RASSEGNA STAMPA

5 LUGLIO 2000
CGHIARA ZAPPA
LE REGOLE DELL'ILLOGICO
Dallo studio di sorprendenti automatismi cerebrali è nata una nuova scienza. Parlano due esperti
Le reazioni emotive governate dall'emisfero destro influenzano al 70 per cento ogni scelta della nostra vita
La cultura ci condiziona e il mercato ne approfitta
Perché Takete ci ricorda una figura spigolosa e Maluma una curvilinea? E perché tra due palloni immaginiamo che Mil sia più piccolo mentre Mal più grande? La risposta a queste associazioni a prima vista immotivate è chiusa nel lobo destro del nostro cervello. Come intuì per primo lo scienziato statunitense Roger W. Sperry, Nobel per la medicina nel 1981 grazie alla scoperta della lateralizzazione del cervello, i nostri due emisferi cerebrali svolgono funzioni differenti: mentre il sinistro governa la parola e il ragionamento, il destro si è rivelato responsabile degli automatismi, delle emozioni e dell'impulso. Reazioni che, da studi approfonditi, sembrano svolgere un'influenza primaria (non inferiore al 70%) nella formazione di ogni scelta umana. Da qui nasce l'interesse di una scienza nuova chiamata psicolinguistica, che studia quella rimasta per troppo tempo la "metà oscura" della mente, e i cui fondamenti sono illustrati da Francesco Belli, esperto di marketing e comunicazione, e Felix Sagrillo, ricercatore psicolinguista, nel volume Qual è Takete? Qual è Maluma? edito da FrancoAngeli e appena uscito in libreria. "La psicolinguistica - si legge nel libro - ci svela che ogni messaggio, pur essendo un'unità inscindibile, in realtà si "scompone" giungendo contemporaneamente ai due emisferi cerebrali del destinatario sottoponendosi così ad una decodifica, ad una lettura differente: una "logica" e l'altra "analogica" (vale a dire: in assenza di logica)". Il linguaggio analogico - che si contrappone a quello digitale, proprio delle scienze esatte - può essere identificato con quello dalla poesia: esso tende a suscitare nell'interlocutore sentimenti, emozioni, immagini. L'esterno, infatti, ci trasmette messaggi multiformi che siamo in grado di riconoscere e comprendere grazie al nostro sistema sensoriale, inteso nella sua totalità: "La nostra percezione di una situazione - spiega Belli, che abbiamo incontrato insieme a Sagrillo presso l'Istituto milanese Sperry Psychotechnologies, il primo laboratorio professionale italiano di tecniche psicolinguistiche applicate al mondo della pubblicità e della comunicazione, da essi fondato e diretto - è profondamente influenzata da aspetti quali la luminosità, la temperatura, i suoni e i rumori che ne fanno da cornice. Esistono ad esempio musiche, come mostrano di sapere bene i maestri del thriller e dell'horror, che ci trasmettono inconsciamente delle sensazioni di paura e disagio, musiche che vengono puntualmente evitate in un contesto volto a trasmettere serenità e allegria, come può essere un musical". "Nel rapporto tra due persone - specifica Segrillo - queste stesse informazioni analogiche concorrono a formare la nostra valutazione dell'interlocutore. Tutti i segni, verbali, visivi, olfattivi eccetera, che caratterizzano ogni nuovo incontro influenzano le nostre reazioni. Allo stesso modo, se chiudiamo gli occhi e pensiamo ad una persona, la nostra attitudine nei confronti di tale persona farà sì che la sua immagine nella nostra mente sia caratterizzata da un diverso grado di luminosità e di distanza da noi, così come la sua voce ci sembrerà giungere da destra oppure da sinistra... Tutto questo non è casuale, bensì risponde a delle regole precise, che in ogni cultura rispecchiano valori uniformi per l'intera collettività". Il concetto di collettività sta alla base della psicolinguistica, secondo cui il "codice analogico", che coincide appunto con la rappresentazione collettiva, è quell'energia che permette ad un gruppo sociale di orientare, in modo omogeneo, l'interpretazione del senso. Belli e Sagrillo hanno impiegato alcuni anni per individuare la quasi totalità dei valori riconosciuti dalla nostra cultura nazionale e per immetterli in un data-base denominato proprio "spazio della cultura", che indica la connotazione ("energia") culturale di qualsiasi concetto o oggetto (i due autori identificano ad esempio la nostra idea di "bicchierità" o di "detersività"). Tutti i valori e concetti condivisi sono strettamente legati alla cultura di appartenenza del singolo: "È come se appena nati - spiega Belli - ad ognuno di noi fossero state applicate delle lenti a contatto gialle, destinate a influenzare la nostra percezione della realtà per tutta la vita". Un concetto esplicitamente kantiano, attualizzato da Sagrillo: "L'interpretazione data da diversi gruppi culturali poggia su presupposti diversi. Immaginiamo un gruppo di tedeschi che discutono con degli italiani sul concetto di democrazia: ognuno elencherà dei valori considerati democratici e alla fine della giornata si giungerà ad una serie di valori condivisi.
Ma subito dopo, se interrogati, i tedeschi affermeranno che "tutto ciò che non è espressamente consentito è vietato", mentre gli italiani diranno che "tutto ciò che non è espressamente vietato è consentito". La cultura influenza la nostra percezione, per questo la tolleranza ha sempre un costo". Lo studio del nostro emisfero destro ha già trovato applicazione in una terapia alternativa a quella psicoanalitica, che prescinde dalle cause, per esempio di una fobia, per concentrarsi sul processo.
Belli e Sagrillo, invece, hanno applicato la psicolinguistica al marketing, con ottimi risultati: "Sapere che una casalinga, davanti ad uno scaffale colmo di prodotti simili, sarà attratta da un detersivo "che lava in profondità", o da una confezione che presenta colori o illustrazioni di un un certo tipo, può garantire successi di vendite eccezionali" Meccanismi che si basano sul nostro lato "irrazionale", e che potrebbero ricordare esperimenti già provati in passato in contesti e con fini poco democratici. Questo determinismo non è un po' inquietante? "Non crediamo. È vero, qui c'è dello strutturalismo ma non un meccanicismo assoluto: è un intero contesto che crea una conseguenza, non un singolo elemento, un suono o una parola. E poi noi siamo, comunque, per metà esseri razionali".
Dopo tutto ci resta ancora un emisfero sinistro.
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vedi anche
Scienze Cognitive