| MA CHI RICORDA PIU' IL
PRINCIPIO DI PRECAUZIONE? | La farfalla Monarca è un lepidottero dagli splendidi colori.
Ora, è un martire della scienza-business. Studiosi della Iowa
University hanno coltivato una pianta lattiginosa, che
costituisce il cibo preferito dei bruchi di Monarca, accanto a un
campo di mais geneticamente modificato in modo da aumentare
la sua resistenza agli insetti. In primavera, il polline di questo
mais Gm, un brevetto Novartis, si sparge sulle foglie della
pianta lattiginosa vicina. I bruchi che divorano le foglie
muoiono sette volte di più di quelli che brucano foglie distanti
dalle colture Gm.
Lo studio, durato due anni, ha appurato che - potendo scegliere
- i bruchi di Monarca evitano di ingerire il polline manipolato
geneticamente.
La Monarca è famosa per le sue grandi ali variopinte, non per
l'intelligenza. Eppure, la sua prontezza a prendere precauzioni
rischia di far apparire il suo cervello più scaltro di quello di
rispettati scienziati e ricercatori, magari Nobel, e persino più
acuto del "governo" europeo, la Commissione.
La Commissione Ue ha ripescato dal dimenticatoio il Principio
di Precauzione solo dopo esservi stata forzata dalle proteste
dell'opinione pubblica, a cui la Commissione stessa stava per
far mangiare (surrettiziamente) i cibi Ogm, sui quali due anni
prima aveva messo una moratoria.
Vale la pena di ricordare che il Principio di Precauzione è un
vero e proprio concetto giuridico, il quale impone - nel dubbio -
la sospensione di mettere in atto innovazioni tecnologiche, o in
commercio prodotti di queste innovazioni, i cui rischi "la
scienza non è in grado di valutare pienamente". In realtà, il
Principio è prescritto una sola volta nel Trattato di Maastricht,
e per la protezione dell'ambiente. Ma oggi, i documenti della
Commissione ammettono che "il campo d'applicazione del
Principio è in realtà molto più vasto". Esso "deve essere
applicato quando un'oggettiva e preliminare valutazione
scientifica dica che è ragionevole temere effetti potenzialmente
pericolosi per l'ambiente o la salute di uomini, animali e
vegetali, incompatibili con l'alto livello di protezione scelto
dalla Comunità".
Dunque, la stessa Commissione riconosce che il Principio di
Precauzione è suscettibile di un'applicazione molto più estesa di
quella attuale. Per ora, esso è stato fatto valere - e non senza
fatica e tentativi di colpi di mano delle note lobbies - per i cibi
geneticamente modificati. Non è dato sapere quanto dovremo
aspettare perché i cervelloni della Scienza capiscano che il
Principio di Precauzione si applica, a maggior ragione, alla
clonazione di cellule fetali umane, eseguita a scopo
"terapeutico".
C'è da disperarne. Perché, per ora, alcuni dei più ragguardevoli
cervelli della Scienza restano confinati a "ragionamenti" di
livello assai basso. Il primo suona così: "Visto che quegli
embrioni umani li abbiamo in frigo, come sottoprodotti di
fecondazioni artificiali, tanto vale usarli. O dobbiamo buttarli
via?". L'altro suona: "Se ci lasciate clonare gli embrioni umani,
entro cinque anni vi promettiamo cure mirabolanti contro
l'Alzheimer e la cirrosi". Quest'ultimo argomento è una versione
aggiornata del principio "Il fine giustifica i mezzi"; il primo,
temiamo, poteva essere sottoscritto anche dal dottor Mengele,
grande sostenitore dell'uso di uomini come "materiale" da
esperimento. La civiltà giuridica europea, ci pare, si fonda su
altri principi.
Fra l'altro, proprio sul Principio di Precauzione, che viene
riconosciuto - rileggete i testi - a difesa preventiva della "salute
dell'uomo" e del suo "ambiente". Ora, l'ambiente dell'uomo non
è solo quello biologico; comprende anche eticità, moralità,
significatività della vita. Per capire i pericoli che la clonazione
a scopo terapeutico può inferire all'ambiente umano, basta
immaginare il mondo che essa ci promette: un'Europa senza
figli, e in compenso affollata di novantenni salvati dalle
malattie perché (potendoselo pagare) si sono fatti trapiantare
nel cervello cellule nervose ricavate da un loro gemello, clonato
appositamente, e ucciso in tempo per "usarlo" come riserva di
pezzi di ricambio. Un bell'"ambiente", non c'è che dire. Anche i
verdi e gli ecologisti dovrebbero preoccuparsene. Magari
prendendo esempio dalla farfalla Monarca: che ha un cervello
microscopico, ma non ha esitato, lei, ad applicare il Principio
di Precauzione. |