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Spazio tesi .
Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2000



Introduzione





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          L'obiettivo di questo lavoro è quello di offrire un contributo e una chiave di lettura allo studio del ruolo della donna nella 'società attuale', attraverso la comparazione di due realtà sociali europee, una italiana e una tedesca.
          Se adottiamo la definizione di Gallino [1993:558] secondo la quale il ruolo è "l'insieme delle norme e delle aspettative che convergono su un individuo in quanto occupa una determinata posizione in una più o meno strutturata rete di relazioni sociali, ovvero in un sistema sociale", risulta indispensabile tracciare una serie di coordinate che definiscano il ruolo della donna. Robertson [1988:333] definisce i ruoli sessuali come "i modelli di comportamento socialmente attesi che si connettono allo status di maschio o di femmina, che in ogni società costituiscono oggetto di aspettative" .
          Il dibattito sociologico e culturale degli ultimi decenni si è interrogato largamente su quanto ci sia di naturale e quanto di appreso nella suddivisione sessuale dei ruoli, e su questo aspetto si divide anche chi aderisce rispettivamente alla scuola del gender e alla teoria della differenza.
          Come avremo modo di illustrare nel primo capitolo, le studiose della scuola del gender affermano che il ruolo femminile non dipende da dati biologici, ma piuttosto da caratteristiche sociali e socialmente costruite, e indirizzano le loro ricerche nella dimostrazione di questa teoria. "Con la parola "genere" - traduzione dell'inglese gender – non s'intende il sesso biologico, bensì il modo in cui questo viene elaborato e riconosciuto socialmente, storicamente e culturalmente. Gli studi sul genere rappresentano, soprattutto nel mondo anglosassone, una nuova stagione del femminismo. Chi aderisce a quest'impostazione sostiene che rivendicare l'uguaglianza è insufficiente e fuorviante: occorre, piuttosto, reclamare una specificazione dei diritti (sessuazione) in base al genere" [Pievatolo http://www.geocities.com/Athens/Delphi/4293/costfem2.html]
          Le teoriche della differenza partono invece da un altro punto di vista, rivolgendo la propria attenzione alla ricerca di quelle nozioni che definiscono la 'cultura femminile', in virtù del fatto che gli uomini e le donne sono, per natura, diversi. La femminilità viene così intesa come fonte autonoma di conoscenza, 'altra' rispetto alle epistemologie dominanti maschili.
          La "sociologia della donna", che, secondo Gallino [1993:256], "ha il compito di indagare e descrivere i caratteri, le variazioni, le cause della condizione femminile in differenti tipi di società, studiando in particolare i fattori sociali e culturali", si è sviluppata dagli anni Sessanta. Fino a quel momento, infatti, pochissimi erano gli studi che affrontassero il tema, se non come appendice ad altre questioni. I movimenti sociali della fine degli anni Sessanta, insieme al diffondersi di studi antropologici [Mellino I sem. 1997/ II sem. 1998] che mettevano in luce come i ruoli sessuali variassero da cultura a cultura, hanno aperto anche questo campo di studi alla ricerca sociologica.
          Il nostro sguardo sulla 'società attuale' avviene attraverso la comparazione di due associazioni di donne, il cui intento è quello di allargare la partecipazione femminile nel campo della politica. La recente nascita di Emily in Italia, un'associazione apartitica con sede a Roma, ci ha spinto a cercare un'associazione analoga in Germania, ritenendo il confronto con la società tedesca particolarmente interessante sia per alcuni elementi comuni, sia per altre tendenze diverse rispetto a quella italiana, come avremo modo di vedere nei capitoli successivi.
          In Italia, come scrive, tra gli altri, Zwingle [1998: 40-65], si assiste al più basso tasso di natalità al mondo, e si rileva un aumento continuo di donne che lavorano nonostante la scarsità di servizi a sostegno della maternità, e più in generale una crescente necessità e urgenza delle donne di entrare in quei luoghi della società che fino a poco tempo fa erano destinati esclusivamente o quasi agli uomini, come dimostrano i dati recenti sull'istruzione e sull'accesso alle professioni [Valentini 1997], mentre la situazione tedesca è più complessa e le questioni sono incrociate.
