RASSEGNA STAMPA

18 GIUGNO 2000
ANGELO M. PETRONI
Il ritorno degli interessi
Raffaele De Mucci, "Micropolitica", Rubbetino, Soveria Mannelli 2000, pagg. 366 L. 35.000
le scienze della politica hanno conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi decenni. Tale sviluppo ha seguito diverse direzioni. Vi è stato innanzitutto uno sviluppo degli studi di tipo empirico e quantitativo sui comportamenti elettorali, le politiche pubbliche, le coalizioni, la classe politica, e molto altro ancora. Ma vi è stato anche uno sviluppo importante degli studi di tipo teorico, tanto nel mondo anglosassone quanto nel mondo di lingua tedesca. La ricerca teorica ha avuto due direzioni principali. La prima ha considerato la politica come fenomeno sociale di larga scala. Ne ha analizzato quindi essenzialmente i suoi aspetti strutturali e sistemici. La seconda direzione ha riguardato invece l'analisi della politica dal punto di vista degli interessi e delle decisioni dei singoli individui che ne sono coinvolti, elettori, rappresentanti, burocrati.
A questo secondo aspetto dell'analisi della politica è dedicato il volume di Raffaele De Mucci Micropolitica, che appare nella collana del Centro di metodologia delle Scienze sociali della Luiss di Roma. "Micropolitica" è intesa da De Mucci come "una duplice prospettiva - di teoria e di metodo - attraverso la quale i fenomeni politici sono considerati come conseguenze di azioni di individui e fra individui, ed è intesa inoltre nel senso che queste relazioni specificamente politiche possono essere colte non solo nelle grandi organizzazioni (come lo Stato) ma anche nei gruppi più piccoli con gradi minimi di complessità sociale e di istituzionalizzazione". Questo approccio è strettamente collegato con una prospettiva metodologica di stampo individualistico, nell'accezione che a questo termine è stato dato dalla tradizione che va da Menger a Schumpeter a Popper ad Hayek, sino alla scuola dell'analisi economica delle scelte pubbliche, della quale l'esponente più noto è il Premio Nobel James Buchanan. Un individualismo "metodologico" che, come strumento analitico, deve essere tenuto distinto dall'individualismo morale e politico, che è il fondamento del liberalismo e che pure ha molteplici rapporti genetici e teorici con il primo.
L'approccio individualistico alla politica e alla società in generale ha indubbiamente aumentato molto la sua attrattività in seguito alla cosiddetta "fine delle ideologie". Finché la politica era dominata dalle grandi ideologie e dai partiti di massa che ne erano portatori ogni analisi di tipo "micro" sembrava del tutto inadeguata, anche se in realtà non lo era affatto. Ma oggi che a dominare la politica sembrano essere gli interessi più che l'ideologia la situazione è radicalmente mutata.
Il libro di De Mucci fornisce una panoramica veramente completa e chiara delle diverse aree che sono oggetto dell'analisi individualistica: dal potere politico ai metodi di decisione collettiva, dalla burocrazia alla rappresentanza alla teoria della democrazia.
Particolarmente interessante è il capitolo dedicato ai sistemi elettorali. Dopo aver illustrato le varie procedure elettorali, i loro problemi e paradossi, De Mucci ne conclude che "nessuna di esse è in grado di riflettere fedelmente le preferenze dei votanti, amalgamandole in modo imparziale, cioè senza violare i requisiti di equità e di coerenza. Esistono, perciò, metodi diversi che producono esiti diversi nelle scelte collettive: e tutti sono equi o efficienti in modo diverso perché riflettono differenti principi etici. E' sostanzialmente questa la ragione che verifica nella pratica ogni sforzo di costruire un sistema elettorale "perfetto" nelle diverse situazioni sociali in cui serve escogitare un complesso di regole procedurali per la formazione di decisioni politiche, dalle più semplici alle più complesse". Una conclusione sulla quale dovrebbero riflettere tutti coloro - e sono molti - che in Italia discutono di sistemi elettorali come se la scelta tra l'uno o l'altro fosse una questione di verità assoluta, e non piuttosto di individuare il sistema meno problematico e, più adatto alla realtà di un particolare momento storico.
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vedi anche
Filosofia (e) politica