Se diamo fiducia ai poveri, cancelleremo
la povertà| Oggi l'Università di Torino laurea ad honorem in
economia Muhammad Yunus |
| La mia esperienza in seno a Grameen mi ha infuso
una fede incrollabile nella creatività umana, che mi
ha portato a pensare che l'uomo non sia nato per
patire le miserie della fame e dell'indigenza; se
oggi soffre, e ha sofferto in passato, è perché noi
distogliamo gli occhi dal problema. Ho maturato la
certezza, solida e profonda, che, se davvero lo
vogliamo, possiamo realizzare un mondo senza
povertà. Questa mia convinzione non discende da
un pio desiderio, ma dalle prove concrete che ho
raccolto nell'esperienza di lavoro con la Banca
Grameen.
Non è solo il microcredito che può spazzar via la
povertà. Il credito è solo una delle porte, per
quanto grande, che la gente può imboccare per
uscire dalla miseria. Ma un'infinità di altri sbocchi
possono essere reperiti per facilitare tale scopo. Si
tratta soprattutto di avere un diverso concetto delle
persone e di delineare un nuovo quadro
istituzionale atto ad accogliere la nuova
concezione.
Grameen mi ha insegnato due cose. Primo, la
nostra conoscenza delle persone e dei modi in cui
esse interagiscono è ancora molto inadeguata;
secondo, ogni persona è estremamente importante.
Ciascuno di noi ha un potenziale illimitato, e può
influenzare la vita degli altri all'interno delle
comunità e delle nazioni, nei limiti e oltre i limiti
della propria esistenza. In ognuno di noi si cela
molto più di quanto finora si sia avuto la
possibilità di esplorare.
Fino a che non creeremo un contesto che ci
permetta di scoprire la vastità del nostro
potenziale, non potremo sapere quali siano queste
risorse. Spetta soltanto a noi decidere dove andare.
Siamo noi i piloti della nave spaziale chiamata
Terra. Se prendiamo sul serio i nostri compiti non
potremo che arrivare là dove abbiamo pensato.
Grameen ha sempre puntato alla massima
semplicità di funzionamento.
Oggi siamo arrivati a perfezionare un meccanismo
di rimborso che può essere compreso
immediatamente dalla stragrande maggioranza
degli utenti: - prestito con scadenza a un anno; -
tratte settimanali di identico importo; - inizio dei
pagamenti dopo una settimana dalla concessione
del prestito; - tasso d'interesse del 20 per cento; -
quota di rimborso: 2 per cento a settimana per
cinquanta settimane; - quota d'interesse: 2 taka a
settimana per un prestito di 1000 taka.
Inoltre, se vogliamo riuscire, dobbiamo puntare
sulla fiducia. Fin dal primissimo giorno abbiamo
stabilito che il nostro sistema avrebbe fatto a meno
di polizia e tribunali. Noi partiamo dal principio
che dobbiamo essere capaci di far marciare
autonomamente i nostri affari; altrimenti faremmo
meglio a lasciar perdere la banca e a cercarci un
altro mestiere. A tutt'oggi, per recuperare i nostri
crediti, non ci siamo mai serviti di avvocati, né di
altre figure professionali esterne alla banca. Nella
stessa logica, non esistono da noi atti giuridici tra
la banca e il cliente. Noi stabiliamo rapporti con le
persone, non con i documenti.
Il nostro legame riposa sulla fiducia, e il successo
o il fallimento della nostra iniziativa dipendono
dalla forza del rapporto personale con l'utente. La
parola "credito" significa propriamente fiducia.
Nel sistema bancario tradizionale, tuttavia, vige
soltanto la diffidenza reciproca. Al giorno d'oggi le
banche tendono a sospettare ogni debitore di voler
scappare con il denaro; lo tengono quindi legato
con clausole di ogni genere, studiate attentamente
dagli avvocati. Per Grameen, al contrario, il
presupposto di partenza è che i debitori siano
onesti. Ci si potrà accusare di ingenuità, ma resta il
fatto che questo ci risparmia il fastidio di
compilare montagne di documenti. E nel 99 per
cento dei casi la nostra fiducia è ricompensata. Gli
insolventi rappresentano appena l'uno per cento dei
clienti.
E anche in quei casi Grameen non ritiene che il
debitore insolvente sia automaticamente una
persona disonesta; piuttosto pensiamo che la sua
situazione personale sia così difficile da impedirgli
di rimborsare il suo minuscolo prestito. Allora
perché affannarsi a correre dietro agli avvocati? In
fondo, lo 0,5 per cento di mancato rimborso rientra
tranquillamente nei rischi d'impresa. |