RASSEGNA STAMPA

8 GIUGNO 2000
MYRIAM MAFAI
LA RAGIONE DELLE DONNE
Una vittoria della sinistra, certamente, che si era battuta perché la norma che vietava la fecondazione eterologa, unico caso in Europa, venisse cancellata dalla legge in discussione al Senato. Un successo reso possibile anche dall'atteggiamento di senatori o senatrici del Polo che da laici e liberali hanno votato in modo autonomo senza tener conto e contro le indicazioni dei rispettivi capigruppo. Una vittoria infine delle donne, dei loro diritti e della loro libertà.
Ma, forse e soprattutto, una vittoria della ragione e del buonsenso che sottrae la questione della fecondazione eterologa all'incerto e controverso campo della valutazione del giudizio morale e la ricolloca nel luogo che le appartiene: quello della validità, dell'efficacia e della opportunità clinica. Perché se la legge sulla fecondazione assistita ha l'obiettivo che si propone, quello cioè di curare o mettere rimedio alla sterilità di tante coppie, un fenomeno purtroppo crescente nel nostro come in altri paesi occidentali, allora appare irragionevole, perfino punitivo rispetto alle attese e alle sofferenze di tante donne e uomini, escludere e condannare come un reato il ricorso alla fecondazione eterologa, unico metodo in molti casi per risolvere il problema della sterilità.
L'opinione dei medici e di quanti si occupano del problema è univoca: nella maggior parte dei casi la impossibilità di procreare è determinata da una infertilità del partner maschile e quindi il ricorso alla fecondazione omologa non risolve il problema. È ALLORA e solo allora che la donna si vede obbligata a fare ricorso a un donatore, unica pratica che può consentirle di mettere al mondo un figlio che abbia almeno in parte il suo patrimonio biologico. Solo chi non ha rispetto per le donne può pensare che questa sia una scelta facile. Di una scelta molto sofferta si tratta invece che può dar luogo anche a possibili turbamenti psicologici per la donna e per la coppia (per l'ombra mai del tutto cancellabile del donatore sconosciuto). Ma non è su questo terreno, delle scelte e delle responsabilità individuali che deve intervenire la legge che dovrà preoccuparsi soltanto di tutelare il bambino nato da questa scelta e al quale va garantito lo status di figlio legittimo quando ci sia stato da parte del marito o del convivente il consenso al ricorso alla fecondazione eterologa.
Non si capisce dunque perché da parte cattolica si sia scelto questo terreno per condurre lo scorso anno alla Camera e oggi al Senato un'aspra battaglia di principio non solo contro la libertà delle donne e la loro ricerca di maternità quando questa sia stata loro negata dalla natura, ma anche contro tutta la ricerca medica e scientifica.
Ma anche contro tutta la ricerca medica e scientifica che si adopera per mettere riparo alla loro sofferenza.
Intendiamoci: è del tutto comprensibile e assolutamente rispettabile la scelta del cattolico e della Chiesa di rifiutare e condannare il ricorso alla fecondazione eterologa, equiparata di fatto all'adulterio.
È ben nota la severità della Chiesa in materia di comportamenti sessuali (è di ieri il monito di "Famiglia Cristiana" che addirittura qualifica come peccaminosa anche una relazione sentimentale via Internet...!). Ma appare davvero eccessivo tentare di imporre questi principii a tutti gli italiani, a un paese moderno che crede sempre di più nei valori della libertà individuale, nella possibilità e nel diritto di ognuno di scegliersi il proprio stile di vita anche nei comportamenti sessuali e nella vita di coppia. In questo tentativo di imporre a tutti gli italiani principii morali propri dei cattolici nel tentativo di ottenere dal nostro Parlamento una legge coerente con quei principii si rivela un eccesso di sicurezza quel tanto di arroganza che si è manifestata e si sta manifestando forse senza provocare un'adeguata reazione anche nel modo con il quale la Chiesa sta conducendo la sua campagna contro il Gay Pride.
E c'è nella durezza di queste posizioni delle gerarchie anche il tentativo di ricondurre tutti i cattolici che operano in politica a una totale obbedienza e ad unità di comportamenti. Ricordo lo scorso anno e sempre a proposito della legge sulla fecondazione assistita la dura polemica dei vescovi contro l'onorevole Russo Jervolino che come presidente della Commissione si era espressa a favore della evidente costituzionalità della legge. È possibile che dopo le contraddittorie votazioni di ieri la legge non riesca a vedere la luce in questa legislatura il che significa che le coppie sterili potranno continuare a chiedere e ottenere la fecondazione omologa negli istituti pubblici e a chiedere e ottenere quella eterologa negli istituti privati. La nuova legge infatti anziché allargare riduceva gli spazi di libertà già oggi consentiti e praticati. Un bell'assurdo dunque. Ieri si è condotta al Senato una battaglia che ha registrato senza dubbio una vittoria della sinistra e un successo delle forze laiche a favore della libertà delle donne. Ma le incertezze sono ancora molte e in queste condizioni, con questi schieramenti incerti e divisi è forse inevitabile rimandare a un'altra data una più serena discussione sulla materia e la eventuale approvazione di una organica legge in linea con quelle vigenti in Europa.
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vedi anche
La legge sulla fecondazione