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Il racconto di Er, pur trovandosi alla fine di un dialogo filosofico, affronta tre temi speculativi fondamentali. La sua forma narrativa comporta che le scelte speculative vere e proprie siano lasciate al lettore: Socrate ci indica la "via verso l'alto" ma dobbiamo trovare da noi il modo di congedarci dal dialogo con qualcosa che meriti di essere ricordato.
Un modo di uscire dal testo e di rimetterlo nel circolo del dialogo e della vita, può essere il suo confronto con altri testi, sui tre temi della libertà, dell'identità e della morte. Uno degli inventori dell'ipertesto, Ted Nelson, sostiene che i documenti sono per loro natura paralleli: il loro senso emerge quando un singolo testo, in sè concluso, viene messo in relazione con le sue varie redazioni, versioni e traduzioni, con i suoi commenti, i suoi richiami e le sue interpretazioni. Se l'intelligenza sta nella connessione, cioè, propriamente, nello spazio fra i testi, allora il confronto intertestuale e interculturale, per quanto filologicamente e storicamente eterodosso possa apparire, è la via maestra per comprendere la scrittura filosofica. La libertà come mitoLa morte non può essere dominata, ma le creature che chiamano se stesse "mortali" possono variamente raccontarla, sia per attaccarsi alla vita come appare loro, sia per metterla in discussione. La tragedia di Amleto è, in questo senso, un termine di confronto esemplare. Er racconta che ciò che identificava l'uomo di Omero è semplicemente oggetto di una scelta episodica, che non ha che vedere con la virtù. E' una filosofia antica, o un pensiero postmoderno? |
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