Cina, messi in vendita gli organi espiantati ai condannati a morteI medici: "Sono giovani, donatori ideali"
E procedono gli esperimenti sulla clonazione LE AUTORITA' SI DIFENDONO "Agiamo solo col consenso". Per ogni fegato si deve pagare una cifra pari a 70 milioni di lire |
| Dopo l'annuncio dì un gruppo di scienziati cinesi su un importante passo verso la clonazione di organi umani a scopo terapeutico, un giornale di Hong Kong ha scritto ieri che un ospedale cinese vende per i trapianti fegati di detenuti giustiziati.
La notizia è destinata ad alimentare le voci secondo cui il regime di Pechino lucra su ogni pena di morte inflitta con sempre maggiore frequenza. Medici dell'ospedale numero I del policlinico San Yat-sen di Canton, nel sud della Cina, hanno riferito al giornale South China Morning Post che la maggior parte degli organi trapiantati sono stati prelevati a detenuti giustiziati e venduti soprattutto a pazienti di Hong Kong, della Malaysia e della Thailandia ma anche della stessa Cina disposti a pagare l'equivalente di 73 milioni di lire.
"I detenuti sono soggetti ideali perché sono giovani", ha detto un medico che ha chiesto di non essere citato, il quale ha spiegato che il policlinico dispone di una "buona rete in grado di soddisfare gran parte della domanda".
La stessa fonte ha assicurato che presto il numero dei fegati disponibili aumenterà in coincidenza con il nuovo anno lunare cinese, il 5 febbraio, quando le autorità fanno eseguire più condanne a morte.
Il governo di Pechino si è già difeso da analoghe accuse dicendo che gli organi sono espiantati dai detenuti soltanto previo assenso del soggetto o dei loro familiari. Il dottor Lo Chung-man, dell'équipe di trapianti di fegato all'Università di Hong Kong, ha detto allo stesso giornale che ai suoi pazienti mai viene raccomandato un trapianto in Cina proprio perché "non è chiara la provenienza dell'organo".Ma al policlinico dì Sun Yat-sen dicono di essere soddisfatti di potere offrire "una speranza" a molti pazienti respinti da altre strutture sanitarie che non son in grado di intervenire per mancanza di donazioni. "Negli Stati Uniti si eseguono trapianti soltanto su pazienti con una percentuale di recupero molto elevata; noi seguiamo un'altra prassi perché abbiamo sufficiente offerta di organi", ha spiegato la stessa fonte.
La fame di organi provocata dalla pratica del trapianto ad ogni costo, anche in casi disperati in cui l'esito è tutt'altro che certo, ha portato gli scienziati cinesi a premere l'acceleratore sulle ricerche per la clonazione umana. Scienziati del Centro transgenico di Shangai hanno annunciato proprio pochi giorni or sono di avere compiuto il primo passo verso la clonazione di organi e tessuti umani. "Un successo nella clonazione a fini terapeutici", secondo quanto riferito dal giornale in lingua inglese "China Daily". Il professor Cheng Guoxiang e il suoi collaboratori affermano di avere sviluppato un embrione alle prime fasi di sviluppo mediante l'innesto del nucleo di una cellula somatica in un ovulo umano, vale a dire "l'origine del feto" che ora sarà seguito per tutto il suo sviluppo.
Secondo gli scienziati cinesi, che hanno brevettato tutto il procedimento e le tecniche impiegate, "questo embrione potrà sviluppare organi e tessuti, come la pelle, il cuore e il fegato" che potranno essere trapiantati con un rischio minimo di rigetto. Il professor Cheng prevede che "più avanti nel tempo potranno essere sviluppati embrioni con il sangue del cordone ombelicale e raggiunti migliori risultati". |