? (?) Ecco il mistero della condizione
umana: gli interrogativi restano, cambiano
solo le risposte. |