RASSEGNA STAMPA

15 OTTOBRE 2000
UMBERTO BOTTAZZINI
La tecnica, in crisi se non è più arte
Vittorio Mathieu, "Crisi della tecnica", Dino Editore, Roma 2000, pagg. 232, L38.000.
Siamo in piena "crisi della tecnica", afferma Vittorio Mathieu fin dal titolo di questo libro. Qualunque cosa voglia dire, non è la prima volta che ce lo sentiamo dire. E, come uno si aspetta, la crisi della tecnica si accompagna a una "crisi della civiltà". O per meglio dire, con Mathieu, "il trionfo della tecnologia coincide con una crisi della civiltà, che è crisi della tecnica". La cosa che incuriosisce è l'affermazione inaspettata che "questo libro è una difesa della tecnica e una denuncia del pericolo a cui si trova esposta a causa di un modo di concepire la tecnica troppo riduttivo". Vediamo, dunque.
Il primo passo di Mathieu è la distinzione tra tecnica e tecnologia. Per quanto possa sembrare cruciale, è una distinzione che tuttavia rimane sullo sfondo, e anche dopo la lettura del libro non è molto più chiara di come appare nella tesi programmatica enunciata in apertura: "la tecnica serve, non solo ad applicare i mezzi, ma anche, e in primo luogo, a determinare i fini; e che la crisi della nostra civiltà è dovuta appunto alla difficoltà di inventare i fini, sia della vita singola che della vita associata". La tecnologia invece "permette di raggiungere più facilmente i fini che uno ha , a patto che siano sufficientemente determinati, ma non di determinare con precisione un'esigenza non ancora formulata, rimasta nella forma vaga della velleità, dell'istinto, dell'impulso".
Ci sono due momenti, sostiene Mathieu, in cui la tecnica può entrare in crisi. Quello che appare più evidente è il momento in cui i mezzi vengono commisurati ai fini. Se questi sono complessi può accadere che nella realizzazione tecnica non si tenga conto di tutta la loro complessità, e dunque i mezzi che raggiungono un fine incompleto si rivelano inadeguati. Ma il momento più importante, per Mathieu, è precedente. "E' il momento in cui l'intenzione comincia a definirsi", a prender corpo in un progetto . Ecco perché la crisi della tecnica non è una "crisi di mezzi", ma una "crisi di fini". Si tratta di definire in maniera precisa i fini più in generale di "riuscire a esprimere gli scopi della propria vita, di inventarli". Il dissolversi dei fini spiega il disagio della nostra epoca. E' l'oblio dell'essere di cui parla Heidegger, la "malattia mortale" che in Kierkegaard è sinonimo di disperazione?
La tesi che sostiene Mathieu è diversa da quella di Heidegger: "La "malattia mortale" non è l'effetto di un ridursi della civiltà a civiltà della tecnica; al . contrario, è dovuta al perdersi della tecnica nella civiltà tecnologica, che colloca la tecnica fuori dell'uomo e lo espropria del suo modo caratteristico di realizzarsi. Collocata fuori dell'uomo, in un mondo di macchine, che non sono più meccaniche, ma informatiche, cibernetiche, organizzative, in ogni caso impersonali, la tecnica si è straordinariamente perfezionata e, insieme, ha perduto la sua ragion d'essere; che era appunto di realizzare l'uomo. Si è ipostatizzata in una "tecnica in sé". Ora, una tecnica in sé (come un "mezzo in sé") è precisamente un non senso".
Mathieu prende come termine di confronto l'arte. La cosa appare paradossale se si pensa all'arte unicamente nel senso estetico, meno se si dà a questo termine il significato preromantico di "abilità che permette di raggiungere un fine". Il senso in cui si usa quando si parla di "arti e mestieri", di lavori eseguiti "a regola d'arte", il senso insomma di una capacità di definire i fini e realizzarli, che riguarda qualsiasi tecnica. Questo passaggio da un significato all'altro coincide col romanticismo, dice Mathieu, e col sorgere del problema che "travaglia la nostra civiltà" da un paio di secoli. Questa ampia accezione del termine tecnica consente a Mathieu di discutere dei più diversi argomenti, dalla metafisica all'arte del vivere, dal romanticismo alla musica e alla matematica. Anzi, proprio "la differenza di fruibilità tra le tecniche matematiche, o matematizzabili e le tecniche che rimangono "artistiche" fino alla fine" è, secondo Mathieu, decisiva per capire le sorti della tecnica, "per capire che cosa significhi il passaggio da una civiltà della tecnica a una civiltà tecnologica"
inizio pagina
vedi anche
Cultura e societ…