RASSEGNA STAMPA

29 AGOSTO 2000
MAURIZIO BLONDET
MA CHI RICORDA PIU' IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE?
La farfalla Monarca è un lepidottero dagli splendidi colori.
Ora, è un martire della scienza-business. Studiosi della Iowa University hanno coltivato una pianta lattiginosa, che costituisce il cibo preferito dei bruchi di Monarca, accanto a un campo di mais geneticamente modificato in modo da aumentare la sua resistenza agli insetti. In primavera, il polline di questo mais Gm, un brevetto Novartis, si sparge sulle foglie della pianta lattiginosa vicina. I bruchi che divorano le foglie muoiono sette volte di più di quelli che brucano foglie distanti dalle colture Gm.
Lo studio, durato due anni, ha appurato che - potendo scegliere - i bruchi di Monarca evitano di ingerire il polline manipolato geneticamente. La Monarca è famosa per le sue grandi ali variopinte, non per l'intelligenza. Eppure, la sua prontezza a prendere precauzioni rischia di far apparire il suo cervello più scaltro di quello di rispettati scienziati e ricercatori, magari Nobel, e persino più acuto del "governo" europeo, la Commissione.
La Commissione Ue ha ripescato dal dimenticatoio il Principio di Precauzione solo dopo esservi stata forzata dalle proteste dell'opinione pubblica, a cui la Commissione stessa stava per far mangiare (surrettiziamente) i cibi Ogm, sui quali due anni prima aveva messo una moratoria.
Vale la pena di ricordare che il Principio di Precauzione è un vero e proprio concetto giuridico, il quale impone - nel dubbio - la sospensione di mettere in atto innovazioni tecnologiche, o in commercio prodotti di queste innovazioni, i cui rischi "la scienza non è in grado di valutare pienamente". In realtà, il Principio è prescritto una sola volta nel Trattato di Maastricht, e per la protezione dell'ambiente. Ma oggi, i documenti della Commissione ammettono che "il campo d'applicazione del Principio è in realtà molto più vasto". Esso "deve essere applicato quando un'oggettiva e preliminare valutazione scientifica dica che è ragionevole temere effetti potenzialmente pericolosi per l'ambiente o la salute di uomini, animali e vegetali, incompatibili con l'alto livello di protezione scelto dalla Comunità".
Dunque, la stessa Commissione riconosce che il Principio di Precauzione è suscettibile di un'applicazione molto più estesa di quella attuale. Per ora, esso è stato fatto valere - e non senza fatica e tentativi di colpi di mano delle note lobbies - per i cibi geneticamente modificati. Non è dato sapere quanto dovremo aspettare perché i cervelloni della Scienza capiscano che il Principio di Precauzione si applica, a maggior ragione, alla clonazione di cellule fetali umane, eseguita a scopo "terapeutico".
C'è da disperarne. Perché, per ora, alcuni dei più ragguardevoli cervelli della Scienza restano confinati a "ragionamenti" di livello assai basso. Il primo suona così: "Visto che quegli embrioni umani li abbiamo in frigo, come sottoprodotti di fecondazioni artificiali, tanto vale usarli. O dobbiamo buttarli via?". L'altro suona: "Se ci lasciate clonare gli embrioni umani, entro cinque anni vi promettiamo cure mirabolanti contro l'Alzheimer e la cirrosi". Quest'ultimo argomento è una versione aggiornata del principio "Il fine giustifica i mezzi"; il primo, temiamo, poteva essere sottoscritto anche dal dottor Mengele, grande sostenitore dell'uso di uomini come "materiale" da esperimento. La civiltà giuridica europea, ci pare, si fonda su altri principi.
Fra l'altro, proprio sul Principio di Precauzione, che viene riconosciuto - rileggete i testi - a difesa preventiva della "salute dell'uomo" e del suo "ambiente". Ora, l'ambiente dell'uomo non è solo quello biologico; comprende anche eticità, moralità, significatività della vita. Per capire i pericoli che la clonazione a scopo terapeutico può inferire all'ambiente umano, basta immaginare il mondo che essa ci promette: un'Europa senza figli, e in compenso affollata di novantenni salvati dalle malattie perché (potendoselo pagare) si sono fatti trapiantare nel cervello cellule nervose ricavate da un loro gemello, clonato appositamente, e ucciso in tempo per "usarlo" come riserva di pezzi di ricambio. Un bell'"ambiente", non c'è che dire. Anche i verdi e gli ecologisti dovrebbero preoccuparsene. Magari prendendo esempio dalla farfalla Monarca: che ha un cervello microscopico, ma non ha esitato, lei, ad applicare il Principio di Precauzione.
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