RASSEGNA STAMPA

18 SETTEMBRE 2000
MASSIMO DI FORTI
Antonino Zichichi parla del suo nuovo saggio. Su un problema della fisica più attuale che mai "Il tempo, che freccia irresistibile"
Professor Zichichi, perché si dice che il Tempo è come una freccia?
"Diceva Goethe: "Fermati o Tempo, sei così bello". Ma se il Tempo si ferma è perduto. Non solo. Esso deve sempre andare dal passato verso il futuro e deve essere radicalmente diverso dallo Spazio. Questo Goethe non poteva saperlo. Ci sono voluti duecento anni di esperimenti sull'elettricità, il magnetismo e l'ottica per arrivare a capire che se lo Spazio è reale il Tempo deve essere immaginario. Incredibile ma vero: nessun filosofo nessun pensatore di alcuna epoca e civiltà aveva saputo concepire una tale straordinaria verità scientifica".
Può spiegare meglio questa correlazione tra lo Spazio e il Tempo?
"Nella vita di tutti i giorni il tempo scandito dal mio orologio e lo spazio di questo mio studio con le sue tre dimensioni (lunghezza, larghezza e altezza) non possono che apparirci reali. Non ci accorgiamo che Spazio e Tempo sono inseparabili. Io sono nel mio studio adesso. Chissà cosa ne sarà di me e del mio studio fra millecinquecento anni. Riflettendo un po' ci si accorge che la nostra vita è fatta di Spazio-Tempo e che in questa miscela non è possibile separare una delle due componenti: lo Spazio e il Tempo sono inscindibili. Quello che, riflettendo, non è facile scoprire è la natura "complessa" di questa miscela".
In che senso "complessa"?
"Dico ''complessa'' perché se una delle due componenti della miscela di Spazio-Tempo è reale l'altra deve essere ''immaginaria''. Se Colui che ha fatto il mondo avesse seguito la ricetta di Kant (Spazio e Tempo entrambi assoluti e reali) non sarebbe possibile l'esistenza della luce e di tutti quei processi essenziali per la nostra vita. Della nostra vita è parte integrante il Tempo".
Come si misurava il Tempo prima che entrassero in gioco gli orologi atomici?
"Prima che entrassero in gioco gli orologi atomici, le misure del Tempo avvenivano con orologi che giravano tutti in senso orario. Per un motivo semplicissimo: i nostri antenati erano convinti che la volta celeste girasse attorno a noi".
Quale è la base del nostro Calendario?
"La base del nostro Calendario è l'evento mistico più importante per la Chiesa Cattolica: la Resurrezione di Gesù Cristo. Molti si sono chiesti cosa sarebbe successo se i Vescovi del Concilio di Nicea (325 d.C.) avessero deciso di dare, nel Calendario Giuliano, una data alla Pasqua. Essi invece legarono la data della Pasqua al moto della Luna attorno alla Terra. E qui nasce il problema di come conciliare il moto orbitale della Luna attorno a noi con quello della Terra attorno al Sole. Gli specialisti dei Calendari da millenni a millenni avevano in tutti i modi cercato di legare un anno lunare di 354 giorni con quello solare che ne conta un po' più di 365. Il motivo dell'alta precisione del Calendario Gregoriano elaborato da Aloysius Lilius sta nella concezione mistica del Tempo. I Calendari di ogni epoca e civiltà avevano cercato di sincronizzare le date di Calendario con le stagioni. Questo sincronismo si articola su un periodo molto lungo: i quasi duecento giorni (183 per l'esattezza) che separano l'inverno dall'estate. La concezione mistica del Tempo focalizza il sincronismo su un solo giorno: quello dell'equinozio di primavera. Ecco perché il Calendario Gregoriano possiede un fattore di precisione duecento volte più grande nel sincronismo tra date di Calendario e ripetitività delle stagioni".
Perché gli oroscopi sono stati legati ai Calendari di tante epoche e civiltà?
"A tutti i Calendari di qualsiasi epoca e civiltà sono sempre state attribuite proprietà ripetitive come se alla stessa data la Terra si trovasse sempre nello stesso posto dello spazio cosmico. L'orbita della Terra non è mai nella stessa zona di spazio dov'era l'anno precedente, per via del fatto che siamo legati gravitazionalmente al Sole che ci trascina con sé. E il Sole è trascinato dalla Galassia che si muove nello spazio intergalattico. Dopo un anno siamo a venti miliardi di chilometri di distanza dalla zona di spazio cosmico in cui ci si trovava l'anno precedente. Il Cosmo è fatto di Stelle, Galassie e Corpi Celesti in continua evoluzione e movimento. La ripetitività delle date dei Calendari non ha alcun fondamento nella struttura cosmica del Creato. I Calendari di tutte le epoche e civiltà avrebbero potuto essere diversi; non sarebbe cambiato nulla nella Logica del Creato".
Lei nel libro tratta problemi di interesse generale dei quali il grande pubblico vorrebbe conoscere le spiegazioni scientifiche. Per esempio, perché esistono le stagioni...
"Immagini una ballerina che oltre a ruotare su se stessa, come fa la Terra ogni 24 ore, girasse attorno a un fuoco (come facciamo noi con il Sole, ogni anno). La ballerina scoprirebbe ciò che capì Euclide. E cioè che l'origine delle stagioni sta nel fatto che l'asse di rotazione della trottola-Terra non è perpendicolare al piano su cui noi ci muoviamo nel girare attorno al Sole. Euclide scoprì che - grazie a questa deviazione dalla perpendicolare - ci sono quattro posizioni: una di massima inclinazione verso il Sole (21 giugno), una di massima inclinazione nella direzione opposta al Sole (22 dicembre) e due in cui l'asse della trottola-Terra è perpendicolare (non al piano dell'orbita) ma alla retta che congiunge il Sole al centro della Terra. Ecco l'origine dei due solstizi. Nel libro ci sono disegni che mettono a confronto il moto della ballerina e il moto della Terra per spiegare questa formidabile proprietà scoperta da Euclide".
Qual è il tema del libro che più le sta a cuore?
"Il fatto di capire che dobbiamo considerare la scienza come sorgente di valori in perfetta sintonia con quelli ai quali crediamo per atto di fede. La logica del creato è fatta di certezze scientifiche, non di paure né di misteri. E quindi, per favore, niente oroscopi e magie...".
E sul rapporto tra il Tempo e la vita cosa ci dice?
"E' fuori discussione che, per la scienza, il Tempo ha proprietà legate a uno straordinario fascino e che la vita è un fenomeno lungi dall'essere stato capito. Infatti se la scienza avesse capito cos'è la vita potremmo darla e toglierla come accendiamo e spegniamo una lampadina elettrica".
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