In Germania, diversamente dall'Italia, è presente una vasta rete di associazioni di donne. Nella sola città di Berlino, dove è stata svolta la nostra ricerca sul campo, ci si trova di fronte ad una fitta struttura associativa ben funzionante che dipende da una organizzazione, il Deutscher Frauenrat, che opera sul piano nazionale, e dall'esperienza dei gruppi locali di donne. Se infatti l'organizzazione diffusa e strutturata in servizi, associazioni e istituzioni, è una caratteristica generale della Germania, la realtà di Berlino è senza dubbio particolare tra le città tedesche, in virtù del fatto che dal secondo dopoguerra fino alla Wiedervereinigung [riunificazione], ha costituito un singolare luogo spezzato, in cui convivevano opposte culture, e che oggi funge, in un certo modo, da esperienza pilota delle politiche della riunificazione, proponendosi di integrare i tedeschi dell'ovest, i Wessis, con quelli che provengono dall'est, gli Ossis. La nostra esperienza nella città ci ha permesso di farci un quadro - forse parziale ma per questo sufficientemente preciso - della vita delle donne, sia attraverso il dialogo e lo scambio con le attrici sociali di diverse generazioni, sia attraverso l'osservazione partecipante. Allo scopo di comprendere al meglio i vari aspetti della quotidianità di una donna tedesca abbiamo cercato, durante il mese trascorso nella città, di vivere esattamente come lei, frequentandone i luoghi d'incontro e svolgendo tutte le attività che ci venivano proposte sia dalle coetanee, sia da donne più anziane. Ovunque siamo state accolte con entusiasmo e disponibilità, e ovunque ci è stato mostrato vivo interesse per la nostra ricerca, che si proponeva di comparare le differenti realtà di Italia e Germania. Ciò ci ha permesso di avere un quadro composito e di grande interesse. Berlino est, limitata dal muro e in alcuni tratti separata dalla parte occidentale soltanto dal fiume Sprea, era per il berlinese e la berlinese occidentale un luogo in cui non era facile andare chi poteva entrarvi doveva comunque pagare un pedaggio giornaliero -. Colpisce in particolare il disinteresse che ancora oggi la maggior parte degli abitanti dei tre settori ex-occidentali mostrano per la parte che costituiva il settore russo. Di fronte alle nostre domande, in cui chiedevamo come fosse la vita di un cittadino della parte ovest prima del crollo del muro e in che cosa questa vita sia cambiata dal novembre dell'ottantanove, siamo rimasti colpiti dall'omogeneità delle risposte, che ci hanno offerto un quadro, ai nostri occhi, particolare. La parte dell'ex settore russo prima non suscitava interesse e curiosità, soprattutto nei giovani, perché non c'erano negozi, locali, e luoghi d'incontro per il divertimento e la libera aggregazione, e se adesso invece è proprio la parte centrale della città, (il Mitte e Prenzlauerberg) ad attrarre i giovanissimi - per la maggior parte studenti non berlinesi -, per i moltissimi bar, pub, discoteche e Kneipen che vi si trovano, la generazione immediatamente successiva, dai trent'anni in su, ha continuato a considerare la parte orientale della città come estranea e di scarso interesse.
Densa di luoghi di arte e cultura, la zona orientale possedeva l'isola dei Musei, un'area unica per la concentrazione delle ricchezze artistiche; allo stesso tempo era stata ricostruita, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, con un'architettura real-socialista, mera espressione del funzionalismo. L'organizzazione della vita delle donne era semplificata, come abbiamo visto nel paragrafo sulle pensatrici tedesche, da una rete di servizi statali: "a garantire presenza e stabilità nel mondo del lavoro vi era una rete di strutture sociali, gratuite e garantite per tutte, che andavano dagli asili nido alle scuole materne o elementari a tempo pieno; inoltre erano previsti sussidi alle madri sole e altri servizi che permettevano di delegare allo stato la cura dei figli" [Orsi 1993:56]. La mancanza che esse avvertivano era semmai quella di un più libero dialogo e di una maggiore apertura. Scrive a questo proposito Merkel: "L'utopia del superamento delle differenze sociali tra i sessi si fondava sul presupposto che la condizione sufficiente all'emancipazione delle donne fosse l'indipendenza economica e la parità giuridica. Ma questa si rivelò un'impostazione miope. Infatti con il massiccio ingresso delle donne nel processo produttivo si acuirono i conflitti tra i sessi. Le immagini ideali e reali della donna come madre lavoratrice e dell'uomo come eroe del lavoro in fondo confermarono, nonostante tutta la loro portata innovativa, le forme tradizionali di divisione del lavoro" [Merkel 1990:173].
