RASSEGNA STAMPA

23 FEBBRAIO 2000
GILBERTO CORBELLINI
Reazioni clonate
L'Ufficio brevetti europeo ha concesso l'8 dicembre scorso all'Università di Edimburgo un brevetto (EP695351) per un metodo di preparazione di animali transgenici che prevede l'utilizzazione di cellule embrionali. La richiesta (la numero 48), così come è formulata, non specifica che si tratta di animali non umani, e poiché nella lingua inglese il termine scientifico animal include anche l'uomo, si potrebbe immaginare l'utilizzazione della tecnica per effettuare esperimenti con cellule embrionali umane, inclusa la clonazione di embrioni.
L'Ufficio brevetti ha già riconosciuto l'errore, dichiarandosi dispiaciuto e impegnandosi a fare più attenzione in futuro. Ha altresì precisato che nonostante l'omissione della qualifica non umani il brevetto "non riguarda la clonazione umana". E questo perché, per la Convenzione europea sui brevetti, le richieste di brevetto devono essere sostenute dalla descrizione esplicita del brevetto stesso, e in questo caso non esiste alcuna descrizione riguardante la clonazione umana. Comunque sia, la Convenzione prevede la possibilità di contestazione di un brevetto e ciò consentirà di correggere l'errore.
Questi i fatti. Certo un errore del genere non ci voleva in un momento in cui la ricerca biotecnologica e i suoi sviluppi applicativi e commerciali sono in seria difficoltà in Europa. Tuttavia. mentre si capisce come i movimenti ambientalisti non vadano cercando altro per dar forza e seguito alla guerra ormai senza quartiere contro le biotecnologie - e una certa qual ammirazione riescono persino a suscitarla per come riescano a far scoppiare veri e propri uragani in un bicchier d'acqua, meno comprensibili sono le reazioni di chi è a capo di organismi istituzionali che sarebbero preposti a capire la natura dei problemi e a intervenire in modo ponderato e non sull'onda dell'emotività.
I ministri della Sanità Rosy Bindi, per esempio, che ha già emesso due decreti assurdi in materia di clonazione, ha fatto arrestare un toro clonato nel Cremonese e ha mandato i Carabinieri a ispezionare un laboratorio pavese all'avanguardia. Non meno inadeguata è stata la reazione del presidente del Comitato nazionale di bioetica, Giovanni Berlinguer, che evidentemente concepisce la funzione del comitato e della bioetica come mezzo di controllo e repressione della ricerca biomedica, percepita come minaccia contro l'umanità, piuttosto che come opportunità per trovare soluzioni a problemi medico-sanitari e agroalimentari, ovvero per promuovere nella società una consapevolezza e libertà di scelta. E in un modo ormai neppure più sorprendente tutti gli esponenti politici si sono allineati nel condannare qualcosa di cui, attraverso le loro dichiarazioni, dimostrano di non capire la portata.
Vale la pena di ricordare che il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, quando pronunciò la famosa dichiarazione contro la clonazione, fu criticato da vari intellettuali e scienziati perché, prima di, pronunciarsi in quel modo, per la carica che ricopriva, avrebbe dovuto capire se davvero la nuova tecnica non poteva trovare applicazioni non contrarie al senso morale e utili all'umanità. La stessa National Bioethics Advisory Commission produsse un documento in cui si suggeriva di vietare la clonazione umana, ma solo per cinque anni e solo da cellule somatiche non fetali, nel senso che se la ricerca su animali avesse dimostrato che la tecnica poteva essere applicata in modo sicuro si sarebbe dovuto rivedere la legge per considerare eventuali situazioni in cui avrebbe garantito a una coppia il diritto naturale a riprodursi.
Al di là della clonazione umana, oggi la frontiera è quella della clonazione terapeutica e sarebbe irresponsabile se sotto la spinta emotiva e le tentazioni della demagogia elettoralistica, prendendo a pretesto un errore di fatto innocuo, venissero prese decisioni tali da pregiudicare sviluppi tecnici in un settore sempre più strategico dal punto di vista scientifico, medico-sanitario ed economico.
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