          Come vedremo nei capitoli successivi, prima del 1990, la società della Repubblica democratica tedesca era caratterizzata da un'efficiente rete di servizi statali per le donne lavoratrici, con la quale, di fatto, si mettevano le donne a tacere. La cosiddetta 'questione femminile' [Schaufer 1997] fu dichiarata risolta dal governo dell'ex Repubblica democratica tedesca e le donne, trovandosi ad usufruire di servizi che lo Stato riteneva soddifacenti, erano costrette a discutere in luoghi separati e segreti sui temi relativi a quella che possiamo definire 'cultura femminile'. In Germania occidentale, invece, il movimento femminista era particolarmente rivendicativo e conflittuale e, pur in una società con minori servizi, riuscendo a ritagliarsi grossi spazi ma allo stesso tempo anche isolandosi e scontrandosi con gli uomini, era riuscito a crearsi una fitta rete associativa a tutela dei diritti delle donne, spingendo per l'ingresso massiccio di queste in ogni campo della vita sociale. La fusione di questi due mondi con la riunificazione tedesca ha prodotto varie tendenze: si sono rafforzate le rivendicazioni sociali, assumendo maggior vigore grazie all'apporto dell'esperienza delle donne dell'est, mentre è quasi sparito il movimento femminista, e le donne compiono oggi un'azione sempre più mediata dalla rappresentanza di interessi specifici.
          E' un ulteriore elemento sostanziale il fatto che la Germania abbia raggiunto l'Italia nel record minimo sul tasso di natalità.
          Quello che ci siamo proposte di fare, è, dunque, di ricavare prima, e confrontare poi, le aspettative connesse al ruolo femminile nei due diversi ambiti sociali.
          Il nostro percorso di metodo si è articolato in diverse fasi. Nella prima parte di questo lavoro abbiamo svolto un'analisi della letteratura esistente, partendo dalle basi del pensiero sociologico per proporre poi un confronto delle teorie femministe contemporanee sull'argomento, in modo di offrire un quadro abbastanza ampio ed esaustivo degli studi in materia. Per questa parte abbiamo ritenuto utile la lettura di testi anche non propriamente sociologici, trattandosi di una branca di studi molto giovane, e difficile da collocare precisamente nell'ambito delle scienze umane e sociali. La scelta delle teoriche della differenza italiane, che dagli anni Settanta si sono opposte all'inclusione degli Studi delle donne nell'ambito della ricerca universitaria, ha reso impegnativa la ricerca bibliografica soprattutto per quanto riguarda i testi della scuola anglosassone del gender, rispetto alle posizioni della quale le pensatrici italiane sono molto distanti. Per questa prima parte è stato dunque essenziale il dialogo ed il confronto con alcune studiose, che ci hanno suggerito attraverso indicazioni bibliografiche, alcuni percorsi di lettura e di confronto.
          Ripercorrendo le tappe della storia del pensiero sulla donna, abbiamo visto come la questione della differenza sia centrale nell'elaborazione delle donne sulle donne, e come questa prospettiva ne orienti l'azione. Proponendoci infatti di assumere la categoria del gender come 'tipo ideale' di analisi sociale, non possiamo non considerare la teoria femminista degli ultimi cinquant'anni, assieme artefice, portavoce e spettatrice dell'evoluzione dei ruoli sociali in atto.
          L'aspetto che assumiamo come tratto comune della teoria femminista è l'accento che da più parti viene posto sul ruolo femminile in relazione alle sfere separate del privato, in primo luogo della famiglia, e del pubblico. Abbiamo visto come al ruolo della donna europea siano connesse le aspettative che la vedono svolgere un lavoro domestico, cui si aggiunge in modo sempre più consistente il lavoro extra domestico. Se infatti la donna occidentale ha tradizionalmente avuto modo di esprimere le sue qualità nella famiglia, oggi essa entra nel mondo del lavoro e delle istituzioni in misura sempre maggiore, nonostante le difficoltà e le contraddizioni delle quali gli studi sul gender si occupano e di cui avremo modo di trattare successivamente.