Anche l'ovest costituiva una realtà particolare e variegata. Diversa dall'altra al solo colpo d'occhio, architettonicamente più curata e 'al passo coi tempi', ricca di standard urbanistici a verde pubblico, era estremamente sensibile ai cambiamenti sociali e costituiva un luogo di incontro di differenti tendenze culturali d'avanguardia, riunendo artisti di ogni ramo, ed essendo un luogo aperto, 'un'isola' in cui era permesso sperimentare, e in cui si godeva di una libertà particolare proprio per l'eccezionalità della posizione geo-politica. Allo stesso tempo si trattava di un grande centro di consumo, 'una vetrina', le cui strade dedicate agli acquisti colpivano il turista, anche occidentale. Negli anni della ricostruzione e in quelli immediatamente successivi, la produzione di ricchezza creava posti di lavoro, come nel resto della Germania federale, e dunque la città si trovò ad accogliere un gran numero di Gastarbeiter, 'lavoratori ospiti' che poi vi sono rimasti stabilmente, in un clima di multiculturalità ma anche di scarsa integrazione con la popolazione locale. Il movimento femminista era forte, combattivo e conflittuale, e il clima di luogo di confine, in cui è permesso qualcosa in più, liberava e faceva esplodere i conflitti. Pure l'omosessualità era un diverso modo di essere, da accettare e da inserire nell'organizzazione della vita sociale.
Gli effetti della Wiedervereinigung(riunificazione) sono oggi di difficile lettura, prodotto del fondersi di una pluralità di modi di essere. Il processo di integrazione tra Ossis e Wessis non è stato e non è immune da forti conflitti e da notevoli disagi economici e sociali. Uno dei maggiori terreni di scontro tra le due culture fu la questione dell'aborto: a est infatti una donna poteva scegliere se interrompere la gravidanza entro il terzo mese, mentre ad ovest l'aborto costituiva un reato, fatta eccezione per i casi di violenza sessuale, di pericolo di vita o di particolari condizioni sociali della madre. A causa dall'inconciliabilità delle due normative, in un primo momento fu deciso di lasciarle transitoriamente entrambe in vigore. Il compromesso, la nuova legge approvata nel 1992, che stabilisce la non punibilità dell'aborto se effettuato entro le prime dodici settimane di gravidanza e dietro il consulto di un medico che sostenga la paziente nel prendere la decisione, non è stato vissuto con soddisfazione da nessuna delle due parti.
Ma il fenomeno forse più inquietante, per la sua violenza e ottusità, è il movimento giovanile comunemente conosciuto col nome di 'movimento dei naziskin', una rete di simpatizzanti dell'estrema destra legata alle teorie nazional socialiste. Si tratta per lo più di giovani berlinesi orientali che pagano il prezzo di essere nati e cresciuti sotto il regime comunista prima, della disoccupazione e dell'emarginazione poi. Essi aggrediscono gli stranieri, extracomunitari e non solo, accusati di portar via il lavoro ai 'veri' tedeschi, e le donne, molto spesso tra le prime vittime di violenza. Interi quartieri, ai margini della parte orientale della città, sono divenuti inavvicinabili per il pericolo che vi si corre in pieno giorno come di notte. Girando per la città si incontrano punti di ritrovo, spesso bar o palestre, in cui agli uomini è fatto divieto di entrare. A Berlino, infatti, si trovano diverse associazioni nate per proteggere le donne dalla violenza, tema molto sentito, ed il fatto che esistano luoghi per sole donne si spiega principalmente col fatto che esse hanno paura e si riuniscono in centri dove sono organizzati incontri contro la violenza e corsi di autodifesa, da cui gli uomini sono tenuti lontani perché potenziali aggressori.
Abbiamo cercato di offrire in un sintetico quadro aspetti di vita a Berlino, in modo da poter comprendere quali siano i problemi più sentiti dalle donne tedesche, e in particolare dalle berlinesi. Ci proponiamo adesso di elencare brevemente le tipologie di associazioni femminili, soffermandoci solo sulle più importanti, per giungere poi all'istituzione che abbiamo scelto per la nostra comparazione.
A Berlino, infatti, si trovano associazioni rivolte ad ogni singolo aspetto della vita quotidiana; alcune si occupano di temi specifici femminili, per esempio la maternità o la ricerca sulle donne (Frauenforschung), in altre invece le donne si ritrovano insieme solo per il fatto di essere tra di loro. In questi e in altri luoghi vengono affrontati i temi più diversi come salute e malattia, bellezza ed erotismo, tempo libero e organizzazione delle ferie, gioventù e vecchiaia, arte, cultura e molti altri [Thielmann 1995]. Non abbiamo ritenuto necessario elencare tutte queste associazioni. Tra esse ci soffermiamo sinteticamente su poche, in modo da dare un'idea della struttura e delle attività.
