| Troppe certezze sull'utero in affitto | CARO direttore, gesto d' amore o verdetto aberrante e
inaccettabile? Tutela del diritto della persona a diventare
genitore o violazione del principio della maternità naturale?
Di utero in affitto e di procreazione assistita si fa un gran
parlare e scrivere da una sponda all'altra. Difficile venirne a
capo, e decisivo per i nostri destini. Forse cercando un po'
indietro, troveremmo dei precedenti o delle linee guida.
Sfogliando per esempio la Bibbia, abbondano i riferimenti
alle gioie della fecondità e ai dolori della sterilità.
Ogni Capodanno ebraico ha inizio la lettura delle porzioni
settimanali dei cinque libri della Bibbia. Fin dall'inizio, in
Genesi, incontriamo Sara esuberante di felicità per la nascita
del figlio Isacco, dopo decenni di infertilità.
A proposito di procreazioni assistite vorrei ricordare la
disinvoltura con cui Sara raggiunge lo scopo desiderato con
l'ausilio divino che fa scendere su Abramo un sonno
profondo che lo rende ignaro di tutto, per fare entrare
segretamente la serva Agar e dopo nove mesi, ecco Isacco.
Nel libro di Samuele Anna invoca la nascita del figlio
Samuele.
ANCHE se scritti millenni fa questi racconti parlano ancora
direttamente al cuore di uomini e donne che non riescono a
concepire un figlio. Oggi le coppie in difficoltà, con il
progredire della scienza, possono sentirsi speranzose o
frustrate ma hanno possibilità di fruire di metodi sconosciuti
anche solo quindici o vent'anni fa. Convegni sulla fertilità si
stanno svolgendo ai quattro angoli della Terra, visto lo
smarrimento che provoca l'utero in affitto si dovrebbero
moltiplicare.
L'infertilità è una malattia che determina il destino delle
famiglie. Occorre aprire il dibattito su tutti i problemi che
hanno a che fare con la nascita dei bambini. Laici e
credenti, scienziati e giuristi, responsabili di comunità
religiose, di università rivelano perplessità nella ricerca a
risposte adeguate ai tempi che non si fermano. Le risposte
sono molteplici, a volte incerte o non in sintonia con la
realtà.
Il rabbino capo di Londra, professor Jonathan Sachs, ha
espresso grande apprezzamento la scorsa settimana per i
progressi compiuti dalla genetica. Parlando de "Il medico e
la fede - Dilemmi medici del XXI secolo" ha detto: "Questo
progresso promette grandi vantaggi nelle terapie future". Ma
ha aggiunto: "Ci sono questioni serie su dove andrà
l'ingegneria genetica. Un esempio: clonare i bambini in
sostituzione di un figlio perduto". Un altro problema:
"Quanto dovremmo sapere sul nostro futuro? Se dovessimo
sapere che fra vent'anni saremo gravemente ammalati,
abbiamo un diritto all'ignoranza?". |