Il popolo delle lotterie è avvisato: chi giova perde| Peres mette in guardia contro ogni illusione: pullulano truffatori di ogni genere, dai maghi del lotto tv ai teorici che abusano della matematica per inventare sistemi garantiti |
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| Ennio Peres,"Febbre da gioco", Avverbi, pp. 167, L. 12. 000 | Quest'anno, secondo le previsioni del Censis, gli italiani spenderanno più di 45 mila miliardi nel gioco gestito dalle Stato (Lotto, Totocalcio, Gratta e vinci e lotterie varie) con un incremento del cento per cento rispetto al 1998.Se si tiene conto che le vincite saranno inferiori al 50 per cento, possiamo affermare che ogni italiano pagherà, in un anno, una tassa aggiuntiva di 400 mila lire, cioè 130 mila lire al mese per una famiglia di quattro persone. Un balzello che raddoppia se si tiene conto anche dei giochi clandestini. Queste sono le considerazioni introduttive di Ennio Peres al suo nuovo libro, Febbre da gioco, con il quale mette in guardia contro ogni illusione di guadagno il popolo delle lotterie, attorno al quale ruotano truffatori di ogni genere, dai maghi del lotto televisivi ai teorici dei giochi che abusano della matematica per inventare sistemi garantiti e raggirare gli ingenui.
Peres, grande esperto di giochi, ben noto ai lettori di TuttoLibri, dopo una breve introduzione matematica ai giochi d'azzardo, comprensibile anche a chi la matematica l'ha sempre odiata, analizza i più popolari giochi in denaro, di Stato o clandestini, con un unico, preciso assioma: chi gioca perde.
Le follie del gioco d'azzardo sono anche le follie delle teorie più strampalate che l'accompagnano. Ad esempio, per il gioco del Lotto, com'è possibile pensare che un numero abbia in qualche modo coscienza di essere in ritardo e per questo si faccia largo tra gli altri numeri "spingendo" per uscire? Se ci può consolare è una follia storica perché già nell'ottocento un gran matematico, Laplace, osservava: "Quando un numero non esce da molto tempo, i giocatori corrono a coprirlo di denaro. Essi ritengono che quel numero reticente debba uscire al prossimo colpo, a preferenza di altri".
Almeno in questo campo le matematiche sono rigorose e indiscutibili. Abbiamo una probabilità su 11.748 di azzeccare un terno, una su 43.949.268 per una cinquina e una su 622.614.630 per il sei del Superenalotto. Immaginiamo di collocare delle carte da gioco, una accanto all'altra, in due file ininterrotte, sui due lati delle strade che da Roma portano a Pechino, passando dall'India per allungare ancora il percorso. Una soltanto di tutte queste carte è segnata. Partiamo con la nostra auto e fermiamoci in un punto qualsiasi della strada scegliendo a caso una di queste carte. Se è la carta segnata abbiamo vinto, altrimenti abbiamo perso. Quanto sareste disposti a pagare per partecipare a questo gioco? Eppure in termini di probabilità corrisponde esattamente al sei del Superenalotto.
Nonostante tutte le considerazioni matematiche il numero dei giocatori è sempre incredibilmente alto. Una piccola giocata è anche comprensibile, riconosce Peres, ci fa sognare tutto quello che riusciremmo a realizzare in caso di vincita, ma il gioco rischia di diventare malattia. Può generare una pericolosa sindrome patologica che distrugge patrimoni e persone. Mario Merola, il re della sceneggiata, come ricorda Peres, vent'anni fa invitò i napoletani a giocare l'ambo secco 5 e 90 sulla ruota di Napoli. Per sua sfortuna, l'ambo uscì e diventò per questo un grande indovino agli occhi dei napoletani. Merola restò catturato dal gioco, ma ovviamente non riuscì a ripetere le sue fortunate divinazioni. Il Lotto continua a seguire le leggi della matematica secondo le quali a rimetterci è sempre il giocatore. In una recente intervista Merola ha dichiarato: "Nella mia carriera ho guadagnato moltissimo, ma ho perso miliardi al gioco. Ho puntato centinaia di milioni su tutte le ruote ma non sono mai rientrato delle spese. Insisto perché vivo nella speranza. Quando incominci a giocare non riesci più a smettere". Il libro di Peres è una guida matematica, divertente e istruttiva, al gioco d'azzardo. Oltre ad essere, per lo studente, un'ottima introduzione al calcolo delle probabilità, potrà forse evitare a qualcuno dei milioni di giocatori sistematici italiani di cadere vittima del gioco. |