RASSEGNA STAMPA

3 MARZO 2000
TULLIA ZEVI
Troppe certezze sull'utero in affitto
CARO direttore, gesto d' amore o verdetto aberrante e inaccettabile? Tutela del diritto della persona a diventare genitore o violazione del principio della maternità naturale? Di utero in affitto e di procreazione assistita si fa un gran parlare e scrivere da una sponda all'altra. Difficile venirne a capo, e decisivo per i nostri destini. Forse cercando un po' indietro, troveremmo dei precedenti o delle linee guida.
Sfogliando per esempio la Bibbia, abbondano i riferimenti alle gioie della fecondità e ai dolori della sterilità.
Ogni Capodanno ebraico ha inizio la lettura delle porzioni settimanali dei cinque libri della Bibbia. Fin dall'inizio, in Genesi, incontriamo Sara esuberante di felicità per la nascita del figlio Isacco, dopo decenni di infertilità. A proposito di procreazioni assistite vorrei ricordare la disinvoltura con cui Sara raggiunge lo scopo desiderato con l'ausilio divino che fa scendere su Abramo un sonno profondo che lo rende ignaro di tutto, per fare entrare segretamente la serva Agar e dopo nove mesi, ecco Isacco.
Nel libro di Samuele Anna invoca la nascita del figlio Samuele. ANCHE se scritti millenni fa questi racconti parlano ancora direttamente al cuore di uomini e donne che non riescono a concepire un figlio. Oggi le coppie in difficoltà, con il progredire della scienza, possono sentirsi speranzose o frustrate ma hanno possibilità di fruire di metodi sconosciuti anche solo quindici o vent'anni fa. Convegni sulla fertilità si stanno svolgendo ai quattro angoli della Terra, visto lo smarrimento che provoca l'utero in affitto si dovrebbero moltiplicare.
L'infertilità è una malattia che determina il destino delle famiglie. Occorre aprire il dibattito su tutti i problemi che hanno a che fare con la nascita dei bambini. Laici e credenti, scienziati e giuristi, responsabili di comunità religiose, di università rivelano perplessità nella ricerca a risposte adeguate ai tempi che non si fermano. Le risposte sono molteplici, a volte incerte o non in sintonia con la realtà. Il rabbino capo di Londra, professor Jonathan Sachs, ha espresso grande apprezzamento la scorsa settimana per i progressi compiuti dalla genetica. Parlando de "Il medico e la fede - Dilemmi medici del XXI secolo" ha detto: "Questo progresso promette grandi vantaggi nelle terapie future". Ma ha aggiunto: "Ci sono questioni serie su dove andrà l'ingegneria genetica. Un esempio: clonare i bambini in sostituzione di un figlio perduto". Un altro problema: "Quanto dovremmo sapere sul nostro futuro? Se dovessimo sapere che fra vent'anni saremo gravemente ammalati, abbiamo un diritto all'ignoranza?".
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