| Libere e liberi di scegliere |
| Ass. donne del Prc di Roma, Tavolo di donne sulla bioetica-Roma, Ufficio nuovi diritti Cgil naz., Sportello
donna Cgil Fp Roma Nord, Arcilesbica naz., Il Paese delle donne, Wilpf-Lega Internaz. delle donne per la pace e la
libertà-Italia, Coll. femminista "La mela di Eva", Coord. naz. donne per i consultori, Awmr-Ass. donne regione
mediterranea, Own-Older Women Network-Italia, Com. cristiana di base Isolotto-Firenze, Tavolo di donne sulla
bioetica-Napoli, Forum delle donne del Prc-Napoli, Donne Cgil Campania, Coord. donne Uil Campania, Cons. delle
elette del comune di Napoli, Donne Ds di Napoli e della Campania, Donne Pdci-Campania, Donne verdi-Campania,
Onda rosa-Napoli, Udi-Napoli, Arcidonna Napoli, Self, Arcidonna Palermo |
Il Senato si appresta a votare la legge 4048: "Disciplina della procreazione medicalmente assistita". Si tratta di una legge
negativa, approdata al Senato dopo che il dibattito alla Camera aveva introdotto mesi fa emendamenti perniciosi alla già
pessima proposta iniziale. Chiediamo pertanto che questo testo non venga approvato perché ciò costituirebbe un grave
arretramento della civiltà giuridica del nostro paese, un attentato ai diritti, alle conquiste, alla libertà delle donne. Critichiamo la
pretesa del legislatore di dar vita a una legge che regola i comportamenti privati e i modelli familiari. Essa, stabilendo l'equazione
tra la possibilità di accesso alla riproduzione medicalmente assistita e lo stato di infertilità, entra nel campo delle libere scelte
personali, torcendo l'uso delle biotecnologie secondo un modello etico di parte. Si fa infatti divieto di ricorrere alla cosiddetta
inseminazione eterologa (seme e ovulo fuori della coppia), prevedendo gravi sanzioni per i medici che contravvengano a tale
norma; e si stabilisce che le donne sole non hanno diritto di ricorrere alle Tecniche di riproduzione assistita (Tra). Così lo stato
pretende di regolamentare i rapporti affettivi e le scelte personali e di mettere sotto tutela le persone, annullando il principio
della responsabilità personale, cancellando la libertà e l'autonomia di donne e di uomini. Ignorando le grandi trasformazioni
intervenute nella società, nelle relazioni di coppia, nelle forme di convivenza tra le persone, si stabilisce in maniera autoritaria il
primato di un modello familiare e di un orientamento sessuale. Ma c'è di più e di peggio. La legge 4048, nell'articolo 1, prevede
l'attribuzione di soggettività giuridica al "concepito". Per la prima volta in Italia, dopo il referendum dell'81, la legge 194 viene
rimessa in discussione nelle aule parlamentari e non soltanto nelle ricorrenti campagne antiabortiste che si sono susseguite nel
nostro paese. Quell'articolo infatti può diventare il grimaldello di una più radicale rimessa in discussione della 194. Il primato
femminile nella procreazione, il principio dell'autodeterminazione delle donne, la loro responsabilità femminile nella scelta di
maternità: tutto questo l'articolo 1 della legge intende cancellare dall'ordinamento giuridico e dalla civiltà delle relazioni sociali,
riproponendo il corpo femminile come inerte contenitore di discendenze maschili. Inoltre, preoccupandosi soprattutto
dell'embrione, la legge trascura la salute delle donne che accedono alle Tra. La legge, la più retrograda d'Europa, non rappresenta la società italiana, ne nega i cambiamenti positivi, rimette in discussione punti di civiltà
irrinunciabili. Con il divieto dell'inseminazione eterologa l'Italia starebbe in compagnia di Egitto, Arabia Saudita, Giordania e
Turchia. Per questo chiediamo alle senatrici e ai senatori un voto contrario o una radicale modifica della legge e diamo
appuntamento per una giornata di lotta e di festa, domenica, dalle 10 in poi, al Rialto occupato, via IV novembre n. 157.
Invitiamo, inoltre, tutte le donne e gli uomini che condividono le nostre preoccupazioni a aderire a questo appello, a prendere
posizione pubblicamente perché la legge non passi. Per adesioni: tel. 06 44182204. |