La più importante è il Deutscher Frauenrat (DF). Nato nel 1951 e finanziato dal Bundesministerium für Frauen und Jugend (ministero per le donne e la gioventù), esso mette in comunicazione le cinquantuno associazioni e i gruppi nazionali tedeschi di donne. L'obiettivo del DF è quello di promuovere e garantire la parità tra uomini e donne. Ne sono membri le associazioni ed i gruppi attivi da almeno due anni sul piano federale con almeno trecento soci e il 90% di donne. La partecipazione individuale all'associazione non è possibile, dal momento che il suo compito è appunto quello di fungere da punto di riferimento e di comunicazione tra i singoli e le varie associazioni. Nel Büro di Berlino lavorano insieme una donna che viene dall'est e una dall'ovest della città. Esso inoltre offre informazioni sulle iniziative interne ed esterne al DF, appoggio alla fondazione di nuove associazioni ed all'organizzazione di seminari ed incontri su diversi temi nei diversi quartieri della città. Dello stesso genere è la Deutscher Staatsbürgerinnen Verband, un'associazione indipendente apartitica e aconfessionale che sin dal 1865 si occupa del lavoro delle donne. Il suo obiettivo è quello di sensibilizzare le donne alla tutela dei propri interessi attraverso seminari, convegni e presentazioni che si svolgono nei gruppi di base di quartiere.
Tra quelle che si occupano specificamente della Wiedervereinigung, ne segnaliamo due. Una è l'associazione Unabhängiger Frauenverband, che raggruppa dal 1989 numerose socie provenienti prima dalla Germania est e poi da quella dell'ovest sul progetto di eliminare i pregiudizi e la discriminazione contro le donne, creando un rapporto tra loro che superi ogni tipo di divisione. "Ziel ist di Gestaltung einer frauenfreundlicheren und menschenwürdigeren Gesellschaft" . Un'altra è la Frauenbrücke Ost-West, fondata nell'aprile 1992, il cui fine è quello di conoscere meglio la vita delle donne nelle diverse parti della Germania e di superarne riserve e divisioni. Il Democratische Frauenbund e il Berliner Frauenbund si interessano su un piano più strettamente comunale di progetti specifici e concreti.
Le donne che vogliono occuparsi di politica trovano in ogni partito diverse possibilità; se da una parte infatti non esiste un'associazione extrapartitica atta a promuovere la partecipazione politica delle donne, dall'altra in ciascun partito sono invitate a partecipare quelle che non ritengono opportuno iscriversi. La Frauen - Union der CDU Berlin, l'Arbeitskreis Frauenpolitik der Berliner FDP, la LISA (Linke sozialistische Arbeitsgemeinschaft), la Frauenarbeitsgemeinschaft der PDS e l'Arbeitsgemeinschaft sozialdemokratischer Frauen, si propongono di attivare le donne a lavorare per l'uguaglianza nei campi del lavoro, del matrimonio e della famiglia. L'associazione più significativa è la Bündnis 90. Die Grünen. Frauenreferat. Quando abbiamo iniziato a cercare un'associazione che potesse essere confrontata con Emily in Italia, ci siamo rivolti al Deutsches Frauenrat ed alle segreterie nazionali dei principali partiti, la CDU e l'SPD. Ovunque ci è stato consigliato di svolgere la nostra ricerca con l'istituzione Die Grünen, in cui è prevista una quota di partecipazione femminile pari al 50% ad ogni livello di rappresentanza.
2. Bündnis 90. Die Grünen
In questo paragrafo analizzeremo attraverso il materiale raccolto presso l'istituzione, tra i quali in primo luogo il programma elettorale che i Grünen hanno presentato per le elezioni del 26 settembre 1998, altro materiale elettorale in cui si mettono in luce i piani di azione politica, e il colloquio con una responsabile dei Grünen, le questioni principali riguardo al ruolo delle donne nella società tedesca. Le questioni che ci interessano, sono di due livelli. Una prima riguarda il funzionamento delle strutture dell'istituzione, e consiste nella cosiddetta 'quota'; la seconda invece si interessa delle politiche femminili dei Grünen, relativi alla partecipazione delle donne nella società e al loro sviluppo autonomo in essa.
Il meccanismo della 'quota' consiste nel ripartire le cariche tra gli uomini e le donne in numero perfettamente uguale ad ogni livello della struttura. Questo significa pari rappresentanza per ambo i sessi nelle liste elettorali e in ogni organismo dirigente. Ad ogni vertice, inoltre, si trova una copresidenza, di cui fanno sempre parte un uomo e una donna. Dove non è possibile, in caso di numero di rappresentanti dispari, si cerca di ovviare al problema assegnando alle donne un incarico di pari rilievo. A questo aspetto, i Grünen attribuiscono grande importanza. Nel programma elettorale, essi infatti mettono in rilievo la presenza femminile ottenuta per mezzo di questo strumento: "Dank an ihrer Kompetenz und der 50% - Quote vertreten die grüne Frauen ihre Bundestagsfraktion auch in der Wirtschafts oder Aussenpolitik".
