RASSEGNA STAMPA

22 OTTOBRE 2000
GIANCARLO PERNA
«Il catastrofismo è un'arma elettorale»
«L'effetto serra? Inevitabile. L'elettrosmog? Non esiste. I cibi transgenici? Ottimi». In questa intervista Franco Battaglia demolisce le tesi degli ambientalisti
E' una giornata autunnale, quasi fredda. Ma il professor Franco Battaglia mi accoglie in maglietta a maniche corte tipo Lacoste, senza coccodrillo. «E' proprio un originale», penso entrando nel suo studio, poco più di un bugigattolo, alla facoltà di Fisica della Terza Università di Roma. E' una sede arrangiata, forse un'ex fabbrica, tra sterpi di periferia. Sullo slargo, sono posteggiate le roulotte dei rom. Il Tevere scorre a fianco e produce nebbia.
Dopo un po', vengo a sapere che il prof. inghiotte vitamina C in quantità superiori a quelle raccomandate di 60 mg giornalieri. «Per ragioni mie», precisa, facendo il misterioso. Non approfondisco, pago di trovarmi di fronte esattamente il tipo che mi aspettavo.
L'originalità è quella che mi ha spinto a chiedergli l'intervista. Titolare della cattedra di Chimica-Fisica, il quarantaseienne Battaglia ha scritto negli ultimi mesi sulla pagina delle Scienze di questo giornale, alcuni articoli da travaso di bile per i Verdi. Riassumo, nel caso vi siano sfuggiti. L'energia nucleare è la più pulita. Per l'effetto serra, l'uomo non ha colpa. I cibi transgenici sono eccellenti. L'elettrosmog non esiste. Conclusione: il catastrofismo degli ambientalisti è fasullo come un Parmigiano del Ruanda.
«E' matto, professore?», gli chiedo per rendermi simpatico. Battaglia ride tra i baffetti. Ha una faccia magra e occhiali tondi alla Gandhi per guardare lontano. Appesi al collo ha occhialini da lettura. «Non sono controcorrente. Qualunque addetto ai lavori le dirà quello che dico io», replica con un accento misto, in cui spicca il catanese della nascita. Vive tra Roma e Modena, la città che abita con la famiglia.
«Lei è sicuro quando dice che il nucleare è sicuro, il transgenico buono, eccetera?», domando.
«Noi siamo pieni di dubbi. Possiamo solo seguire il dubbio meno forte. Se ho mal di denti, preferisco curarmi dal dentista che dalla chiromante», risponde. Ama i voli pindarici, evidentemente.
«Cioè?», replico terra terra.
«Le opinioni catastrofiche sono meno provate di quelle espresse da me, che sono quelle ufficiali della comunità scientifica», dice.
«Se ho ben capito, Verdi, ambientalisti e compagnia sono la chiromante di cui parlava. Lei il dentista», dico.
«Le loro ipotesi sono più campate in aria delle nostre. Questo fa sì che propongano soluzioni false come la rinuncia al nucleare, al transgenico, eccetera. O sprechi di pubblico denaro per combattere i campi magnetici, da loro enfaticamente bollati come elettrosmog e ritenuti, sempre da loro, nocivi per la salute. Meglio spendere i soldi per emergenze vere e provate, come il dissesto idrogeologico e altro».
Digiunissimo di queste robe, sento il bisogno di procedere con ordine. «Se smette di giocherellare col computer parliamo meglio», dico. Battaglia infatti clicca come un dannato alla ricerca di dati per me. «Mi basta una chiacchierata», gli dico terrorizzato dai numeri. «Come vuole». E molla il mouse.
In due parole i pregi del nucleare.
«Non pregi, ma necessità di energia. Le uniche energie competitive sono il combustibile fossile e il nucleare. Le altre, sole e vento, sono irrisorie. Il nucleare è meno rischioso per salute e ambiente del combustibile».
Cos'è l'effetto serra di cui si straparla?
«L'aumento indesiderato del riscaldamento del pianeta attribuito all'immissione di anidride carbonica da parte dell'uomo».
E' lui il vero responsabile?
«La quantità di anidride carbonica immessa dall'uomo è infinitesima rispetto a quella provocata da cause sulle quali l'uomo non può fare nulla. Il rapporto è di uno a cento».
Quali cause?
