La
filosofia politica: piccola guida al cyberspazio
La filosofia politica antica
I
fattori da cui è la nascita delle cose che sono, sono anche quelli
in cui ha luogo la loro estinzione, secondo il dovuto, perché esse
si pagano l'un l'altra il fio della loro ingiustizia (adikía)
secondo la disposizione (táxis) del tempo"
Anassimandro,
DK 12 A 29 B 1
Essere e divenire, unita' e molteplicita', eterno e transitorio: disputando
sul rapporto fra questi termini i primi filosofi greci cercano il
senso unitario della totalita' del reale. In filosofia politica il problema
si traduce nella questione del nesso fra natura e giustizia.
-
I
presocratici (fine VII secolo
a. C.- VI sec): la giustizia e' attributo dell'ordine cosmico nella sua
totalita'
-
La
sofistica(V secolo): la giustizia nella polis e' prodotto della convenzione
- o dell'inganno - umana.
-
Socrate: alla ricerca di un paradigma razionale ma non convenzionale.
-
Platone
(IV secolo): al di sopra della convenzione
e della natura sensibile, si danno dei paradigmi, le idee, che hanno una
realta' piu' forte, e un principio supremo, il Bene, che da' un senso unitario
e dinamico a questa gerarchia. La giustizia, come idea, è
un paradigma di armonia per l'anima e per la citta'.
-
Aristotele:
la natura e' un substrato che reca in se' la potenza di svilupparsi secondo
l'idea distribuita in essa. Secondo natura, la giustizia si distribuisce
e si sviluppa differentemente in ciascuna citta' e in ciascuna creatura,
secondo un ordine teleologico e gerarchico.
-
Il
tramonto della polis(III
secolo): filosofie etiche, alla ricerca di una nuova collocazione
dell'uomo nel mondo.
Cristianesimo e medioevo
Remota itaque
iustitia, quid sunt regna nisi magna latrocinia?
Agostino, Civitas
Dei, IV, 4
La rivoluzione cristiana conduce a collocare anche i problemi politici
in una prospettiva escatologica e soteriologica - prospettiva che si cerca
di conciliare col naturalismo intellettualistico della filosofia greca.
-
Agostino
(IV-V secolo d.C.): la prima grande
filosofia della storia che annuncia, alla fine del tempo, la realizzazione
della giustizia della citta' di Dio - il quale soltanto puo' por rimedio
al peccato originale che infetta l'uomo.
-
Tommaso
d'Aquino (XIII secolo): il conciliatore fra l'aristotelismo,
riscoperto colla mediazione araba, e il cristianesimo: Nonostante il peccato
originale, e' possibile realizzare una giustizia naturale, perche' l'intera
creazione e' strutturata secondo il progetto razionale di Dio.
-
Marsilio
da Padova e William
of Ockham
(XIV secolo): dopo la conciliazione tomistica, un progressivo allontanamento
fra ragione e fede prelude alla moderna autonomia della politica.
La modernità
...sendo l'intento
mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente
andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla immaginazione
di essa.
Machiavelli, Il
Principe, XV
La rottura dell'unita' politica e religiosa della respublica Christiana
medioevale induce ad affrontare la politica mettendo fra parentesi la teologia.
La razionalita' della politica e' una razionalita' terrena e consensuale.
-
Nicolo'
Machiavelli (XVI secolo): la rottura della gerarchia medioevale
a favore di una autonoma scienza della politica.
-
Thomas
More: il padre della moderna letteratura utopica, fra critica sociale
ed ironia.
-
Giusnaturalismo e contrattualismo (XVII secolo): si tenta di legittimare la comunita' politica, cheassume la forma dello Stato moderno, su basi razionali e consensuali:
-
Giambattista
Vico (XVIII secolo): verum et factum convertuntur. L'esistenza
politica umana e' radicata nella storia.
Empiristi britannici
It is evident,
that suppose Mankind, in some primitive unconnected State, should be some
Means come to the Knowledge of the Nature of those Things which we call
Contracts and Promises; that this Knowledge would have laid them under
no such actual Obligation, if not placed in such Circumstances
as give rise to these Contracts.
Hume, A
Letter From a Gentleman to his Friend in Edinburgh
Contro il contrattualismo, una fondazione non
stipulativa della societa' civile.
Intorno alle rivoluzioni
L'illuminismo
e' l'uscita dell'uomo dallo stato di minorita' che egli
deve imputare a se stesso.
Kant, Beantwortung der Frage: Was
ist Aufklaerung?, A 481
Le grandi rivoluzioni del '700 hanno uno sfondo giusnaturalistico e
illuministico. Il dibattito sulla legittimita' della rivoluzione francese
e' anche un dibattito sulla legittimita' dell'Illuminismo.
-
Jean-Jacques
Rousseau: democrazia e contratto sociale non come uscita dallo
stato di natura, bensi' come istituzione di una seconda natura che recuperi
la libertà della prima.
-
Immanuel
Kant: la legge come fondamento e garanzia della liberta', in una
prospettiva cosmopolitica e tendenzialmente democratica.
-
Paine, Jefferson, Madison: lo sfondo
giusnaturalistico della rivoluzione
americana.
-
Benjamin Constant: fra democrazia e liberalismo.
-
Edmund
Burke: la sedimentazione storica e non la ragione astratta della
rivoluzione e' il fondamento della legittimita' delle istituzioni.
- Il pensiero reazionario francese
Dopo le rivoluzioni
...la filosofia,
poiche' e' lo scandaglio del razionale, appunto percio' e' l'apprendimento
di cio' che e' presente e reale, non la costruzione di un al di la', che sa Dio dove
dovrebbe essere.
Hegel, Grundlinien der Philosophie
des Rechts
-
G.W.F.
Hegel (XIX secolo): lo stato come realta' dell'idea etica entro
la prima grande filosofia della storia dell'Ottocento.
-
Søren
Kierkegaard: il singolo contro il sistema.
-
La
sinistra hegeliana: interpretazioni progressive della razionalita'
del reale.
-
Karl
Marx: la dialettica rimessa sui piedi. Dalle contraddizioni delle
condizioni materiali della societa' civile, regno dell'alienazione, alla
societa' senza classi.
Utilitarismo e positivismo
Protection,
therefore, against the tyranny of the magistrate is not enough; there needs
protection also against the tyranny of the prevailing
opinion and feeling.
J.S. Mill,
On Liberty, I
Mentre la cultura britannica prosegue la tradizione
empiristica, sul continente si assolutizza il metodo delle scienze naturali
come via per raggiungere la perfezione della vita sociale.
-
Jeremy
Bentham: nella tradizione dell'empirismo, un riformismo radicale
in base al principio della massima felicita' del maggior numero.
-
John
Stuart Mill: utilitarismo rimeditato in un liberalismo problematico.
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Auguste
Comte: la fondazione della sociologia, nel quadro di un'utopia
sociale basata sulla assolutizzazione del metodo induttivo, come culmine
di una filosofia della storia sui generis.
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