In un colloquio con Birgit Daiber, Landsprecherin des Landesverbandes di Berlino (portavoce del partito del Land di Berlino), abbiamo cercato di capire quale sia effettivamente la funzione di questo strumento. Daiber ritiene che attraverso il meccanismo della quota, si creino le condizioni per un cambiamento anche all'interno della società. Secondo lei, infatti, se la quota divenisse un mezzo applicato ovunque, diverrebbe normalmente accettato il fatto che le donne possano occuparsi della cosa pubblica come fanno i loro colleghi uomini, e questo non desterebbe stupore alcuno, come invece di fatto tutt'oggi accade. Una pari rappresentanza nelle istituzioni, inoltre, farebbe sì che le tematiche cui le donne sono più sensibili, come per esempio la violenza, o la pari distribuzione del carico domestico, divenissero finalmente temi di pubblica discussione, acquistando il rilievo che spetta loro. La signora Daiber, pur riconoscendo che la struttura dei Grünen resta per molti versi maschile, ritiene che la massiccia presenza femminile stia portando a cambiamenti significativi anche nel modo di fare politica, che assume sempre più tratti femminili. Essa ha precisato che le donne che fanno politica sono tutt'altro che esenti da fenomeni di concorrenza tra donne stesse, ma allo stesso tempo ci ha manifestato la sua opinione, secondo la quale se il numero delle donne politicamente attive aumenterà progressivamente, questo farà sì che la cosa diventi sempre più naturale e sia vissuta con sempre minor tensione tra le donne stesse. Ricerche fatte dal partito hanno mostrato che il successo dei Grünen è dato in larga parte dal voto delle donne. Questo è un dato di cui i dirigenti uomini sono al corrente, e costituisce la principale forza delle donne nel partito. Le donne sono circa un terzo degli iscritti ai Grünen, sia a livello nazionale che locale, e negli ultimi anni sono in aumento. A questi dati, vanno aggiunti quelli, difficilmente quantificabili, di coloro che partecipano senza iscriversi, e che a Berlino, ci è stato fatto presente, sono un numero consistente. Le strutture del partito sono sia territoriali che tematiche (per esempio sull'economia o sull'ambiente) e in ogni struttura territoriale, esiste un gruppo che si occupa della questione femminile (il Frauenbereich). Abbiamo chiesto alla signora Daiber se secondo lei questo strumento non sancisse un'inferiorità femminile, e le donne non finissero davvero per essere considerate come quel 'sesso debole' che, in virtù della sua debolezza, ha bisogno di strumenti per essere protetto. Le abbiamo fatto presente di come in Italia ci fosse stata una grossa polemica di fronte all'uso di questo strumento, che non era mai stato applicato. Essa ci ha risposto che anche lei auspica una società dove non ci sia bisogno di ricorrere a regole che garantiscano una pari rappresentanza per entrambi i sessi, ma che allo stesso tempo ritiene che questa sia ancora oggi una necessità, dal momento che si tratta di rimuovere una pratica di esclusione femminile che non sorge da una inferiorità delle capacità femminili, bensì da condizioni oggettive che hanno escluso o limitato fortemente l'accesso delle donne al campo della politica, condizioni che non hanno a che vedere con le ragioni delle donne ma semmai con quelle degli uomini, che si sono riservati l'ambito del pubblico ritenendo le donne più adatte alla sfera domestica.
Dal punto di vista dei contenuti, la signora Daiber ci ha detto che la Wiedervereinigung ha cambiato la politica delle e per le donne; l'incontro con le donne dell'est ha fatto crescere l'attenzione per quel che riguarda l'aspetto della giustizia sociale, mentre d'altra parte il movimento femminista è calato d'importanza, perdendo vigore ed aggressività. Nella costituzione tedesca è stato aggiunto un articolo sui diritti delle donne, nel quale si parla di uguaglianza non solo formale ma anche sostanziale. I temi oggi cari alle donne sono diversi e si intrecciano con problemi specifici della società tedesca e più in generale europea - attuale. Essi sono il tema della formazione, quello del lavoro, interno ed esterno alla famiglia, e quello della violenza, nelle sue diverse forme. Vediamoli brevemente.
Formazione
Per quel che riguarda la formazione, un primo elemento che i Grünen ritengono essenziale, è quello che si tengano corsi di educazione alla differenza, in modo da porre in questione la formazione dei ruoli di genere. A questo proposito sarebbe necessario incoraggiare la Frauenforschung, in quanto essa contribuisce alla riflessione sul cambiamento dei rapporti nella società. Nel programma elettorale infatti scrivono: "Neben der Verankerung von feministischer Wissenschaft und Frauenstudien in Studien - und Prüfungsordnungen aller Hochschulen würde mit der Einrichtung einer Frauenhochschule eine weitere Möglichkeit geschaffen, Frauen gezielt zu fördern und Frauenforschung voranzubringen". Un'altra questione importante su cui tematizzare, è la violenza sessuale e le strategie contro di essa. A un'adeguata formazione, che si interessi a temi finora estranei o marginali all'ambito d'insegnamento, è importante che segua un paritario inserimento nel mondo del lavoro, attraverso programmi di protezione e l'instaurazione, per garantire questa parità, del sistema delle quote.
