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La giustizia e la forza |
La neutralità di Melo
Una segreta trattativa L'utile e il giusto La convenzione e la forza |
La neutralità di MeloUna segreta trattativaL'utile e il giusto
In altri termini, ha senso parlare di giusto solo se i rapporti di forza fra le parti sono tali che nessuna delle due può prevalere sull'altra, e occorre trovare un modus vivendi, che funzionerà solo finché esisterà questa situazione di parità. Altrimenti, se si assume il punto di vista del sympheron, non è "utile" parlare di giusto, perché basta la forza a risolvere i conflitti. Anche per il debole è "utile" cedere, perché la sottomissione spontanea gli eviterà mali peggiori. Bisogna sottolineare che Ateniesi e Melii si intendono sui termini morali del discorso perché condividono il medesimo concetto di "utile". Socrate, il quale mette in dubbio che la morte sia un male. avrebbe reso la questione più complessa, almeno sul piano speculativo. D'altra parte, il realismo di questa tesi tucididea può venir condiviso anche da chi si pone il problema del giusto senza identificarlo con l'utile: si può parlare di giusto solo se le parti sono soggette ad una uguale costrizione, ossia se sono costretti allo stesso modo e dalla stessa legge. Se la costrizione è disuguale, la giustizia è solo "giustizia" del più forte, o del meno costretto, e si riduce, perciò, alla maschera della forza. La convenzione e la forza
Se le divinità sono divinità politiche, la pietà religiosa si riduce a una mera opinione sul corso delle cose umane, le cui leggi, a uno sguardo "laico", sono altrimenti evidenti. E se la mentalità religiosa tradizionale vede il corso delle cose umane come dominato da una necessità naturale e morale a un tempo, allora non c'è davvero nessun ostacolo religioso al diritto del più forte. I Melii, ritenendo ingiusto il Diktat ateniese, rifiutano di sottomettersi. L'assedio continua. Melo, riferisce Tucidide, alla fine viene espugnata; i Melii adulti vengono uccisi e le donne e i bambini vengono fatti schiavi. I termini di questa discussione: l'utile, il giusto e la forza ricorrono nel dibattito ateniese del V secolo. Se la città isonomica è convenzionale, per quale ragione dovremmo rispettare la sua legge? E che cosa c'è dietro la sua giustizia? |
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Una traduzione italiana del libro di Tucidide si trova presso:
http://www.pegacity.it/abctel/biblioteca/lett_cla/laguerra2.htm.
La versione originale greca si trova presso il Perseus Project. |
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