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Ambiguità sofistiche: immoralismo o tradizionalismo?

A.W.H. Adkins (Moral Values and Political Behaviour in Ancient Greece, New York, Norton, 1972, pp. 106-108) ricorda che physis (natura) deriva da phyo (nascere; da cui il perfetto pephyka "sono per natura"): nel V secolo, la physis di una persona designa il suo essere nato in una condizione sociale particolare, e non i suoi attributi innati. Pertanto, la sofistica, pur essendo un movimento "illuministico" e tecnocratico, rafforza l'ideale tradizionale, competitivo- acquisitivo, della arete come eccellenza kata physin (secondo natura o, meglio, per "nascita") di un gruppo di privilegiati.
In questo contesto, il sofista Trasimaco nella Repubblica, quando riduce la giustizia all'utile del più forte, non è, come può apparire, un immoralista, ma sta solo portando alle estreme conseguenze i valori tradizionali dell'etica greca. Un discorso analogo vale anche per Callicle nel Gorgia.
Non a caso, in questo dialogo Socrate contrappone il modello della medicina a quello della retorica: anche i medici si occupavano della physis, ma nel senso di fisiologia dell'uomo. E non derivavano certo, dal fatto che uno avesse uno stomaco, che si dovesse continuamente gratificarlo.


Si veda anche A.W.H. Adkins, Ethics in the History of Western Philosophy Ed. Cavalier, Gouinlock and Sterba (Macmillan/St. Martin's Press, 1990); estratti del capitolo su Platone sono online presso http://www.lcl.cmu.edu/CAAE/80130/part1/sect1/texts/Adkins.html
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Maria Chiara Pievatolo © 1998  Torna all'inizio di questo documento