RASSEGNA STAMPA

20 GIUGNO 2000
ERMANNO KRUMM
FOUCAULT I miei incorreggibili mostri
Un testo inedito, una ristampa e un saggio critico sul filosofo francese
Ecco perché il suo insegnamento rimane attuale a sedici anni dalla morte
Michel Foucault, "Gli anormali" di Michel Foucault, Feltrinelli, pagg. 384, L. 50.000
Michel Foucault, "Io, Pierre Rivière avendo sgozzato mia madre, mia sorella e mio fratello...", Einaudi, pagg. 291, L. 16.000
Mariapaola Firmiani, "L'arcaico e l'attuale - Lévy-Bruhl Mauss Foucault", Bollati Boringhieri, pagg. 292, L. 42 .000
L a ragione per cui i libri di Michel Foucault (1926- 1984) letti anche a trent'anni di distanza appaiono ancora tanto belli è semplice e seria allo stesso tempo. La conoscenza in campo - la decisione di dire "la verità sul potere", ripercorrendo la storia attraverso processi e memorie - ha qualità ormai difficili da trovare. Non è mai fine a se stessa. Non ha nulla di ricattatorio verso chi non sa, e neanche nasce dalla volontà di potenza dell'autore. Anzi, Foucault sembra sparire nelle pieghe del suo discorso per far emergere con la massima chiarezza un quadro dentro cui il lettore si riconosce immediatamente.
Succede lo stesso con la psicoanalisi: i sintomi di un caso di nevrosi ossessiva diventano subito i nostri, come poi, poche pagine più avanti, quelli dell'isterico, e così via. Si è coinvolti allo stesso modo nella lettura di questo corso tenuto al Collège de France, nel 1974-75. Si segue un pensiero che funziona come archivio e come strategia. Da una parte c'è la dimensione "archeologica" che vuole rendere visibile ciò che è nascosto nella storia. Dall'altra, la volontà esplicita di tornare al presente e, interpretandolo, modificarlo con l'azione. Dalle profondità del moderno, Foucault porta a galla quegli esempi che poi, schierati contro le istituzioni e il potere, diventano punti di resistenza. Ripercorriamo, così, la formazione delle norme che regolamentano l'espressione della colpa, e soprattutto i silenzi, nella confessione cattolica. E entriamo in un enorme dispositivo che, dai pensieri agli atti, apre il discorso della sessualità. Con la nascita della figura del mostro torniamo, invece, ad alcune celebri vicende giudiziarie: ne ascoltiamo, a distanza di secoli, la voce finora ignorata. Se ne ricava uno sguardo nuovo sulla attuale e dibattuta crisi delle identità, come mette in rilievo il saggio di Mariapaola Fimiani, L'arcaico e l'attuale, dedicato a Lévy-Bruhl, Mauss e Foucault. Assieme a questo saggio che ripropone il progetto foucaultiano di una "etnologia" di noi stessi - un'antropologia delle società contemporanee - e a riprova del rinnovato interesse per il filosofo francese, torna dopo 25 anni da Einaudi l'intero dossier (istruttoria, processo e articoli di giornale) su un caso di parricidio che nell'800 fece enorme scalpore. Il tutto accompagnato dalla memoria scritta dall'assassino ventenne e intitolata Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia madre, mia sorella e mio fratello... La vicenda di una famiglia contadina "seppellita" nelle campagne francesi, sotto Luigi Filippo, rivive in un quadro di lucida follia. Pierre racconta, dà le sue motivazioni: decise di uccidere per sfidare la legge, per innalzarsi sopra gli altri e salvare il proprio padre. È il delirio di un giovane perso nei campi a parlare da solo, costretto lontano da qualunque femmina (umana o animale) per non ingravidarla con il fluido fecondatore che emanava dalla sua persona. Anche il corso sugli Anormali procede per casi individuali: il delitto totalmente gratuito di Henriette Cornier, che taglia la testa di una bambina appena conosciuta; la storia delle sorelle siamesi che pare uscita dalle pagine di cronaca dell'altro ieri. O ancora la vicenda processuale dell'ermafrodito di Rouen, che nel 1601 è condannato per aver sposato una donna pur avendo un sesso femminile. Ma in appello l'esame anatomico è più dettagliato: Foucault lo racconta come se si trattasse di un romanzo poliziesco. Ancora una volta il paragone è con Freud che, a esempio nel caso di Dora, alterna sapientemente indizi e rivelazioni. In più, nel corso sugli Anormali, si evidenzia la qualità visiva del pensiero di Foucault, che ritma le scene dei suoi saggi con immagini o veri e propri quadri. Lo si era già visto con La nave dei folli che accompagna il lettore della Storia della follia, o con Las meninas di Velazquez, punto di partenza delle Parole e le cose. È il trionfo di un certo modo di lavorare, che non ha nulla a che vedere con il sapere universitario. Porge la storia rovesciando i termini e mettendo ciascuno di noi nella posizione dell'anormale, che deve essere corretto, "sorvegliato e punito". Medici, psichiatri e carcerieri usano - spiega Foucault - un metodo messo a punto secoli fa, durante le epidemie di peste.
Quando le città erano in quarantena, gli abitanti dovevano rispondere all'appello degli ispettori. Chi non s'affacciava alle finestre di casa, chi non si rendeva visibile era considerato malato e quindi pericoloso. Con il '700 i mostri diventano individui asociali da correggere e raddrizzare. Due le figure centrali: la posseduta e poi, in seguito ai nuovi rapporti fra organizzazione familiare e sessualità, l'onanista. Entrato nelle camere da letto, nella sfera più privata, il potere normalizzante rivela una straordinaria capacità di trasformarsi e rinnovarsi. Ubiquo e inafferrabile come Proteo, il dio delle metamorfosi, questo potere - conclude Foucault - arriva "a colonizzare e a soffocare sia il sapere medico che il potere giudiziario".
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