          Perciò, dopo aver estratto alcune categorie di analisi dalla prima parte di questo lavoro, abbiamo costruito degli indicatori che ci servissero da strumento per mettere in luce le aspettative connesse al ruolo femminile nella sfera privata e in quella pubblica.
          La nostra esperienza di ricerca sul campo si è dunque rivolta a due associazioni, una a Roma e una a Berlino, accomunate dal proposito di promuovere l'accesso delle donne alle istituzioni politiche nel loro paese. La politica ci è infatti sembrato essere un campo adatto ad utilizzare i nostri indicatori in quanto luogo della sfera pubblica e punto di riferimento costante negli studi delle donne da noi esaminati.
          Abbiamo dunque svolto due esperienze di ricerca sul campo presso l'associazione Emily in Italia, e i Buendnis 90/die Gruenen, esposta nella seconda e nella terza parte. La nostra ricerca è stata condotta a Roma e a Berlino, attraverso lo studio di materiale scritto, in particolare quello raccolto presso le sedi delle associazioni, la nostra osservazione partecipante e un questionario in cui abbiamo utilizzato gli indicatori costruiti in base alle categorie di analisi da noi individuate.
          L'analisi del materiale dattiloscritto infatti ci ha permesso di conoscere gli obiettivi delle associazioni, e i mezzi da queste prescelti per il loro raggiungimento. A questa lettura abbiamo associato quella di articoli di giornale e di testi, che, assieme all'osservazione partecipante, ci hanno permesso di farci un quadro, pur dal nostro parziale punto di vista, di come le azioni delle due associazioni si collocano nelle quadro delle politiche sociali delle donne nei rispettivi paesi.
          A Berlino infatti, oltre al contatto coi Grünen, parte essenziale del metodo sono stati la frequentazione di luoghi di donne e il dialogo con giovani e adulte che hanno cercato di rappresentarci al meglio la realtà della loro città cercando di farcela vivere come una donna tedesca la vive. Questo aspetto della ricerca, seppur di difficile definizione pratica, ci ha comunque permesso di avere un quadro, composito e variegato, della vita delle donne a Berlino.
          Infine siamo passate alla costruzione del questionario, per la quale ci siamo servite del manuale di metodologia di Bailey [1985-1995], seguendone l'impostazione. Dal tasso di risposta ottenuto, ci sembra di essere riuscite ad evitare gli inconvenienti che si incontrano più frequentemente [ Bailey1985-1995: 134 e segg.], in particolare garantendo alle intervistate l'anonimato. Per la costruzione del campione delle donne tedesche, ci siamo affidati ai dati messi a disposizione dai Grünen. Abbiamo loro espresso la necessità che i questionari si rivolgessero a donne che non fossero semplicemente iscritte al partito, ma che facessero anche politica attivamente. Essi ci hanno fornito i nominativi delle componenti del Frauenbereich, cui inviare il questionario. Per le donne italiane invece il campione è costituito dalle componenti del comitato promotore di Emily in Italia. Per entrambi i campioni, abbiamo preparato due lettere di presentazione, che spiegassero brevemente l'intento della nostra ricerca. Inoltre, prima di essere spedito, il questionario è stato sottoposto - sia a Berlino che in Italia - ad alcune donne che ci hanno permesso di verificarne la corretta costruzione. Il questionario italiano presenta un'unica differenza rispetto a quello tedesco, dal momento che le donne di Emily hanno ritenuto opportuno modificare la seconda domanda.
          Lo studio della letteratura ci ha permesso di avere un quadro di riferimento teorico attraverso il quale abbiamo individuato le categorie di analisi da applicare alle due realtà. L'analisi del materiale raccolto e l'esperienza sul campo effettuati nella seconda e nella terza parte ci hanno poi fornito quegli strumenti che abbiamo utilizzato per tracciare un quadro del ruolo della donna nelle due realtà presso le quali abbiamo svolto la ricerca.
          Attraverso la loro comparazione, che ha costituito la fase finale della nostra ricerca, ci siamo proposte di mettere a confronto i ruoli femminili che sono emersi, nelle differenze e nei tratti comuni, individuando così le due soluzioni pratiche di Emily in Italia e dei Bündnis 90. Die Grünen nelle loro relazioni con le produzioni del pensiero sul genere nei due paesi.





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