E' ancora libero di agire il killer della Grande estinzione di massa| Ne "La vita in bilico" Niles Eldredge denuncia la scomparsa di milioni di specie viventi
per mano dell'uomo. E' accaduto altre volte nella storia del pianeta, ma mai in maniera deliberata |
| Pochi la vedono. Ma è in corso una strage. Una strage dalle dimensioni immani. Anzi, una "Grande Estinzione di Massa". La sesta in ordine di tempo, da mezzo miliardo di anni a questa parte. La peggiore, per rapidità ed efficacia. E' una strage un po' strana, questa Sesta Grande Estinzione di Massa. Perché non sappiamo chi muore. Ma conosciamo l'assassino.
E' un reo confesso. A questo giallo e alla sua soluzione è dedicato un libro appassionante e appassionato, "La vita in bilico", che l'americano Niles Eldredge, grande esperto di animali invertebrati e illustre teorico dell'evoluzione biologica, ha appena pubblicato in italiano per i tipi della Einaudi. Un libro da leggere. Perché coinvolge. E ci coinvolge. Già, perché (lo avrete intuito) il killer reo confesso, e tuttavia ancora in azione, è l'uomo. Mentre le sue vittime, per lo più sconosciute, non sono solo moltitudini di individui, ma grandi insiemi di individui: intere specie viventi. Noi tutti ne cancelliamo dalla faccia della Terra, più o meno, 27.000 all'anno, 74 al giorno, 3 ogni ora. E neppure ce ne accorgiamo. E neppure le conosciamo. Sulla Terra vivono da 10 a 100 milioni di specie viventi. Ne abbiamo classificato e quindi ce ne sono note solo 1,6 milioni. L'insieme di tutte le specie viventi, note e ignote, costituisce un grande patrimonio: il patrimonio della biodiversità. I 10 o i 100 milioni di specie diverse, infatti, non sono solo legate tra loro da un fronzuto albero di relazioni evolutive: discendono (discendiamo) tutte da un medesimo antenato comune. Ma sono legate tra loro da un intricato cespuglio di relazioni ecologiche. La scomparsa dì una, può rivelarsi una catastrofe per molte e molte altre. Ora questo patrimonio, il numero delle specie, è sempre aumentato nel corso della lunga storia (circa 4 miliardi di anni) della vita. Anche se la biodiversità ha subito spesso delle crisi. In particolare, da quando esiste la vita animale vi sono state cinque grandi estinzioni di massa, in cui sono scomparse ogni volta almeno il 65% delle specie. In un caso, nel corso della crisi del Permiano, 245 milioni di anni fa, sparì addirittura il 96% delle specie. Tuttavia dopo ogni crisi, la biodiversità è riesplosa e, in breve, il numero delle specie ha recuperato la sua antica abbondanza.
Noi non conosciamo le cause delle grandi estinzioni di massa del passato. Forse l'ultima, quella che vide la scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa, fu causata dall'impatto di un grosso meteorite con la Terra. Tuttavia sappiamo (con relativa sicurezza) che la velocità di estinzione delle specie in ciascuna di quelle crisi fu inferiore alla velocità di estinzione delle specie che è in atto oggi. Se la causa dell'attuale estinzione non viene rimossa, nel giro di un secolo potrebbe sparire un quarto dell'intero patrimonio di biodiversità del pianeta. E nel giro di mezzo millennio, potrebbero sparire quasi tutte le specie viventi. Ma perché preoccuparci? Perché non lasciare che l'evoluzione segua il suo corso e la biosfera riviva uno delle sue ricorrenti e creative crisi? Perché, rileva Eldredge, la crisi attuale ha una specificità che va oltre l'inusitata rapidità del tasso di estinzione.
Ogni volta, in passato, la fase creativa, con l'origine di nuove specie e l'esplosione di nuova biodiversità, è iniziata quando la causa dell'estinzione è stata rimossa. Oggi ci troviamo di fronte a una causa (l'uomo, con la sua crescita demografica) che non è stata rimossa. E anche vero, però, che questa volta la causa ha una sia pur pallida coscienza di ciò che sta provocando. La speranza è che questa causa auto-cosciente dell'estinzione si autorimuova. Deve solo seguire le indicazioni proposte da Niles Eldredge. Ral-lentare fino a bloccare la sua crescita demografica. Rallentare fino a bloccare l'impatto sull'ambiente della sua insostenibile economia. |