RASSEGNA STAMPA

8 GIUGNO 2000
ALESSANDRA FARKAS
"Bisogna salvare la Terra La politica non c'entra"
Dalla sua posizione privilegiata di scienziato al di sopra delle parti, Donald Kennedy - il direttore di Science , la rivista scientifica più importante d'America, una delle più autorevoli al mondo - lancia un monito ai governi della Terra. "Superate le ideologie, perché la lotta per salvare il pianeta non deve avere un colore politico. E non è vero che chi difende l'ambiente è contro il libero mercato e chi lo inquina è a favore".
È dunque possibile accantonare la politica per il bene comune dell'umanità?
"Certo. Tengo a precisare che quando il presidente Bush ha deciso di abbandonare l'impegno per ridurre le emissioni di anidride carbonica, siamo stati molto critici nei nostri editoriali. Ma proprio perché pensiamo che il consenso pressoché unanime del mondo scientifico sull'impatto umano nell'effetto serra sia un'argomentazione non solo convincente ma anche del tutto disinteressata".
Anche il rapporto dell'Accademia delle Scienze commissionato dalla Casa Bianca conferma questa tesi.
"Sì. È importante che anche questa prestigiosa e autorevole Accademia si sia aggiunta alle innumerevoli organizzazioni scientifiche che sostengono la tesi secondo cui l'inquinamento è prodotto dall'uomo: l'unico che può intervenire per fermarlo".
Come si fa a convincere anche i politici?
"L'unico modo è ribadire senza stancarsi gli incontrovertibili fatti scientifici. Ed è importante che a farlo siano fonti oggettive, inoppugnabili e al di sopra delle parti. Come la National Academy of Science, appunto".
In nome della scienza può Bush ignorare le attese delle lobby petrolifere che l'hanno eletto?
"Anche da noi in America i politici si sensibilizzano ai problemi quando è la società a chiederlo ad alta voce. Ormai la posizione "inquinante" sta perdendo consensi persino al suo interno. Basti pensare che oggi British Petroleum, Shell e altre grandi compagnie chiedono di regolare le emissioni di anidride carbonica. La prima lo fa già su base volontaria. Si tratta di un trend inarrestabile, sostenuto dai media e che il rapporto di ieri accellererà".
Come?
"Mettendo in crisi la politica tradizionale. Pensi a James Jerrold, senatore del Vermont, che ha deciso di abbandonare il partito repubblicano perché non si riconosceva più nella politica anti-ambientale di Bush. Altri potrebbero imitarlo, non solo in Usa".
Pensa che la risposta possa venire dalle nuove tecnologie?
"Non ne sappiamo abbastanza per dire quale innovazione tecnologica ci salverà. La strategia migliore, oltre all'utilizzo di energie alternative, è risparmiare e conservare ciò che abbiamo già. Come sta succedendo in California, tra il grande stupore degli economisti".
E' ottimista?
"A breve scadenza lo sono, ma solo a condizione di un considerevole risveglio dei governi mondiali sul problema del cambiamento climatico".
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