Eros ed ethos, il conflitto eterno
tra due principi indissolubili| Nel saggio di Sergio Givone una lettura di Kleist è il modo per affrontare il nesso mai risolto
che lega e allontana al contempo le istanze pulsionali e quelle dell'"ordine" |
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| Sergio Givone, " Eros/Ethos", Einaudi, pagine 138, lire 26.000 | C'è un punto, nel nuovo lavoro di Sergio Givone, in cui la fitta argomentazione, fatta di costanti riferimenti ad autori e opere della tradizione occidentale, vicina e lontana, si dispiega in una più evidente volontà ermeneutica, nella necessità di aderire a un testo per estrarne quanto più possibile. Si tratta del capitolo quinto, non a caso intitolato "Fabula", dove il filosofo affronta una lettura del celebre racconto di Kleist "La marchesa Von O".In esso, Givone individua un nesso interessante e prolifico tra le due parole che danno il titolo all'intero libro, eros ed ethos appunto, separati da un trattino che sta a significare, insieme, la loro reciproca alterità e inscindibilità, La storia di Kleist è nota.Una Marchesa, durante le guerre d'Italia, vedova e madre di due figli, fa pubblicare sui giornali una lettera nella quale dichiara di trovarsi incinta, senza " sapere come", e invita il padre del nascituro a presentarsi, per sposarlo. A partire da questo memorabile inizio entra in gioco una vera e propria retorica del racconto in cui, a farla da padrone, sono appunto eros, la dimensione pulsionale e nascosta del tutto nell'oscurità, ancora priva di agnizione, e ethos, l'insieme, in questo caso, dei comportamenti sociali, del controllo che essi continuamente esercitano sul dominio di eros. Ma la contrapposizione tra eros ed ethos assume, in questo racconto, una versione per certi versi inedita, Il conte russo si presenta per chiedere la mano della marchesa, comunicando la sua grande passione nei suoi confronti, e insieme riconoscendo la propria colpa. La dialettica che si dispiega in questo frangente narrativo, e determina in un certo senso, l'invasione di eros nel campo dì ethos, che viene allontanato nelle sue funzioni di controllo e di giudizio. Ma, nello stesso tempo, è l'elemento erotico, che attraversa tutto il racconto scardinando ogni possibilità dì compromesso, a farsi esso stesso ethos, senso del dovere, necessità di riparazione.
Leggendo Kleist Givone dispiega una un relazione a un testo letterario quanto andava preparando, fin dagli inizi del suo saggio. Che mira ad affrontare appunto quel nesso mai risolto che lega e insieme allontana eros da ethos. Per far questo, in ognuno dei capitoli l'autore si dedica a
sciogliere una serie di nodi concettuali. E attraverso la lettura di testi che fanno da cardine per la sua interpretazione. E' il caso della riflessione sulla violenza e sul dolore, come condizione ineluttabile dell'essere ed estrema identificazione dell'ethos con la figura del potere, del Leviatano. Seguendo le varie trasformazioni di eros, Givone giunge a toccare quegli snodi interpretativi che, fissando la contrapposizione e inscindibilità di ethos e eros, hanno elaborato modelli di comprensione ulteriori. E il caso della concezione della tragedia in Nietzsche, dove l'urgenza di eros rivive trasformata in Dioniso, è ancora il caso di Dostoevskij, nell'identificazione di un conflitto insanabile nella volontà dell'uomo.
Il problema posto diventa così quello di un ritorno all'origine, per comprendere le ragioni di una successiva divisione tra l'inappellabile legge dell'ethos e la continua, incontrollabile invasivìtà di eros. Questa origine rivive, per Gìvone, nell'arte, nella poesia, che testimonia di quel momento aurorale ponendo in un legame inscindibile poesia e verità. Ma si tratta di una sopravvivenza tragica, basata sulla consapevolezza che il mito è impossibile, seppure necessario, e in questa tragicità soltanto può continuare a sopravvivere.
Tuttavia, tornare a riflettere su ciò che è "intimior intimo meo" significa accettare il tratto che separa e unisce eros e ethos, e così facendo vedere in una più chiara luce le infinite contraddizioni che sono scaturite nella storia del nostro pensiero. |