RASSEGNA STAMPA

12 GENNAIO 2000
GIUSEPPE CANTARANO
Cambiare sesso si può con Internet
Identità multiple messe a fuoco da Paolo Ferri nella "Rivoluzione digitale"
Paolo Ferri, "La rivoluzione digitale. Comunità, individuo e testo nell'era di Internet", Mimesis, Milano, pp. 206, lire 24.000
E' convinzione diffusa che la cosiddetta "rivoluzione digitale" sta trasformando la nostra esperienza. Ma ad essere travolte dal mutamento sembrano anche alcune delle categorie più consolidate della nostra tradizione culturale. La ragnatela di Internet - la nuova comunità virtuale - è come se portasse a compimento la dissoluzione della soggettività moderna.
Paolo Ferri ha scritto un libro ( La rivoluzione digitale. Comunità, individuo e testo nell'era di Internet, Mimesis, Milano, pp. 206, lire 24.000 ) in cui cerca di riflettere criticamente sull'universo digitale, trattenendosi sia dalla tentazione apocalittica sia da quella idolatrica. In quattro ben argomentati capitoli l'autore esplora lo spazio virtuale di Internet.
Che rappresenta la materializzazione digitale di tutto ciò che nella nostra tradizione culturale abbiamo sempre considerato immateriale, come il pensiero, la voce, le emozioni. Ma è uno spazio che, nello stesso tempo, produce la smaterializzazione di ciò che, al contrario, abbiamo ritenuto reale, come il nostro corpo oppure i libri che sfogliamo. La parte più stimolante del libro è tuttavia quella dedicata alla convergenza multimediale.
Cioè alla progressiva integrazione digitale dei diversi media. Il testo, la grafica, la pittura, la musica, il cinema, la televisione tenderanno ad avere un'unica forma di codifica: quella digitale, appunto. Dunque, un unico codice comunicativo. Con Paolo Ferri, che lavora presso la cattedra di editoria multimediale nell'istituto universitario linguistico di Milano, abbiamo discusso di alcune questioni affrontate nel suo libro.
Nel suo libro lei insiste molto nel sottolineare che l'introduzione delle tecnologie informatiche e soprattutto di Internet rappresenta un salto d'epoca. Non le sembra un'esagerazione?
"No, non è un'esagerazione. L'introduzione delle tecnologie informatiche e di Internet in ogni aspetto della nostra vita è paragonabile all'uso militare della polvere da sparo, o all'applicazione della macchina a vapore nell'industria. A partire dai primi anni Settanta, si è avviata una accelerazione verso la digitalizzazione in ogni campo della società. Internet e il Word Wide Web sono l'emersione a livello di massa di un processo avviato da oltre vent'anni. Si tratta, cioè, di una rivoluzione nei modi di produrre e di comunicare di cui oggi stiamo vedendo solo i primi effetti".
Ma che cosa si intende esattamente per rivoluzione digitale?
"Come sostiene Negroponte, la rivoluzione digitale è legata a tre fattori: innanzitutto, la connessione di tutti i computer attraverso un'unica rete (Internet ). In secondo luogo, l'aumento esponenziale della velocità di elaborazione dei dati. Infine, la convergenza digitale, o multimedialità."
Per convergenza digitale si intende la possibilità di riprodurre suoni, filmati, testi utilizzando uno stesso linguaggio, ossia le sequenze di 0 e 1 del computer?
"Proprio così. Questa rivoluzione conduce ad un nuovo modello economico basato non più sull'economia della scarsità - valgono di più i beni più rari - ma sul valore della molteplicità. Si diffondono, anche gratuitamente, merci - i telefonini o i Browser di Internet - per trarre poi valore dai servizi immateriali che esse producono. Insomma, nei paesi a capitalismo avanzato, la struttura produttiva dei beni materiali di massa si convertirà in una struttura produttiva dell'informazione personalizzata".
Ma sono gli aspetti della nostra conoscenza che saranno toccati da tali trasformazioni?
"Praticamente tutti. Ad esempio, la diffusione dell'e-mail determinerà, sotto il profilo economico, la radicale ristrutturazione, se non la sparizione, dei servizi postali. Sotto il profilo culturale, comporterà una modificazione altrettanto radicale del nostro rapporto con la scrittura e più in generale con la lingua. Il nostro ruolo di consumatori si trasformerà: acquisteremo via Internet prodotti e marchi di cui oggi non conosciamo nemmeno l'esistenza, scaricheremo la musica che vogliamo ascoltare e i film che vogliamo guardare dalla rete".
Lei parla di opportunità: ma queste trasformazioni determineranno anche dei nuovi pericoli oppure no?
"Sarà inevitabile. Molte professionalità spariranno e non è ancora chiaro se saranno sostituite. Nuovi problemi riguardanti la privacy e la sicurezza dei dati si faranno pressanti. Sotto il profilo culturale, i canoni nazionali verranno stravolti: pensi che la globalizazione informatica della lingua inglese potrebbe portare al deperimento di molte lingue e canoni culturali nazionali".
Ma in tutto questo, che ne sarà della nostra identitá?
"La nozione di identità sta già mutando radicalmente: un diffuso programma di posta elettronica - Outlook della Microsoft - prevede tra le sue opzioni alcuni inquietanti comandi: "cambia identità", "modifica identità", "cancella identità". Il 70% di coloro che si connettono a chatlines lo fanno cambiando il proprio sesso. Le "identità multiple", fino ad oggi trattate solo dalla psicologia clinica, stanno diventando realtà di ogni giorno"
E' dunque la stessa nozione di soggetto ad essere messa in discussione?
"Sì, è così. Andiamo verso un mondo in cui dobbiamo imparare a integrare i "molteplici sé" che il nostro corpo contiene. Così come cambia la nozione di individuo e di soggettività cambia anche quella di comunità. I tradizionali riferimenti identitari lingua, costumi, religioni - stanno venendo meno e meticciandosi in un mondo sempre più glo(balizzato)-loc(alizzato). Le comunità tendono ad aggregarsi sempre più sulla base di reti di affinità e di interessi, non più di "sangue" e "suolo". Le comunità virtuali che spontaneamente nascono e muoiono sulla rete sono l'esempio più chiaro di questa transizione".
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