Lavoro
Questo è un tema complesso, dal momento che si articola in vari aspetti che cercheremo di mettere in luce. I Grünen si battono per un'equa ripartizione di lavoro e reddito all'interno della famiglia, da ottenere sia attraverso la riduzione dell'orario di lavoro che permetta di distribuire in modo equilibrato tra i coniugi il lavoro domestico, attraverso sia una maggiore flessibilità dell'orario stesso, sia un'elasticità nel passaggio dal lavoro part-time a quello full-time e viceversa, a seconda dei tempi di vita della famiglia. Molto sentito è il problema della disoccupazione, specialmente ad est dove due donne su tre sono senza lavoro. Recenti dati informano che sempre più "il povero è donna". Una soluzione, secondo loro, potrebbe consistere nel rivalorizzare la previdenza della salute ed il lavoro di cura. Le donne, infatti, da molti anni si occupano in modo particolare dell' acquisizione di una diversa coscienza della salute, basata sulla prevenzione. Si tratterebbe di investire in questo campo, in modo da creare occupazione e insieme mettere a disposizione delle lavoratrici servizi a sostegno della maternità e della cura degli anziani. I tempi della formazione - anche continua -, quelli del lavoro e quelli della cura devono essere meglio ripartiti e classificati.
Violenza
La conferenza di Pechino ha messo in luce quanto grande sia la rilevanza di questo problema. E' importante creare le condizioni per la prevenzione di atti di violenza, sia proteggendo le vittime, sia garantendo punizioni severe contro i violentatori. I diritti delle donne devono perciò essere trattati come diritti della persona. Le donne infatti hanno combattuto a lungo per far sì che la violenza cessasse di essere considerata un reato contro la morale. Secondo i Grünen, la violenza contro le donne durante le guerre, la mutilazione dei genitali e la costrizione ad abortire che molte donne nel mondo sono costrette a subire, costituiscono la violazione di elementari diritti umani per i quali dev'essere previsto il diritto di asilo.
Un ultimo aspetto, secondario ma interessante per il confronto con l'Italia, sono i diritti che i Grünen vogliono ottenere per le donne omosessuali. Lo stato non deve prescrivere ai cittadini come vivere, ma invece riconoscere il fatto che esistono diversi modi di organizzare la propria esistenza, a partire dalle preferenze sessuali. Pertanto a tutti devono essere riconosciuti uguali diritti in tema di adozione, di educazione dei bambini, di locazione, di successione e di diritto internazionale.
3. Il lavoro con le donne dei Bündnis 90. Die Grünen a Berlino
Tre sono stati gli incontri con le donne dei Grünen, nell'ottobre del 1998. Durante la nostra prima visita presso la loro sede, abbiamo spiegato il nostro progetto di ricerca. Molto forte è stato l'interesse per il nostro lavoro da parte della responsabile Birgit Daiber la quale, per meglio introdurci nell'ambiente, ci ha mostrato la sede presentandoci i diversi responsabili dei gruppi tematici offrendoci così un quadro dell'organizzazione del lavoro. Al termine di questo primo incontro le abbiamo lasciato il secondo capitolo di questa ricerca, in modo da permetterle di inquadrare dal punto di vista teorico l'impostazione del nostro progetto.
Durante il secondo incontro, ha ritenuto opportuno rilasciare un'intervista in cui ha illustrato la struttura dell'organizzazione e il programma relativo alle politiche femminili. In quell'occasione le abbiamo espresso il nostro desiderio di rivolgere alcune domande ad un campione di iscritte che partecipavano attivamente alla vita del partito, tramite un questionario costruito in base alle categorie di analisi emerse dallo studio fatto nella prima parte e che abbiamo messo in evidenza nel terzo paragrafo di quella. La signora Daiber ha accettato e, in seguito ad un colloquio col responsabile organizzativo, ha dato la loro disponibilità a inviare il questionario a un campione di 120 donne, chiedendoci però di limitare il numero delle domande a quelle contenute in una pagina. Ha infatti spiegato che la probabilità di risposta non era elevata, e che per avere un numero rappresentativo di risposte era necessario che il questionario non fosse lungo. Ci ha invitato a preparare una lettera di accompagnamento al questionario, cui ne avrebbe fatta seguire un'altra, in modo da invitare le intervistate a rispondere.
Durante l'incontro successivo, abbiamo portato con noi il questionario e la lettera di accompagnamento. La signora Daiber, assieme ad altre responsabili presenti, si è prestata ad una prima verifica sulla costruzione del questionario. Le risposte ottenute ci hanno dato la prova che il questionario era formulato in maniera corretta, dunque pochi giorni dopo siamo tornate presso la sede dei Grünen con la versione definitiva del questionario. In quell'occasione la signora Daiber ha messo a disposizione tutti gli strumenti necessari al nostro lavoro. Ha seguito personalmente tutto il lavoro di preparazione, ha provveduto alle fotocopie, alle buste ed all'affrancatura di queste. I Grünen, infatti, hanno voluto accollarsi tutte le spese relative alla nostra ricerca, precisando che i risultati di questa erano per loro di grande interesse.
