Cercando l'anima nel cyborgLa scienza attuale rende più concreta la percezione dell'interiorità: da oggi
se ne parla a Milano. A colloquio con Basti "Tra mente e corpo un continuo flusso d'informazioni. Sul "dopo morte" Tommaso
ha ancora molto da dirci" "Emergono nuove piste d'indagine, ma la trascendenza sembra scomparsa dalla cultura di massa" |
| "Oggi si può impostare su basi scientifiche una teoria dell'anima. Alla luce delle moderne
scienze cognitive, l'anima - il soggetto metafisico di quelle funzioni psichiche che chiamiamo
"mente" - non ha rilevanza soltanto dal punto di vista religioso, mistico o poetico: diventa
una realtà oggettiva, evidente quanto il corpo". Don Gianfranco Basti, 46 anni, romano,
docente di filosofia della natura e della scienza alla Pontificia Università Lateranense, è
conosciuto nel campo delle reti neurali: è stato ricercatore presso il Cnr e l'Istituto nazionale
di fisica nucleare, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Mai come in questo
momento - egli sostiene - è indispensabile che siano ben chiari i rapporti tra anima, mente e
corpo. Lo spiegherà nel suo intervento al convegno che si apre oggi a Milano, al centro
congressi della Cariplo, organizzato dalla Fondazione Carlo Erba, sul tema: "Emergence of
the mind" ("L'emergere della mente"). Secondo il professore, la rilevanza scientifica assunta
dalla mente è un fatto che non interessa soltanto teologi, filosofi e scienziati ma direttamente
tutti i credenti: "Ai loro occhi, se ci si basa sulle scienze che studiano il funzionamento della
mente, si apre una nuova possibilità di spiegazione della sopravvivenza dell'anima".
| Perché oggi è possibile impostare su basi scientifiche una teoria dell'anima? |
"Alla luce delle teorie cognitiviste, abbiamo scoperto che l'anima si manifesta empiricamente
come un flusso di informazioni, unico e irripetibile. Con il corpo, allora, l'anima (che non può
scambiare energia, come invece erroneamente sosteneva Cartesio) scambia informazione.
Dopo la morte del corpo, l'anima può rimanere viva a patto che "qualcosa" le fornisca
informazione. La teologia - quella di Tommaso d'Aquino in particolare - suggerisce che
potrebbe essere Dio, che in questo modo "informa" già gli angeli (non avendo un corpo,
solo così essi possono ricevere informazione sul mondo). L'anima, allora, può continuare a
vivere, nell'attesa - come suggerisce il dogma della resurrezione - di poter tornare a
organizzare una materia: quella del corpo individuale di ciascuno di noi".
| Qual è l'elemento in più, rispetto alla teoria tomista, che la scienza fornisce al
credente? |
"C'è un motivo in più per credere che la fede è conforme alla ragione. La metafisica,
parlando dell'anima come della componente informazionale della persona, offre al credente
una nuova pista da seguire, con il sostegno delle scienze cognitive. Questa ipotesi di
sopravvivenza è sostenuta, in contesti non-religiosi, anche da scienziati come Philip
Johnson-Laird, dell'università di Princeton (Usa), uno degli iniziatori dell'approccio cognitivo
allo studio della mente".
| Perché oggi è tanto attuale, anche sul piano scientifico, l'antica discussione sul
rapporto corpo-mente? |
"Prima di tutto perché bisogna evitare il rischio di cadere in convinzioni materialiste.
Potremmo pensare: siccome siamo capaci di simulare nei computer certe funzioni del
cervello, abbiamo la prova che l'anima non esiste. Il secondo rischio è che in una società
come l'attuale, che dipende sempre più dalle macchine, se continuiamo a costruirne di
sempre più potenti, ma stupide, finiremo per non riuscire più a controllarle".
| Sembrerebbe vero il contrario, che cioè dobbiamo guardarci dalle macchine sempre
più intelligenti... |
"I computer sempre più potenti ma stupidi sono un'arma senza sicura. Oggi, per esempio, i
computer "stupidi" permettono di fare operazioni "in tempo reale" sulle borse di tutto il
mondo. Le banche centrali, però, non possono fronteggiare le speculazioni destabilizzanti:
gli strumenti di calcolo di cui dispongono non sono sufficientemente raffinati. Altro esempio
può essere l'incapacità dei radar di distinguere fra tracce di aerei troppo vicini. I cosiddetti
"missili intelligenti" sono molto più stupidi di un falco. Le tristi conseguenze di questa
stupidità sono note a tutti".
| Alle macchine mancherà sempre l'intelligenza umana. Ma, da un punto di vista
strettamente empirico, scientifico, in che cosa consiste questa carenza? |
"Il nostro cervello è composto da dieci miliardi di neuroni. Ogni neurone può compiere
circa dieci operazioni al secondo. L'unità di calcolo (il "neurone artificiale") di un computer
in commercio ne compie invece 200 milioni al secondo. I computer, però, non sanno
simulare il calcolo parallelo che avviene nel cervello umano. Quando un portiere si accinge a
parare un rigore, in un decimo di secondo il suo cervello riesce a compiere milioni di
operazioni di coordinamento dei muscoli. Organizza una rete di calcolo di milioni di neuroni
che simultaneamente, in tempo reale, eseguono quell'operazione".
| I computer sono stupidi perché non abbiamo ancora capito come funziona il nostro
cervello? |
"La mente è in grado di cambiare il proprio programma di funzionamento a seconda delle
situazioni, cioè dei contenuti del pensiero e dell'azione. Si vede benissimo con la "Pet"
(Positron emission tomography) che è capace di "filmare'' il cervello mentre agisce. Quando
parliamo e agiamo, il cervello attiva tante reti neurali diverse. Ma non abbiamo ancora
imparato le logiche del calcolo parallelo".
| I guru di quella che ormai è sempre meno fantascienza ipotizzano che il contenuto
della mente venga un giorno trasferito in un computer (al quale pertanto verrebbe
attribuita un'anima). Lei come la vede? |
"Ho già detto che ne parla anche Johnson-Laird, come di una forma alternativa di
immortalità. Secondo i principii della teoria tomista, Dio ha dato l'anima a un certo prodotto
dell'evoluzione, quando questo ha potuto disporre di un sostrato materiale sufficientemente
complesso da supportare le funzioni ("mente") di un'anima razionale. In linea di principio,
nulla impedisce di ammettere che anche il cyborg (o l'extraterrestre), possano avere
un'anima, nell'ipotesi che siano in grado di soddisfare quella condizione. Ma, al di là della
fantascienza, va ribadito che la spiritualità dell'anima nasce da una relazione trascendentale
con l'Assoluto, direttamente col Creatore da cui deriva. Oggi la nozione di anima spirituale
sembra scomparsa dalla cultura di massa. Se in Usa si chiede a un ragazzo che cosa
significa la parola soul (anima), risponderà che vuol dire un certo tipo di musica jazz". |