«La decomposizione della materia organica e l'anidride carbonica prodotta da miliardi di insetti. Riscaldamenti globali nella storia della Terra ci sono già stati: nel Trecento si coltivava la vite in Irlanda. Oggi ne sperimentiamo un altro. Come allora, non siamo responsabili e non possiamo fare niente per frenare l'eccesso di anidride carbonica».
Incolpare le attività industriali come fanno i Verdi è una fanfaluca?
«Un'ipotesi di lavoro superata, diventata nelle mani dei politici una falsa certezza scientifica».
L'elettrosmog?
«Altra ipotesi smentita dai fatti e dalle commissioni scientifiche delle diverse organizzazioni internazionali dall'Oms, l'organizzazione mondiale della Sanità, all'Istituto superiore della Sanità italiano».
Una bubbola?
«L'elettrosmog non esiste. Esistono i campi magnetici. Quelli dovuti ai cavi dell'alta tensione, ai ripetitori tv e di telefonia mobile non hanno alcun effetto di rilevanza sanitaria».
Politici di varia estrazione dicono il contrario.
«Cavalcando la paura della gente, da loro attizzata, hanno l'opportunità di gestire un'inimmaginabile quantità di miliardi per la cosiddetta prevenzione, stornandoli da reali emergenze. Un grosso business, nel quale è in prima fila la Regione Emilia-Romagna».
I Verdi sono in malafede?
«Alcuni no, sono solo ignoranti. Altri sono degli strumentalizzatosi irresponsabili. Sul rifiuto del nucleare si sono imbastite carriere politiche. Per questo, oggi importiamo l'80 per cento dell'energia, sborsando 40mila miliardi l'anno».
Fior di scienziati appoggiano gli ambientalisti.
«Me ne citi uno disposto a sottoscrivere che i campi magnetici dell'alta tensione danno il cancro».
Lei è stato sei anni in Usa e appartiene all'American Physical Society. L'Aps è della sua opinione?
«Le mie posizioni non sono mie, ma riprese dall'Aps. L'opinione del singolo, anche se premio Nobel, non può essere assunta come paradigma per decisioni politiche o amministrative. Conta unicamente il verdetto delle commissioni scientifiche predisposte da organismi riconosciuti, tipo Oms, allo scopo di dare risposte ai diversi problemi di cui abbiamo parlato».
C'è la possibilità che le commissioni si lascino corrompere?
«E' un rischio troppo grosso: se scoperte, perderebbero ogni autorevolezza. L'Oms ha saputo andare contro i giganteschi interessi di petrolieri e produttori di tabacco».
Ritenere, come avviene col presunto effetto serra, che l'uomo possa sovvertire la natura, è sopravvalutarlo?
«L'uomo pasticci ne può fare. Il punto è concentrare l'attenzione sui danni accertati, non quelli di fantasia».
E' in atto un can can sui cibi transgenici, come fossero veleni. La solita bufala?
«Secondo me sì, per quel che riguarda la loro pericolosità per la salute. Direi anzi che sono più controllati dei cosiddetti naturali che, proprio in quanto tali, sono immessi sul mercato senza filtri».
Il suo collega Gianni Mattioli, docente di Fisica e ministro Verde, è un appassionato sostenitore di tutte le fole di cui sopra.
«Quando lo fa, o parla da politico o, se si pronuncia da scienziato, esprime una posizione personale».
A questo mare di bugie, voi professori dovreste contrapporre un solenne proclama che apra gli occhi della gente.
«Sarebbe una ripetizione di ciò che hanno già detto l'Oms o altri organismi. Cos'altro possiamo fare? E' esclusivamente un problema di propaganda politica. La scienza si è già pronunciata».
C'è un elemento ideologico nel catastrofismo: antioccidentalismo, eccetera?
«Cosa posso dirle? Il punto centrale è la speculazione elettorale e economica. Se torna utile, anche il catastrofismo serve».
Il nucleare ha futuro?
«Il governo dovrebbe prendere misure per mantenere viva la nostra competenza in materia. Il nucleare è l'alternativa al combustibile fossile. Anche se è tardi, non si può mai dire».
Perché l'Italia ci ha rinunciato?
«Non si voleva l'autonomia energetica di questo Paese. Sulle cause, preferisco fare l'ingenuo».
Come giudica i politici che vollero la rinuncia e quelli di oggi che continuano a volerla?
«Assolutamente irresponsabili».
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