Una volta rientrate in Italia, abbiamo ricevuto, nell'arco di tre settimane, le risposte ai questionari. L'esperienza presso i Grünen ci ha permesso di svolgere il nostro lavoro nei tempi previsti e ha fatto anche in modo di apprezzarne concretamente la disponibilità e l'efficienza.
4. I dati dei questionari
I questionari postali, in lingua tedesca, sono identici a quelli inviati alle socie fondatrici di Emily, tranne che per l'indicatore sulla convivenza, come sarà possibile vedere poco oltre. Ne esponiamo di seguito i dati elaborati, cercando anche di illustrare le difficoltà derivanti da alcune differenze tra la società italiana e quella tedesca, in particolare per quanto riguarda i sistemi scolastici, che non permettono un'esatta comparazione dei titoli di studio.
I questionari spediti sono stati 120, e il tasso di risposta è stato del 39%. Come abbiamo esposto precedentemente, gli indicatori da noi individuati si suddividono in cinque gruppi.
4.1 I dati anagrafici
Il primo indicatore preso in considerazione è l'età, i cui dati sono suddivisi per classi.
Tav. n.1: Categoria delle intervistate suddivise per classi di età
| Classe di età |
Numero |
% |
| 25-40 |
24 |
51% |
| 41-55 |
17 |
36% |
| 56-70 |
5 |
11% |
| Oltre 70 |
1 |
2% |
| Totale |
47 |
100% |
| Età media |
40.5 |
|
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
La maggioranza delle intervistate si concentra nella classe di età compresa tra i 25 e i 40 anni, e l'età media si aggira intorno ai 40 anni.
Il secondo indicatore è il titolo di studio. Nella tavola seguente sono illustrate le distribuzioni relative a questo indicatore. Come abbiamo accennato in precedenza non è possibile verificare una corrispondenza perfetta tra i titoli di studio italiani e quelli tedeschi. Abbiamo creato quindi i seguenti
gruppi omogenei.
Tav. n. 2: Classificazione delle intervistate per titolo di studio
| Numero |
Titolo di studio |
% |
| 0 |
Licenza elementare |
|
| 4 |
Licenza media |
8% |
| 30 |
Diploma |
64% |
| 13 |
Laurea |
28% |
| 47 |
Totale |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Il titolo di studio medio delle intervistate è il diploma. E' interessante aggiungere che, tra le diplomate, 29 dichiarano di avere un diploma di liceo (
Abitur), e questo lascia supporre che, data la prevalente giovane età e la diversa struttura del sistema universitario, la quale prevede un'alternanza tra lavoro e studio che si prolunga per diversi anni, una percentuale considerevole di esse stia frequentando l'università.
Il terzo indicatore del primo gruppo, è la zona di residenza. In questo caso ci interessava rilevare come si distribuisca la percentuale delle donne politicamente attive tra la parte di Berlino est e quella ovest della città. Per questo non abbiamo chiesto di indicare la zona di residenza ma quella di provenienza.
Tav. n. 3: Classificazione delle intervistate in base alla zona di provenienza
| Zona di provenienza |
Numero |
% |
| Berlino ovest |
31 |
87% |
| Berlino est |
6 |
13% |
| Totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Notiamo come la grande maggioranza delle intervistate provenga dalla parte occidentale della città. Questo dato sembra confermare quanto ci abbiamo potuto osservare a Berlino, relativamente al disinteresse che i cittadini e le cittadine dell'ex Repubblica democratica tedesca mostrano nei confronti dell'attività politica del paese, come abbiamo potuto vedere nel secondo capitolo e nel primo paragrafo di questo.
Infine, illustriamo i dati relativi alla professione.
Tav. n. 4: Classificazione delle intervistate in base alla professione
| Professione |
Numero |
% |
| Psicologhe/Sociologhe |
11 |
24% |
| Libere professioniste |
9 |
19% |
| Studentesse |
9 |
19% |
| Insegnanti |
5 |
11% |
| Impiegate |
5 |
11% |
| Docenti universitarie |
3 |
6% |
| Parlamentari |
3 |
6% |
| Pensionate |
1 |
2% |
| Giornaliste |
1 |
2% |
| Totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Anche in questo caso, tutte le intervistate svolgono o hanno svolto un lavoro extra domestico. Inoltre i dati mostrano che quasi un quinto sono studentesse, confermando la nostra impressione riguardo ai dati sul titolo di studio. Infine è interessante notare come la categoria maggiormente rappresentata sia quella delle sociologhe e psicologhe.
