RASSEGNA STAMPA

31 MARZO 2000
PIER LUIGI FORNARI
Un altro stop al Senato per la legge sulla fecondazione assistita mentre i giudici non si fermano
Utero in affitto, ok dal Tribunale
Respinto il ricorso della Procura di Roma. Appello in Cassazione
Mentre il Senato mette in lista di attesa almeno fino alle regionali la legge che dovrebbe bloccare il Far West della procreatica, scatta un nuovo via libera per l'utero in affitto. Il Tribunale Civile di Roma ha infatti rigettato il reclamo della Procura contro il "semaforo verde" alla maternità surrogata concesso il 17 febbraio scorso dal giudice Chiara Schettini. Tanto è bastato a Pasquale Billotta, il ginecologo autorizzato a effettuare la prestazione, per annunciare che entro maggio effettuerà l'intervento. Ma per il Forum delle Associazioni familiari, che per primo ha presentato ricorso, non si può utilizzare "la decisione del Tribunale per avallare la maternità surrogata". E Aldo Pagni il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici avverte: "È una situazione molto intricata: non sappiamo a questo punto come agire". "Il medico - aggiunge - è stretto tra due fuochi: da una parte ha un contratto con i due coniugi, i quali potrebbero chiedergli i danni; dall'altra ha l'obbligo di ottemperare al codice deontologico. Non so cosa deciderà il presidente dell'Ordine di Roma". La motivazione con cui il Tribunale Civile respinge il reclamo della Federazione degli Ordini dei Medici appare assai poco comprensibile alla luce del buon senso. L'ordinanza di ieri infatti da un lato respinge il reclamo dall'altro conferma "il diritto" della Federazione di "esercitare l'azione disciplinare ed eventualmente comminare la relativa sanzione". Il medico, sottolineano i giudici, non è "condannato" a eseguire la prestazione contrattuale, ma solo "autorizzato". L'autorizzazione "rimuove un limite all'esercizio dell'attività del sanitario", ma lascia il ginecologo "esposto alle eventuali conseguenze derivanti dal contrasto delle norme del proprio codice deontologico con la prestazione medica". Nelle sei pagine della motivazione della undicesima sezione del Tribunale Civile di Roma (presidente Roberto Quintavalle) si spiega anche perché viene considerato inammissibile il reclamo del pool "Affari civili" della Procura di Roma. Secondo il Tribunale la Procura in questo caso non ha il potere di proporre il reclamo. Lo avrebbe potuto fare, chiariscono i giudici, solo se una delle "parti legittimate all'impugnazione", ossia Billotta o la coppia stessa, lo avesse sollecitato ad intervenire. Circostanza che non si è verificata. La procura di Roma, quindi, potrà intervenire solo nel giudizio di merito che probabilmente si svolgerà ad intervento ginecologico già effettuato. Sembra comunque che il pool "Affari civili" intenda ricorrere in Cassazione. Secondo i legali del Forum delle associazioni familiari ci si trova di fronte a "una vera e propria contraddizione", in quanto il Tribunale civile riconosce che il pubblico ministero doveva intervenire nel corso del procedimento, "ma prende atto che non è stato citato". In questo modo rimane sprovvista di qualsiasi tutela la persona che dovrà nascere. Il cartello delle 32 associazioni familiari rileva inoltre che il Tribunale non prende una posizione di merito, "ma l'insistente richiamo ai poteri decisionali della Federazione dell'Ordine dei medici potrebbe essere interpretato come una indicazione certamente non favorevole alla maternità surrogata". Intanto al Senato mercoledì sera non si è arrivati neppure al voto dell'articolo 1 della legge che dovrebbe disciplinare la procreazione assistita, ma c'è stato solo un fuoco di fila contro la normativa di Prc, Verdi e Ds. "Non posso non registrare una volontà ostruzionistica che però, con riferimento ad alcuni particolari argomenti, è legittima", ha osservato il presidente del Senato Nicola Mancino in conclusione della seduta notturna. Per la presidente del Forum Luisa Santolini sono "inaccettabili le manovre dilatorie in corso al Senato e la scarsa attenzione che le forze politiche dedicano a questo problema, come dimostra il numero scarsissimo di senatori presenti l'altra sera in aula".
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