FOUCAULT I miei incorreggibili mostriUn testo inedito, una ristampa e un saggio
critico sul filosofo francese Ecco perché il suo
insegnamento rimane attuale a sedici anni dalla morte |
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| Michel Foucault, "Gli anormali" di Michel Foucault, Feltrinelli, pagg. 384,
L. 50.000 |
| Michel Foucault, "Io, Pierre Rivière avendo sgozzato mia madre, mia
sorella e mio fratello...", Einaudi, pagg. 291, L. 16.000 |
| Mariapaola Firmiani, "L'arcaico e l'attuale - Lévy-Bruhl Mauss Foucault", Bollati Boringhieri, pagg. 292, L. 42 .000 | L a ragione per cui i libri di Michel Foucault (1926- 1984)
letti anche a trent'anni di distanza appaiono ancora tanto belli
è semplice e seria allo stesso tempo. La conoscenza in campo -
la decisione di dire "la verità sul potere", ripercorrendo la
storia attraverso processi e memorie - ha qualità ormai difficili
da trovare. Non è mai fine a se stessa. Non ha nulla di
ricattatorio verso chi non sa, e neanche nasce dalla volontà di
potenza dell'autore. Anzi, Foucault sembra sparire nelle pieghe
del suo discorso per far emergere con la massima chiarezza un
quadro dentro cui il lettore si riconosce immediatamente.
Succede lo stesso con la psicoanalisi: i sintomi di un caso di
nevrosi ossessiva diventano subito i nostri, come poi, poche
pagine più avanti, quelli dell'isterico, e così via. Si è coinvolti
allo stesso modo nella lettura di questo corso tenuto al Collège
de France, nel 1974-75. Si segue un pensiero che funziona
come archivio e come strategia.
Da una parte c'è la dimensione "archeologica" che vuole
rendere visibile ciò che è nascosto nella storia. Dall'altra, la
volontà esplicita di tornare al presente e, interpretandolo,
modificarlo con l'azione.
Dalle profondità del moderno, Foucault porta a galla quegli
esempi che poi, schierati contro le istituzioni e il potere,
diventano punti di resistenza. Ripercorriamo, così, la
formazione delle norme che regolamentano l'espressione della
colpa, e soprattutto i silenzi, nella confessione cattolica. E
entriamo in un enorme dispositivo che, dai pensieri agli atti,
apre il discorso della sessualità. Con la nascita della figura del
mostro torniamo, invece, ad alcune celebri vicende giudiziarie:
ne ascoltiamo, a distanza di secoli, la voce finora ignorata. Se
ne ricava uno sguardo nuovo sulla attuale e dibattuta crisi
delle identità, come mette in rilievo il saggio di Mariapaola
Fimiani, L'arcaico e l'attuale, dedicato a Lévy-Bruhl, Mauss e
Foucault.
Assieme a questo saggio che ripropone il progetto foucaultiano di
una "etnologia" di noi stessi - un'antropologia delle società
contemporanee - e a riprova del rinnovato interesse per il filosofo
francese, torna dopo 25 anni da Einaudi l'intero dossier
(istruttoria, processo e articoli di giornale) su un caso di
parricidio che nell'800 fece enorme scalpore. Il tutto
accompagnato dalla memoria scritta dall'assassino ventenne e
intitolata Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia madre, mia
sorella e mio fratello... La vicenda di una famiglia contadina
"seppellita" nelle campagne francesi, sotto Luigi Filippo, rivive
in un quadro di lucida follia. Pierre racconta, dà le sue
motivazioni: decise di uccidere per sfidare la legge, per innalzarsi
sopra gli altri e salvare il proprio padre. È il delirio di un giovane
perso nei campi a parlare da solo, costretto lontano da qualunque
femmina (umana o animale) per non ingravidarla con il fluido
fecondatore che emanava dalla sua persona.
Anche il corso sugli Anormali procede per casi individuali: il
delitto totalmente gratuito di Henriette Cornier, che taglia la testa
di una bambina appena conosciuta; la storia delle sorelle siamesi
che pare uscita dalle pagine di cronaca dell'altro ieri. O ancora la
vicenda processuale dell'ermafrodito di Rouen, che nel 1601 è
condannato per aver sposato una donna pur avendo un sesso
femminile. Ma in appello l'esame anatomico è più dettagliato:
Foucault lo racconta come se si trattasse di un romanzo
poliziesco.
Ancora una volta il paragone è con Freud che, a esempio nel caso
di Dora, alterna sapientemente indizi e rivelazioni. In più, nel
corso sugli Anormali, si evidenzia la qualità visiva del pensiero di
Foucault, che ritma le scene dei suoi saggi con immagini o veri e
propri quadri. Lo si era già visto con La nave dei folli che
accompagna il lettore della Storia della follia, o con Las meninas
di Velazquez, punto di partenza delle Parole e le cose.
È il trionfo di un certo modo di lavorare, che non ha nulla a che
vedere con il sapere universitario. Porge la storia rovesciando i
termini e mettendo ciascuno di noi nella posizione dell'anormale,
che deve essere corretto, "sorvegliato e punito".
Medici, psichiatri e carcerieri usano - spiega Foucault - un
metodo messo a punto secoli fa, durante le epidemie di peste.
Quando le città erano in quarantena, gli abitanti dovevano
rispondere all'appello degli ispettori. Chi non s'affacciava alle
finestre di casa, chi non si rendeva visibile era considerato malato
e quindi pericoloso.
Con il '700 i mostri diventano individui asociali da correggere e
raddrizzare. Due le figure centrali: la posseduta e poi, in seguito
ai nuovi rapporti fra organizzazione familiare e sessualità,
l'onanista. Entrato nelle camere da letto, nella sfera più privata, il
potere normalizzante rivela una straordinaria capacità di
trasformarsi e rinnovarsi. Ubiquo e inafferrabile come Proteo, il
dio delle metamorfosi, questo potere - conclude Foucault - arriva
"a colonizzare e a soffocare sia il sapere medico che il potere
giudiziario". |