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 Spazio tesi . Ultimo
aggiornamento: 20 maggio 2002
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In uno dei suoi ultimi scritti Foucault precisava che il tema generale della sua ricerca era il soggetto e non il potere o, meglio, il modo in cui i soggetti sono collocati entro rapporti di potere molto complessi.
Ogni relazione intersoggettiva è, secondo Foucault, una relazione di potere. E ogni relazione di potere, dal rapporto tra due individui ai grandi apparati istituzionali, presuppone le proprie strategie, i propri meccanismi e un sapere specifico che ne è la condizione di esercizio.
Seguendo questo filo conduttore, ho abbracciato per intero il percorso foucaultiano, almeno nelle sue opere principali:
- Il primo capitolo tratta degli scritti di Foucault degli anni sessanta: la monumentale Histoire de la Folie, la Nascita della clinica o "archeologia dello sguardo medico", la storia delle epistemi di Le Parole e le Cose e, infine, l'Archelogia del Sapere (1969), dove l'autore si prefigge di chiarire il metodo di analisi fino ad allora utilizzato - l'archeologia appunto - che, paradossalmente, dopo quest'opera, assumerà una funzione molto più marginale.
- Il secondo si apre con un'introduzione che descrive lo spostamento metodologico dall'archeologia alla genealogia di matrice nietzscheana. Vengono poi analizzati i due principali scritti degli anni settanta, Sorvegliare e punire e La volontà di sapere, dove emergono più chiaramente i concetti di potere, disciplina e controllo che ho scelto come chiave di lettura per questa tesi.
- Il terzo capitolo continua ad occuparsi del potere, così come Foucault ne ha trattato nelle numerose interviste e conferenze tenute nel corso degli anni '70, del ruolo degli intellettuali rispetto al potere e del rapporto tra Foucault e i movimenti di contestazione nati alla fine degli anni sessanta.
- Il quarto parla dell'ultimo Foucault e del suo volgere lo sguardo all'antichità greca e romana alla ricerca di un'etica possibile per il presente. Vengono presi in esame il secondo e il terzo volume della Storia della sessualità: L'uso dei piaceri e La cura di sé.
- Il quinto e ultimo capitolo può essere considerato una sorta di appendice che valica, in un certo senso, i confini di questa tesi. Il mio tentativo è stato quello di applicare le analisi di Foucault sul potere panottico e sul rapporto tra sapere e potere alla società postfordista, cercando di individuare alcune delle principali forme di controllo politico e sociale contemporanee e di delineare il ruolo svolto dalle nuove tecnologie. Si tratta di un tema, qui solo abbozzato, molto complesso e dibattuto anche perché in continua evoluzione. Per questo, una volta di più, la lezione di Foucault è risultata fondamentale: non è possibile suggerire una soluzione definitiva vincente per rapporti così numerosi, instabili e mutevoli nel tempo quali sono i rapporti di potere. Nessuna rivoluzione, nessuna liberazione ci renderà davvero estranei ad essi. Ma ci sono tanti possibili modi diversi per affrontarli su nuove basi, e magari per rovesciarli, con la consapevolezza che nessuna vittoria è mai definitiva e che ogni lotta quotidiana implica sempre un ripensamento del rapporto con se stessi e con gli altri.