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Il mito di ErIntroduzione |
Introduzione
Il giudizio dei morti Il cosmo di Er La scelta di una nuova vita Una interpretazione del mito Altre letture |
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Il mito di Er, come il racconto sul giudizio dei morti del Gorgia, è posto al termine della Repubblica. Questa collocazione gli garantisce, di per sé, un grande risalto: un congedo mitico riesce efficacemente ad accompagnare il lettore fuori dal testo, nel mondo della prassi e della comunicazione orale, con qualcosa che può facilmente ricordare. Nello stesso tempo, questo racconto memorabile è anche un punto di partenza per una riflessione personale: è la conclusione, aperta, di un dialogo filosofico, che serve a ripensare criticamente, all'indietro, i suoi temi.
Il ripensamento richiede un coinvolgimento personale consapevole: un mito inserito in una struttura di ragionamenti è qualcosa di enigmatico, di inconcludente e di indecidibile, che chiama il lettore a far lavorare creativamente il proprio logos.
Socrate sottolinea il carattere quasi filosofico - e non poetico - del mito, quando, presentandolo, precisa che non si tratta di un apologo di Alcinoo, [614b] cioè di una storia come quelle narrate da Odisseo, creazione omerica notoriamente mentitrice, al re dei Feaci. Qualcosa di simile Socrate aveva fatto anche a proposito del giudizio dei morti, quando l'aveva introdotto come un logos con l'apparenza di un mythos. Tuttavia, fra il racconto di Er e la narrazione del giudizio dei morti esiste una importante differenza, per quanto entrambi siano storie sui morti narrate da un morto: Er è uno che ritorna dall'oltretomba, in modo tale che la sua morte non è una semplice contrapposizione alla vita, ma la possibilità di una nuova vita, diversa e migliore. Socrate è morto, ma il suo pensiero non rivive in un'anti-città, come nel Gorgia,bensì qui e ora, se è possibile continuare a discutere e costruirci vite diverse e forse migliori. Er è un soldato valoroso, proveniente dalla Panfilia (una regione mediterranea dell'Asia Minore), che, caduto in battaglia, dopo dieci giorni viene ritrovato intatto fra i cadaveri putrefatti. Dopo altri due giorni, messo sul rogo per essere cremato, ritorna in vita, con la memoria del mondo dell'aldilà, e narra qualcosa di simile ad una esperienza di pre-morte, mediata nelle forme della cultura greca. |
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