Un altro stop al Senato per la legge sulla fecondazione assistita mentre i giudici non si fermanoUtero in affitto, ok dal Tribunale Respinto il ricorso della Procura di Roma. Appello in Cassazione |
| Mentre il Senato mette in lista di attesa almeno fino alle regionali la legge che
dovrebbe bloccare il Far West della procreatica, scatta un nuovo via libera per l'utero in
affitto. Il Tribunale Civile di Roma ha infatti rigettato il reclamo della Procura contro il
"semaforo verde" alla maternità surrogata concesso il 17 febbraio scorso dal giudice Chiara
Schettini. Tanto è bastato a Pasquale Billotta, il ginecologo autorizzato a effettuare la
prestazione, per annunciare che entro maggio effettuerà l'intervento.
Ma per il Forum delle Associazioni familiari, che per primo ha presentato ricorso, non si
può utilizzare "la decisione del Tribunale per avallare la maternità surrogata". E Aldo Pagni
il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici avverte: "È una situazione molto
intricata: non sappiamo a questo punto come agire". "Il medico - aggiunge - è stretto tra
due fuochi: da una parte ha un contratto con i due coniugi, i quali potrebbero chiedergli i
danni; dall'altra ha l'obbligo di ottemperare al codice deontologico. Non so cosa deciderà il
presidente dell'Ordine di Roma".
La motivazione con cui il Tribunale Civile respinge il reclamo della Federazione degli Ordini
dei Medici appare assai poco comprensibile alla luce del buon senso. L'ordinanza di ieri
infatti da un lato respinge il reclamo dall'altro conferma "il diritto" della Federazione di
"esercitare l'azione disciplinare ed eventualmente comminare la relativa sanzione". Il
medico, sottolineano i giudici, non è "condannato" a eseguire la prestazione contrattuale,
ma solo "autorizzato". L'autorizzazione "rimuove un limite all'esercizio dell'attività del
sanitario", ma lascia il ginecologo "esposto alle eventuali conseguenze derivanti dal
contrasto delle norme del proprio codice deontologico con la prestazione medica".
Nelle sei pagine della motivazione della undicesima sezione del Tribunale Civile di Roma
(presidente Roberto Quintavalle) si spiega anche perché viene considerato inammissibile il
reclamo del pool "Affari civili" della Procura di Roma. Secondo il Tribunale la Procura in
questo caso non ha il potere di proporre il reclamo. Lo avrebbe potuto fare, chiariscono i
giudici, solo se una delle "parti legittimate all'impugnazione", ossia Billotta o la coppia
stessa, lo avesse sollecitato ad intervenire. Circostanza che non si è verificata. La procura di
Roma, quindi, potrà intervenire solo nel giudizio di merito che probabilmente si svolgerà ad
intervento ginecologico già effettuato. Sembra comunque che il pool "Affari civili" intenda
ricorrere in Cassazione.
Secondo i legali del Forum delle associazioni familiari ci si trova di fronte a "una vera e
propria contraddizione", in quanto il Tribunale civile riconosce che il pubblico ministero
doveva intervenire nel corso del procedimento, "ma prende atto che non è stato citato". In
questo modo rimane sprovvista di qualsiasi tutela la persona che dovrà nascere. Il cartello
delle 32 associazioni familiari rileva inoltre che il Tribunale non prende una posizione di
merito, "ma l'insistente richiamo ai poteri decisionali della Federazione dell'Ordine dei
medici potrebbe essere interpretato come una indicazione certamente non favorevole alla
maternità surrogata".
Intanto al Senato mercoledì sera non si è arrivati neppure al voto dell'articolo 1 della legge
che dovrebbe disciplinare la procreazione assistita, ma c'è stato solo un fuoco di fila contro
la normativa di Prc, Verdi e Ds. "Non posso non registrare una volontà ostruzionistica che
però, con riferimento ad alcuni particolari argomenti, è legittima", ha osservato il presidente
del Senato Nicola Mancino in conclusione della seduta notturna. Per la presidente del
Forum Luisa Santolini sono "inaccettabili le manovre dilatorie in corso al Senato e la scarsa
attenzione che le forze politiche dedicano a questo problema, come dimostra il numero
scarsissimo di senatori presenti l'altra sera in aula". |