RASSEGNA STAMPA

7 GENNAIO 2000
editoriale
Michael Walzer: "La globalizzazione rilancerà uguaglianza e umanitarismo"
Nessuno intende rovinarvi l'emozione del brindisi di mezzanotte, dalle spiagge del Pacifico per avvistare la prima alba, al garage condominiale per evitare gli ultimi fuochi.
Però è utile sapere che viviamo nel nuovo secolo già da parecchi anni, magari senza capirlo, e se vogliamo traghettarci verso il prossimo, dovremmo cominciare a correggere gli errori che stiamo già commettendo. "Non sono pessimista - spiega il professor Michael Walzer - perché la speranza andrebbe assunta quasi come metodo di lavoro. Però è chiaro che i valori più importanti di questo secolo saranno proprio quelli più violati nel secolo scorso, ossia l'eguaglianza e l'umanitarismo. In questo senso, la notte del 31 dicembre ha costituito davvero una cesura artificiale. Nella prima metà del Ventesimo secolo, infatti, questi valori erano stati offesi dai totalitarismi, dalle guerre e dai genocidi. Nella seconda metà, però, la globalizzazione capitalistica ha già ricominciato a violarli sotto nuove forme, intensificando le diseguaglianze e la negazione del diritto alle pari opportunità. Dunque o il Ventesimo secolo non è mai finito, oppure il Ventunesimo ci ha colti di sorpresa, ed è iniziato con grande anticipo".
Il tempo sembra quasi fermo, nella calma dell'Institute for Advanced Studies di Princeton, ma Walzer già vede una società in affanno.
"Nel secolo scorso gli agenti e i loro obiettivi erano chiari. La sinistra, quanto meno, era convinta che il progresso si trovasse fra i lavoratori, e fra i partiti che li rappresentavano, o pretendevano di farlo. Ora anche queste certezze d'impostazione non esistono più. Per fare un esempio, guardiamo alle proteste avvenute a Seattle. Sullo stesso lato della barricata c'erano i sindacati, che vorrebbero un Wto abbastanza forte da imporre regole sul lavoro in tutto il mondo, gli ambientalisti, che invece vorrebbero degli stati nazionali capaci di difendere i loro vincoli ecologici, e poi gli anarchici, che forse non sapevano neppure loro cosa volevano. Quali erano i conservatori, e quali i progressisti? Alla fine i sindacati non hanno aiutato il protezionismo americano, contro i paesi in via di sviluppo? Dunque chi sono gli agenti, e cosa cercano? I valori di eguaglianza ed umanitarsimo vengono ancora offesi, ma non potremo proteggerli con efficacia, fino a quando non capiremo bene chi li attacca e chi li difende".
La stessa democrazia è a rischio?
"Sì, perché finora l'abbiamo sperimentata solo a livello locale e nazionale. Le nuove organizzazioni globali, come il Wto, l'Fmi o la Banca Mondiale, sono destinate ad acquistare sempre più potere, ma nessuna di esse ha meccanismi democratici. La mia speranza sta nell'analogia col Diciannovesimo secolo. Allora la stessa industrializzazione produsse il rimedio alle sue esagerazioni, con il movimento egualitario.
Nello stesso modo, la globalizzazione potrebbe produrre il rimedio politico, per mitigare i suoi eccessi".
Vicino all'ufficio di Walzer, nella campagna di Princeton, c'è ancora la casa di Albert Einstein, simbolo della scienza che ha aperto grandi orizzonti, e grandi interrogativi. Nelle strade di Seattle, infatti, abbiamo sentito i contadini che protestavano contro le manipolazioni genetiche, facendo entrare questi temi nel gergo quotidiano della politica.
"Questo progresso eccezionale doveva aumentare le nostre certezze, e invece ha aumentato le ansie, perchè è corso più veloce della nostra capacità di comprensione. Abbiamo armi con cui distruggere il mondo, e processi biologici con cui dare forma alle generazioni future. Parliamo di eutanasia e di superuomini, ma sul piano etico non sappiamo come gestire questa conoscenza. L'istinto naturale sarebbe quello di fermare tutto, almeno fino a quando non capiremo come fare meno danni possibili".
Questa ansia consentirà alla religione di conservare un ruolo nella società del Duemila?
"Io ero fra quelli convinti che avremmo varcato la soglia del 1999 senza portare con noi la religione, ma mi sono sbagliato di grosso. Evidentemente il bisogno umano di mistero e di autorità continua a generare la fede".
E gli intellettuali serviranno ancora a qualcosa, nella società globale, che tramite Internet si parla da un capo all'altro del mondo?
"Avremo un ruolo di mediazione, forse. Ma questo secolo ci ha già colti di sorpresa, prim'ancora di cominciare".
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vedi anche
Filosofia (e) politica