| "E io difendo libertà e ragione" | E' triste: 2 secoli dopo la dichiarazione dei Droits de l'Homme e mezzo secolo dopo le 4 libertà di Roosevelt
e la dichiarazione dell'ONU, ancora tocca combattere per la libertà di parola e di religione. Alcuni
vogliono censura su Internet. Altri revisionano le battaglie per la libertà del Risorgimento e rivalutano le
figure degli oscurantisti.
Tutti cercano di imporre le verità assolute di chiese o scuole di pensiero in cui spesso il pensiero è
assente. Ricordano l'intellettuale che diceva: "Io sono un libero pensatore!" - e un napoletano gli chiese:
"E a cche pienz'?"
Gli oppositori della libertà gabellano le loro fedi come superiori e spirituali e ci diffamano sostenendo che
siamo materialisti. E' il contrario: sono le ortodossìe di ogni tipo a non riconoscere nessun valore dello
spirito. Non vedono che l'espressione più elevata dello spirito umano si manifesta quando uno di noi
capisce cose nuove, interpreta il mondo (quello fisico, quello ideale della matematica, l'arte, la
narrazione, la psiche stessa), riesce a spiegarle agli altri - non quando ripete giaculatorie. Chi ripete
formule somiglia ai buddisti che scrivono preghiere su una striscia di carta e la ruotano su un girello:
ogni giro vale per una ripetizione.
Nella società che dovremmo creare, le idee circolano liberamente, le scuole sono tante e stimolanti, la
qualità dell'insegnamento è preparata e controllata, le invenzioni sono accolte con favore. I casi dubbi si
dirimono con esperimenti che ci avvicinano alla realtà. Innovazioni e riforme si tentano con l'ingegneria
sociale pragmatica - non si ricorre all'autorità di chi sostiene di detenere ogni verità.
Parlando di attentati alla libertà si pensa agli stalinisti, che falsificavano la storia a ogni passo, o ai nazisti
che bruciavano i libri in piazza. Non sono stati i soli. I preti spagnoli nel XVI secolo hanno bruciato tutti i
codici Maya, meno tre.
Nel 1832 papa Gregorio XVI, nell'enciclica "Mirari vos" (15/8/1832) cita "quella pessima, né mai
abbastanza esecrata ed aborrita "libertà della stampa" nel divulgare scritti di qualunque genere; libertà
che taluni osano invocare" e ancora "Clemente XIII ... nella sua enciclica sulla proscrizione dei libri
nocivi afferma che "si deve lottare accanitamente ... con tutte le forze, al fine di estirpare la mortifera
peste dei libri".
L'articolo LXXIX del Sillabo di Pio IX (liberato da una doppia negazione che palesa come il cittadino
Mastai fosse anche un prosatore mediocre) dice "la libertà civile di qualsivoglia culto, e similmente
l'ampia facoltà a tutti concessa di manifestare qualunque opinione e qualsiasi pensiero palesemente ed
in pubblico, conduce a corrompere più facilmente i costumi e gli animi dei popoli".
Galileo è stato riabilitato - come se ne avesse bisogno, ma il magistero cattolico non condanna le
proposizioni obbrobriose di quei papi. E purtroppo taluno continua ad ascoltare le opinioni dei cattolici
anche se si parla di cose serie come i problemi riguardanti gli embrioni. La questione è complessa: non
va discussa qui. Ma uno dei curiosi argomenti addotti concerne il momento in cui l'anima animale e
quella vegetativa vengono conglobate da quella intellettiva che è incorruttibile e immortale.
Ora il concetto di incorruttibilità è privo di senso a chi cerchi di comprendere la realtà con metodo
logico-sperimentale. Somiglia a quelli di inamovibilità e di irresistibilità: non ha senso chiedere "che
accade se una forza irresistibile cozza contro un corpo inamovibile?"
Meno di un secolo fa la Civiltà Cattolica (2/9/1905) sosteneva che durante il miracolo di S.Gennaro il suo
sangue cambia peso da 987 a 1015 grammi (ma l'esperimento non si controllò mai).
La citata enciclica di Gergorio XVI dice anche: "Da questa corrottissima sorgente dell'indifferentismo
scaturisce quell'assurda ed erronea sentenza, o piuttosto delirio, che si debba ammettere e garantire a
ciascuno la libertà di coscienza: errore velenosissimo, a cui apre il sentiero quella piena e smodata
libertà di opinione che va sempre aumentando a danno della Chiesa e dello Stato."
Per sdoganare fascisti e comunisti si è chiesto che ripudiassero i loro gravi errori passati. Per essere
sdoganati, i cattolici dovrebbero ripudiare queste enormità e accettare che "la ragione umana è l'unico
arbitro del vero e del falso, del bene e del male".
Se continuano a negarlo, consideriamoli con rispettoso distacco, ma non prendiamoli sul serio. |