4.2. Un indicatore relativo al rapporto con la politica
Questo indicatore è stato utilizzato in maniera analoga a quanto fatto nel capitolo precedente. In Germania, e a Berlino in modo particolare, come abbiamo potuto vedere nel secondo capitolo e nei paragrafi precedenti a questo, il movimento femminista ha avuto un grosso peso fino alla Wiedervereinigung.
Tav. n.5: Dati relativi all'esperienza nel movimento femminista
| Esperienza nel movimento femminista |
Numero |
% |
| Sì |
41 |
87% |
| No |
6 |
13% |
| Totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
In questo caso però, data la consistenza delle risposte affermative, non abbiamo ritenuto particolarmente utile mettere in relazione le risposte con le classi di età.
4.3. La 'doppia presenza'
Il primo indicatore di questo gruppo, indaga sulla condizione familiare delle intervistate. Abbiamo chiesto alle intervistate di specificare, in caso di risposta affermativa, se convivessero con un partner o con una partner. Ci è parso infatti utile avere questo dato ulteriore, che non è invece stato possibile ottenere nel questionario italiano, e che costituisce l'unica differenza tra i due.
Tav. n. 6: Classificazione delle intervistate in base ai dati sulla convivenza
| Convivenza |
numero |
% |
| no |
30 |
64% |
| con un partner |
12 |
25% |
| con una partner |
5 |
11% |
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Notiamo come la percentuale di donne che si trova in una condizione di matrimonio o convivenza è inferiore a quella di chi vive da sola.
Per quel che riguarda il giudizio espresso riguardo alla collaborazione ricevuta da partner relativamente al lavoro domestico, abbiamo scomposto i dati tra coloro che vivono con un uomo, pari al 25%, e quelle che invece vivono con una donna, l'11%.
Tav. n. 7a:. Classificazione dei dati relativi al giudizio espresso sulla
collaborazione del partner
| |
scarso |
sufficiente |
giusto |
più che giusto |
| |
n. |
% |
n. |
% |
n. |
% |
n. |
% |
| giudizio |
5 |
42% |
2 |
16% |
5 |
42% |
0 |
|
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Tav. n. 7b: Classificazione dei dati relativi al giudizio espresso sulla
collaborazione della partner
| |
scarso |
sufficiente |
giusto |
più che giusto |
| |
n. |
% |
n. |
% |
n. |
% |
n. |
% |
| giudizio |
|
|
1 |
20% |
1 |
20% |
3 |
60% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
I dati raccolti mostrano che il giudizio espresso dalle donne che convivono con altre donne è migliore di quelle che invece vivono con un uomo. In generale comunque, questo giudizio è abbastanza positivo.
In terzo luogo abbiamo chiesto alle intervistate di indicare quanti figli avessero.
Tav. n. 8: Classificazione delle intervistate riguardo al numero di figli
| Numero di figli |
numero |
% |
| 0 |
27 |
57% |
| 1 |
15 |
32% |
| 2 |
5 |
11% |
| 3 |
0 |
|
| più di 3 |
0 |
|
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Da questi dati possiamo notare come la percentuale di intervistate con figli sia bassa, e come lo sia, per quelle che ne hanno, anche il numero.
Infine, con l'ultimo indicatore si vuol mostrare come si quantifica il lavoro domestico delle intervistate in termini di ore giornaliere.
Tav. n.9: Classificazione delle intervistate in base alle ore giornaliere di
lavoro domestico
| Numero ore |
numero |
% |
| 0-2 |
40 |
85% |
| 2-4 |
6 |
13% |
| 4-6 |
1 |
2% |
| più di 6 |
0 |
|
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Anche in questo caso i dati mostrano come il carico di lavoro domestico giornaliero sia basso. Il dato è confermato dalla scarsa presenza di figli, e dal giudizio sostanzialmente positivo dato sulla collaborazione ricevuta dal / dalla partner.
4.4. Gli strumenti per la realizzazione delle pari opportunità
Come abbiamo visto nel capitolo precedente, i seguenti indicatori mettono in evidenza il giudizio delle intervistate sulle leggi a tutela delle pari opportunità, sui servizi sociali e sulla rete di associazioni presente nella zona di provenienza, in modo da verificare l'effettiva realizzazione della parità tra i sessi.
Tav. n. 10: Classificazione delle intervistate in base al giudizio espresso sulle
leggi a tutela della parità
| Giudizio |
numero |
% |
| scarso |
30 |
64% |
| sufficiente |
7 |
15% |
| buono |
9 |
19% |
| ottimo |
1 |
2% |
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Tav. n. 11: Classificazione delle intervistate in base al giudizio espresso sui servizi a sostegno delle donne lavoratrici
| Giudizio |
numero |
% |
| scarso |
28 |
60% |
| sufficiente |
8 |
17% |
| buono |
10 |
21% |
| ottimo |
1 |
2% |
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
Tav. n. 12: Classificazione delle intervistate in base al giudizio espresso sulla
rete associativa di donne nella zona di provenienza
| Giudizio |
numero |
% |
| scarso |
22 |
47% |
| sufficiente |
8 |
17% |
| buono |
16 |
34% |
| ottimo |
1 |
2% |
| totale |
47 |
100% |
Fonte: nostra elaborazione sulla base dei dati raccolti
E' possibile notare come il giudizio più positivo sia quello relativo all'ultimo indicatore.
In questo caso, abbiamo ritenuto utile analizzare separatamente i giudizi espressi dalle donne dell'est, per le quali, come abbiamo visto, con la
Wiedervereinigung si è verificata un'esperienza di rottura rispetto alla situazione precedente. Per quanto riguarda lo strumento delle leggi il 50% di esse, infatti, esprime un giudizio totalmente negativo, il 33% 'sufficiente'e il restante 17% 'buono', la totalità dei giudizi sui servizi appartiene alle prime due categorie, mentre per quanto riguarda le associazioni, una metà ha attribuito il valore 'scarso' e l'altra metà il valore 'buono'.
n questo caso notiamo in particolare il giudizio negativo sui servizi, che pare confermare quanto ricavato nel primo paragrafo di questo capitolo.
4.5. La 'cultura femminile'
Anche per questo indicatore vale quanto esposto nel capitolo precedente.
Inoltre le risposte che ci sono state date, risultano spesso vaghe, probabilmente perché le intervistate hanno cercato di esprimersi in
maniera sintetica. Anche in questo caso però, è possibile osservare che le risposte possono essere raccolte secondo le due tipologie di cui al paragrafo quarto del terzo capitolo.
La prima riguarda una conoscenza di tipo 'giuridico-amministrativa' e raccoglie le seguente risposta:
- Essere informata sul funzionamento del sistema politico.
Nella seconda, che abbiamo precedentemente chiamato 'formazione psico-sociologica', sono stati messi in evidenza gli aspetti seguenti:
- Corsi per accrescere la stima di sé e l'aggressività.
- Corsi per studiare le ragioni della concorrenza tra le donne, e cercare così di eliminarla.
- Corsi di retorica e per imparare ad essere diplomatiche.
- Corsi per imparare a trattare con i mass media.
- Trasmissione dell'esperienza delle donne 'arrivate'.
Una terza tipologia osservata, riguarda temi che interessano un aspetto più legato a tematiche femminili, proponendo la creazione di corsi su temi specifici che riguardano le donne (tra i quali la violenza, l'aborto, la storia del femminismo, la teoria dei generi e la conoscenza della condizione femminile nei diversi paesi).
Più volte viene sottolineata l'importanza di programmi di formazione volti a rendere le donne più professionali e a permettere loro di acquisire maggiore indipendenza, soprattutto economica.
Infine, sono in molte a precisare l'importanza della conoscenza per l'acquisizione del potere. Oltre la metà infatti ha scritto " Wissen ist Macht" (sapere è potere), accompagnando la frase alle osservazioni che abbiamo elencato sopra.
Traiamo da ciò alcune considerazioni. In primo luogo, si dà importanza e peso all'acquisizione di conoscenze, sia generali, sia relative ai temi della politica e sia riguardanti "tematiche femminili". In secondo luogo, viene messa in evidenza la funzione di una formazione di tipo psicologico, allo scopo di rimuovere quelle difficoltà che si ritiene che le donne incontrino nel loro approcciarsi alla politica. Esse infatti mostrano la necessità di acquisire strumenti di retorica, che permettano loro di non temere il confronto col pubblico, risultando abili a parlare e mostrando una certa dose di aggressività. Un aspetto interessante, è l'accento posto sull'aspetto della concorrenza tra donne, che viene visto come un ostacolo alla solidarietà di genere e alla creazione di una
lobby di donne, strumento ritenuto indispensabile per il raggiungimento di una pari rappresentanza.
Infine, nel tracciare un quadro sintetico delle nostre intervistate, notiamo come mediamente esse hanno circa 40 anni, la maggior parte di esse è diplomata, e nessuna è casalinga, ma invece svolgono un lavoro fuori casa, ad esclusione delle studentesse. La percentuale più consistente fa la sociologa o la psicologa, mostrando così una particolare attenzione per questo tipo di tematiche. Quasi tutte hanno avuto esperienza nel movimento femminista, mettendo anche qui in evidenza una continuità di interessi nel loro rapporto con la politica. Il carico di lavoro domestico è leggero, e la percentuale delle
single è preponderante. Negativo è il giudizio sulle leggi per la parità tra i sessi, un po' meno quelli sui servizi e sulla rete associativa. E' degno di nota in particolare il risultato ottenuto scomponendo i dati delle donne provenienti dalla parte est riguardo alla valutazione dei servizi statali a sostegno delle donne, da cui emerge un quadro totalmente negativo.